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	<title> &#187; divulgazione</title>
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		<title>Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:17:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[come riciclare oggetti ikea per realizzare un giardino o un orto capovolto. Piante, fiori e frutti anche in città con poca spesa e qualche borsa di plastica.


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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Idroponica sul balcone di casa (parte due)'>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1583" style="margin: 4px;" title="pomodoro_capovolto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg" alt="pianta di pomodoro capovolta" width="180" height="240" /></a>Ecco come realizzare un <a href="http://www.coltivareorto.it/consigli-orto/orti-capovolti-coltivare-al-contrario.html" target="_blank">orto capovolto</a> con i sacchetti<a href="http://www.ikea.com/it/it/search/?query=vastlig" target="_blank"> VASTLIG di IKEA</a>, reperibilissimi ed estremamente economici. L&#8217;idea del giardinaggio o dell&#8217;orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.</p>
<p>In questo caso anche l&#8217;estetica è soddisfatta.</p>
<p><strong>Descrizione:</strong> per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.</p>
<p><strong>Strumenti:</strong> forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.</p>
<p><strong>Come procedere?</strong></p>
<p>-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.</p>
<p><span id="more-1582"></span></p>
<p>-Ora prendi le forbici e taglia una ics sul fondo del sacchetto, che sia abbastanza grande da far passare i rami, o la matassa di radici, a seconda di cosa hai deciso al punto presedente. Non esagerare con l&#8217;incisione o la pianta cadrà. Ma non avere nemmeno paura di usare le forbici: ora infatti vediamo come rendere più stabile il fondo e ridurre eventuali buchi eccessivi.</p>
<p>-Ritaglia il cartoncino (una scatola di cereali si presta all&#8217;uso) o il materiale che hai scelto sagomandolo come il fondo della borsa. Lascia qualche centimetro di margine oltre alla ics che hai ritagliato. Questo sarà il &#8216;collare&#8217;.</p>
<p>-Ora pratica un taglio nel collare partendo dall&#8217;esterno e arrivando al centro. Quando arrivi al centro ritaglia un piccolo cerchio attraverso il quale dovrà passare lo stelo. Ora abbiamo un rinforzo per il fondo che sosterrà la pianta e la terra.</p>
<p>-Prendi il collare ed inserisci la pianta utilizzando il taglio fatto nel cartoncino, in modo che il circolo centrale accolga lo stelo. Sistemalo sul fondo e sarai sicuro che la terra non cadrà attraverso la ics che hai praticato nel sacchetto.</p>
<p>-Aggiungi la terra, annaffia e sei pronto  a partire.</p>
<p>Oltre a questi sacchetti IKEA offre parecchi oggetti riciclabili in giardino, come contenitori plastici ideali da trasformare in vasi. Il prezzo medio è inferiore a quello dei vasi acquistati come tali, quindi vale la pena di fare un giro a dare un&#8217;occhiata, e magari apportare qualche semplice modifica con mezzi propri.</p>
<p>Anche gli oggetti che avete già in casa possono essere riciclati: non buttate via prima di avere valutato la possibilità di una nuova vita per le vostre suppellettili!</p>
<p>TRATTO E LIBERAMENTE TRADOTTO DA: <a href="http://ikeahacker.blogspot.com/2010/07/vastlig-topsy-turvy-style-planter-for-2.html" target="_blank">ikeahackerblogspot.com</a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1582"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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		<description><![CDATA[come costruire un impianto idroponico sul balcone di casa, passo per passo, con materiali economici.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ilrospo.it']);" href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><strong>Morti urbani</strong></p>
<p>Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i  cambiamenti del mio         orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su  questa rubrica e a         gran voce con i risultati sotto mano.</p>
<p>Eccoci alla terza  settimana di lavori, con         oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i  risultati iniziano,         almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno  trainando infatti tutte         le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro  probabilmente a causa         della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l&#8217;acqua  ma le aspettative         sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1547 alignleft" title="idroponica_primi_passi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="idroponica primi passi" width="247" height="370" /></a><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica_fatta_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="idroponica fatta in casa" width="248" height="371" /></a></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p>Indubbiamente         alcune piante stanno dimostrando tutto il loro vigore a  discapito di vicine meno         fortunate (la foto non lascia dubbi a tal proposito) ma in linea  di massima l&#8217;80%         del lavoro sembra stia andando nella giusta direzione.</p>
<p>Per la  prima volta questa         mattina ho iniziato con una prima lieve, e spero non deleteria,  prima potature delle         foglie ingiallite e stanche che ben si notano nelle foto qui  pubblicate. Bene il         lavoro di nutrimento dell&#8217;acqua: una pulizia settimanale del  serbatoio accompagnato         dal continuo lavorio dell&#8217;ossigenatore stanno garantendo una  corretta alimentazione         alle piante senza finora addurre i problemi paventati all&#8217;inizio  di questo progetto         riguardanti la possibile muffa creata dall&#8217;umidità..non c&#8217;è da  cantar vittoria         ma per adesso il lavoro procede al meglio.</p>
<p>Incredibile l&#8217;utilità  dell&#8217;intelaiatura         che non solo ha sconfessato i rischi del vento ovvi in un  balcone di casa ma ha         reso possibile l&#8217;irrobustimento delle piante, ed in particolare  dei pomodori,         che stanno crescendo meravigliosamente surclassando  abbondantemente gli stessi zucchini         che comunque stanno al passo.</p>
<p>Discorso a parte invece per le  fragole che, per la         dimensione troppo abbondante dei vasi stessi al momento  dell&#8217;acquisto stanno         patendo in maniera forte la nuova sistemazione rischiando di  appassire. Ma su quest&#8217;ultimo         argomento mi riserbo ancora una settimana di tempo per valutare  meglio. Nel complesso         rimane comunque un progetto POSITIVO che ha aumentato e  sensibilizzato chi scrive,         e si spera chi legge, ad un argomento sempre più lontano dalla  nostra quotidianità         nonostante l&#8217;importanza basilare dello stesso.</p>
<p>Praticamente un terzo, che alcuni leggeranno come sconfitta altri come  vittoria              continua a vivere e a dare quindi linfa al mio progetto e a  questa rubrica. Un              terzo delle piantine che misi 6 settimane or sono continua a  crescere dando alla              luce simpatici pomodorini e grandi e vanitose zucchine.  Continuando con quello              che è diventato il rito del lunedì mattina (è infatti in  questa data che cambio              l&#8217;acqua del serbatoio aggiungendo i fertilizzanti) sto  intravedendo il miracolo              della vita di madre natura.</p>
<p>Vedere crescere le proprie  piantine in quella che              fino a qualche settimana fa era una scommessa persa in  partenza, questa almeno              era il parere dei molti detrattori al mio progetto, regala  grande soddisfazione.              Sapere che la fragolina che era apparsa è stata gustata di  nascosto dalla mamma              e sapere che il gusto non era per niente acquoso (cosa che  in idroponica credevo              inevitabile) e che anzi era molto dolce  e..buona&#8230;impagabile! Certo non sono              solo rose, ho perso 20 piantine circa a causa del mancato  raggiungimento delle              radici con l&#8217;acqua sottostante ma, devo sottolinearlo, tutto  questo è dovuto ad              una mia grave mancanza.</p>
<p>A causa di una fornitura errata ho  infatti dovuto              utilizzare dei vasetti comuni e non quelli da idroponica,  potete facilmente              immaginare la quasi impossibilità per le piante di  raggiungere l&#8217;acqua(*). Ormai              ero in gioco e decisi di andare avanti anche se senza il  materiale giusto ma              nella prossima tornata non farò lo stesso errore condannando  tante piante a fine              infima.Si, come avete letto ho deciso che questo esperimento  andrà avanti visto              i buoni esiti di questo primo tentativo, ma non distraiamoci  continuiamo a              seguire questo ciclo che è ancora lontano dal concludersi  anche se quei fiori di              zucchino sul davanzale sono davvero invitanti..              P.S. mi scuso nel prossimo numero inserirò le immagini dei  primi frutti !!</p>
<p><strong>I risultati</strong></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="idroponica_sul_balcone_1" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="427" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="idroponica_sul_balcone_3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="426" height="479" /></a></p>
<p>Che ne dite?!?! Ecco il risultato del lavoro nel nostro orto idroponico          outdoor.Finalmente fatti, e tanti, da contrapporre alle parole e  alle tante          critiche verso il progetto verde del rospo.it.<br />
Da circa tre  settimane * sto mangiando fiori di zucchini in  pastella (una vera          leccornia), zucchini veri e propri con tanto di frittata o fatti  in padella e          attendo con l&#8217;acquolina in bocca i pomodori. A proposito,  riuscite a contarli          nell&#8217;immagine in basso a destra? I risultati ci sono, chiari  nitidi e talmente          positivi da lasciare attoniti.Il gusto dei prodotti è buono e  naturale senza          nessun ipotetico gusto di acqua come ignaramente avevamo  immaginato, il lavoro          sulle piante non prende più di 5/10 minuti al giorno e il veder  crescere questo          piccolo eden davanti al poggiolo, parafraso la nota pubblicità,  non ha prezzo!<br />
In più, elemento che non avevo contato, non avendo il trasporto  con i relativi          tempi, la freschezza di questi ortaggi non ha paragone vengono  colti dalla          pianta&#8230;pochi minuti prima di esser consumati.<br />
Ovviamente non tutto è andato a buon fine e ,come per ogni  esperimento, ci          riproponiamo di migliorare sempre di più imparando dai nostri  errori. I vasi          sbagliati e le dimensioni troppo piccole del nostro tubo non  hanno permesso alle          piante di crescere serenamente, solo 1/3 ,anche se alla grande, è  maturato          mentre la scarsa fiducia nel progetto ci aveva portato a  sottovalutare la forza          delle piante (guardate la foto grande in fondo, la pendenza  dell&#8217;impalcatura è          dovuta al peso dei pomodori).</p>
<p>Ma sono errori comprensibili e  utili, il prossimo          orto incorrerà probabilmente in altre problematiche ma sul  fronte fondamentale          di questo lavoro abbiamo finalmente il riscontro tanto atteso(10  settimane di          attesa se contiamo tutto il lavoro e la crescita) L&#8217;ORTO  IDROPONICO OUTDOOR E&#8217;          UNA REALTA&#8217; , esiste ed è stato possibile realizzarlo persino  per dei neofiti.          Nei prossimi aggiornamenti ancora tante nozioni per  perfezionarci.</p>
<p><em>Tutto il materiale pubblicato in questo post appartiene al blog <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo</a>.</em></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1559"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:28:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[idroponica semplificata]]></category>
		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida alla costruzione, passo per passo, di un impianto idroponico da installare sul balcone di casa.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" style="margin: 4px;" title="idroponica_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg" alt="idroponica in casa" width="378" height="564" /></a></em>Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della          democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande  popolo che gli si          parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn,          la grandiosa capitale del regno azteca.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla  fine di questo          popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che  colpì i soldati          più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un  probabile ex          contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i  suoi occhi          rimanendo presumibilmente alquanto scosso.<br />
La capitale del regno azteco infatti          sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi  carente di terreno          fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco  contando che si presume          vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così,  ingegnandosi con ciò che          la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare  una tecnica di          coltivazione a &#8220;radice fluttuante&#8221; che consisteva nello  sfruttamento dell&#8217;acqua          del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti.  Vere e proprie          zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono  l&#8217;ossatura di questo          sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra  posizionata sulle          zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento  alle piante          nell&#8217;acqua sottostante.<br />
<span id="more-1545"></span> Questa è brevemente la storia che costituisce il punto di  partenza per il nostro          esperimento odierno: la coltivazione a radice fluttuante&#8230;sul  poggiolo di casa!          Con questa nuova rubrica ci prefiggiamo di seguire passo dopo  passo la creazione          di questo piccolo orto nel tentativo, o ancor meglio nella  speranza, di avere un          sufficiente raccolto da poter dichiarare utilizzabile e  consigliabile          l&#8217;istallazione di un sistema simile nelle proprie case.</p>
<p><strong>Primi passi</strong><br />
Ed ecco una breve introduzione della nostra riproduzione di  queste Chinampas              versione poggiolo di casa 2010.</p>
<p>Ovviamente il nostro sarà un  sistema a ciclo              chiuso con la sistemazione di una tubatura che ospiterà al  suo interno i vasetti              con le piante. Il tutto sarà collegato ad un recipiente con  un motorino ad              immersione che pomperà l&#8217;acqua necessaria ad alimentare le  piante. Solo l&#8217;acqua              non sarebbe sufficiente e dopo i primi giorni di  istallazione del sistema sarà              necessario &#8220;alimentare&#8221; l&#8217;acqua con prodotti biologici  ricchi dei principali              elementi necessari alle piante per svilupparsi quali Azoto,  Potassio etc.<br />
Non vi lasciate spaventare dall&#8217;apparente difficoltà di questi  primi passi: il              grosso del lavoro consiste nella costruzione del sistema che  prende circa 6 ore,              poi si passa ad una più soft e divertente cura quotidiana  che ruba al massimo 10              minuti del vostro tempo.  Innanzitutto ecco un elenco del  materiale necessario per          lanciarsi in questo esperimento:<br />
- tubi di scarico (quelli usati dagli idraulici facilmente recuperabili  nei fai              da te) Costo : 35/50 euro a seconda delle dimensione. Nel  nostro esperimento la              lunghezza totale è circa 4,50 metri.<br />
- 26 vasetti di plastica. Costo : 8 euro<br />
- recipiente per l&#8217;acqua di ricircolo capacità di 25/30 litri<br />
- motorino ad immersione  (consumo nullo 9 W ) costo 15 euro.<br />
- tubi (costi di 3/4 euro a seconda delle dimensioni)<br />
- silicone (per tappare eventuali perdite)<br />
- trapano per creare lo spazio per le piante.</p>
<p>Come potete          facilmente vedere la foto ad inizio articolo  lascia poco spazio a dubbi e  perplessità. I tubi,          forati con il trapano, hanno lasciato lo spazio ai vasetti che  sono per metà          inseriti dentro.</p>
<p>In fondo a destra il recipiente che contiene  l&#8217;acqua e tra          qualche giorno le sostanze nutritive per le piante. Dal  recipiente ecco spuntare          i due tubi: il piccolo che si dirige a sinistra che inizia il  circolo &#8220;virtuoso&#8221;          e il tubo grosso di scarico del sistema: per non affaticare il  motorino è stato          sistemato il tutto in maniera tale da sfruttare al meglio la  gravità.</p>
<p>Questa          settimana abbiamo avuto problemi con il vento maligno che ha  importunato          vistosamente le piante di pomodoro costrette all&#8217;equilibrismo  per rimanere in          sella mentre effetti positivi li abbiamo avuti con una  irrigazione mattina/sera          tramite un semplice spruzzino che ha garantito il giusto mix di  umidità e          rinfresco senza rovinare la superficie dei vasetti ancor troppo  piccoli per          ricevere direttamente l&#8217;acqua dall&#8217;innaffiatoio.</p>
<p>Oggi, 26  aprile, abbiamo invece          iniziato l&#8217;alimentazione vera e propria delle piante tramite  l&#8217;utilizzo di          prodotti specifici contenenti gli elementi chimici basilari per  lo sviluppo          delle piante coltivate in idroponica. Potassio, Calcio, Magnesio  sono solo          alcuni degli elementi che aiuteranno le nostre piante a  crescere, si spera,          forti e sane. Niente paura, questi &#8220;integratori energetici&#8221;,  costano          relativamente poco (6 euro per due bottiglie da 1,5 litri una) e  rendono          tanto..almeno questa è la speranza!<br />
Infine, ultima azione svolta ma prima  nell&#8217;importanza complessiva del progetto,              abbiamo realizzato una struttura per garantire a zucchine e  pomodori di crescere              e svilupparsi appoggiandosi ad un intreccio di corde fissate  a loro volta a              quattro supporti fissi. Un lavoro invasivo dal punto di  vista estetico essendo              ancora priva del verde che ci auguriamo lo possa ricoprire  ma basilare per poter              garantire un futuro sviluppo sano delle nostre piante.              Complessivamente si vedono dei miglioramenti generali delle  piantine anche se le              radici non hanno ancora raggiunto l&#8217;acqua che scorre sotto  di loro.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo              aspetto è basilare contando che, senza terra, le piante  necessitano di un              contatto continuo con l&#8217;acqua.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="https://docs.google.com/File?id=dg66jrsg_69dfwrvqhk_b" alt="" width="332" height="222" />Ecco che il nostro orto prende forma: la struttura  aiuterà i          nostri virgulti a crescere ! Il serbatoio, in fondo al poggiolo a  destra, è          stato coperto per evitare che i raggi del sole entrino  direttamente in contatto          con l&#8217;acqua riscaldandola eccessivamente.</p>
<p>P.S. abbiamo acquistato anche un ossigenatore da acquario e  lo abbiamo inserito              nel serbatoi : un oggetto necessario per combattere le  possibili muffe capaci di              crearsi all&#8217;interno del tubo principale. Piccoli  accorgimenti utili per              aumentare la percentuale di successo di questo esperimento.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/" target="_blank"><strong>(CONTINUA&#8230;)</strong></a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1545"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idroponica a scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 12:26:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[idroponica semplificata con la tecnica deep water utilizzando vecchi banchi di scuola.


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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica_sul_balcone_di_casa/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Idroponica sul balcone di casa (parte uno)'>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell&#8217;esempio di idroponica semplificata:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg"><img class="aligncenter" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg" alt="idroponica a scuola" width="690" height="514" /></a><span id="more-1538"></span></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1540" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg" alt="idroponica a scuola" width="620" height="432" /></a></p>
<p>&#8220;Buongiorno,</p>
<p>vi mando delle foto del progetto che ho realizzato anche grazie ai vostri consigli scambiati sul blog, si tratta di un  orto idroponico deep water realizzato per i bambini delle elementari  riutilizzando dei vecchi  banchi da scuola, se conoscete qualcuno che  potrebbe essere interessato fatemi sapere, sarò lieto di cederli il  progetto per vedere se funziona a lungo termine.</p>
<p>Cordiali Saluti</p>
<p>giacomo  piovan&#8221;</p>
<p>per contatti: since_at_hotmail.it</p>


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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor


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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/12/617/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tabella guida alla coltivazione indoor'>Tabella guida alla coltivazione indoor</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2007/06/15/la-ventilazione-nelle-colture-domestiche/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La ventilazione nelle colture domestiche'>La ventilazione nelle colture domestiche</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>


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		<title>Le malattie del pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:05:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa. Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere. Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1516" style="margin: 4px;" title="malattie del pomodoro" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg" alt="malattie del pomodoro" width="265" height="261" /></a>Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa.</p>
<p>Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e  parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.</p>
<p>Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.</p>
<p>E &#8216;importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito,  prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e  peperoni sono sensibili agli stessi problemi.</p>
<p>Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi  e come procedere.</p>
<p><span id="more-1515"></span></p>
<h3>Malattie del Pomodoro &#8211; Fogliame</h3>
<ul>
<li> <strong>Ruggine</strong> la cosiddetta Ruggine può colpire il fogliame,   gli steli e i frutti del pomodoro. Sintomi: macchie scure con anelli  concentrici si sviluppano a partire dalle foglie più vecchie. La superficie  fogliare circostante diventa gialla. Le foglie più giovani possono cadere lasciando i frutti esposti al sole. I pomodori presentano macchie nere.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Trattamento preventivo a base di fungicida specifico (fine maggio, da ripetere dopo due settimane).   Rimuovere le piante colpite e raccogliere tutte le foglie e i pomodori caduti non appena siano visibili i primi sintomi. Questo fungo colpisce soprattutto all&#8217;aperto.</li>
<li> <strong>Muffa grigia delle foglie: </strong> riguarda solo le foglie del  pomodoro, a partire da quelle più vecchie. Sintomi: Piccole macchie  scure visibili su entrambe le facce  delle foglie. Le macchie  hanno un colore grigio marrone, ma spesso nella parte superiore della foglia assumono contorni  gialli. La parte centrale delle parti colpite si secca, alla fine le foglie cadono, i frutti non si sviluppano. E&#8217; una malattia molto grave.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Un clima caldo, umido e scarsamente arieggiato incoraggia la mattia. Migliorare quindi la circolazione dell&#8217;aria. Rimuovere tutte le piante colpite, somministrare prodotto specifico.</li>
<li> <strong>Pronospora</strong> colpisce sia le foglie che i frutti dei  pomodori, e si propaga rapidamente. Sintomi: compaiono macchie grigie sulle foglie che presto seccano. Un  anello di muffa bianca a volte si sviluppa attorno alle macchie,  soprattutto in caso di pioggia.  Striature scure possono apparire sugli steli. Macchie scure si presentano anche sui frutti, sia maturi che acerbi.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> E&#8217; molto difficile porre rimedio, meglio ricorrere a prodotti preventivi. Le piante malate vanno asportate immediatamente. Una buona circolazione dell&#8217;aria riduce sensibilmente il rischio di infestazione.</li>
<li> <strong>Septoriosi</strong>: E&#8217; a volte scambiata per  la peronospora. Sulle foglie si presentano macchie circolari grigie con puntini al loro interno. Possono manifestarsi anche larghe macchie marroni. Le foglie più vecchie cadono quasi subito.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Allontanare le piante colpite e le loro parti. Sebbene si tratti di una patologia abbastanza aggressiva è fortunatamente rara.</li>
<li> <strong>Verticillium:</strong> Le foglie ingialliscono, presentano ingiallimento e necrosi, appassimento. La causa è un fungo del terreno, che  può colpire la maggior parte delle piante. La rotazione delle colture e la selezione di  varietà resistenti è fondamentale. I sintomi comprendono inoltre: perdita di  turgore della chioma nelle ore più calde della giornata e recupero durante la notte, macchie tra le venature delle foglie più vecchie. Questo fungo inibisce la capacità della pianta di assorbire l&#8217;acqua  e le sostanze nutritive .<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Rimuovere le piante colpite e bruciarle, scegliere  varietà resistenti, ruotare spesso le colture</li>
<li><strong>Eccesso di Azoto: </strong>Le foglie si arricciano verso l&#8217;alto, il colore può scurirsi.<br />
<strong> Cosa fare</strong>: Controllare la dose dei fertilizzanti, sciacquare il substrato con annaffiature di sola acqua.</li>
</ul>


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		<title>Il paradosso dell&#8217;obesità negli USA</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:29:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come riportava il New York Times qualche tempo fa, è ormai cosa nota che la piaga della malnutrizione e di quella che generalmente viene chiamata fame non colpisce solo il Terzo Mondo. Negli Stati Uniti è ben visibile nelle zone più povere lo stretto rapporto tra crescente obesità e scarso accesso al cibo. La carenza [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riportava il<a href="http://www.nytimes.com/2010/03/14/nyregion/14hunger.html?src=me" target="_blank"> New York Times qualche tempo fa</a>, è ormai cosa nota che la piaga della malnutrizione e di quella che generalmente viene <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/obesità.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1503" title="obesità" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/obesità.jpg" alt="obesità" width="370" height="236" /></a>chiamata fame non colpisce solo il Terzo Mondo.<br />
Negli Stati Uniti è ben visibile nelle zone più povere lo stretto rapporto tra crescente obesità e scarso accesso al cibo.<br />
La carenza di nutrimento e l&#8217;obesità possono colpire non solo persone che vivono nello stesso ambiente, ma anche sotto lo stesso tetto o, di fatto la stessa persona.<br />
Oggi infatti, in molti Paesi, sovrappeso patologico e denutrizione sono due lati della stessa medaglia; le fasce della società a reddito più basso sono più colpite da cattiva nutrizione e di conseguenza oggi i poveri americani senza accesso al cibo non sono magri come ci si aspetterebbe, ma grassi.</p>
<p><strong>Il cibo fresco e nutriente è un lusso</strong> che alcuni non si possono permettere. Nei supermercati del Bronx abbonda solo junk food economico, per le strade è possibile comprare a poco prezzo cibo ricco di calorie e privo di valore nutritivo.</p>
<p>Non è dunque solo la difficoltà nell&#8217;accesso agli alimenti ad aumentare sempre più le schiere degli affamati del mondo, ma anche l&#8217;accesso al cibo sbagliato.<br />
<span id="more-1502"></span>Ovviamente quello del fast food non è l&#8217;unica motivazione. Chi è meno abbiente tende ad avere più lavori, a mangiare di corsa e a non avere tempo e risorse per fare esercizio. Ciononostante il fatto di avere a disposizione solo alternative pessime per riempire lo stomaco rende praticamente impossibile interrompere il circolo vizioso.</p>
<p>Ecco perchè molte associazioni si stanno muovendo in collaborazione con scuole, comunità, lo Stato stesso e gruppi di vario genere per la creazione e il mantenimento di <strong>giardini urbani</strong>.<br />
Lo scopo è quello di ottenere <strong>frutta e verdura a prezzo accessibile</strong>, e incoraggiare soprattutto i giovani a <strong>partecipare al processo di crescita delle piante, insegnando loro le basi dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;educazione alimentare</strong>.<br />
I bambini in particolare, se coinvolti nella <strong>gestione dell&#8217;orto</strong> si dimostrano particolarmente ricettivi e più propensi ad adottare un regime alimentare sano.</p>
<p>In Italia non abbiamo ancora un vero e proprio clima di allarme, ma si sentono alle porte le avvisaglie di un deterioramente di quello che era lo stile di vita tipico mediterraneo.<br />
Fast food e cibi confezionati lasciano il segno unitamente ad un quotidiano spesso molto sedentario.<br />
<strong>Portare il giardinaggio e la conoscenza del cibo sano nelle scuole e nelle famiglie</strong> <strong>costa poco e rende moltissimo</strong>, ed <strong>i giardini urbani</strong> sono un&#8217;ottima attività per passare qualche ora in compagnia.</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1502"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Orto in balcone: come progettarlo senza stress</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:09:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente. Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi. Ad ognuno il suo spazio Pensate che il vostro [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/organizzare_orto.jpg"><img class="size-full wp-image-1494 alignleft" style="margin: 4px; border: 1px solid black;" title="organizzare_orto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/organizzare_orto.jpg" alt="organizzare orto " width="331" height="278" /></a>Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.</p>
<p>Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.</p>
<p><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></p>
<p>Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?</p>
<p>Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.</p>
<p>Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.</p>
<p>Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.</p>
<p><span id="more-1493"></span></p>
<p><strong>Ogni cosa è illuminata</strong></p>
<p>Se tutte le piante hanno bisogno di luce, gli ortaggi amano il sole in particolar modo. In che direzione si affaccia il vostro balcone?</p>
<p><strong>Le esposizioni a sud-est o sud-ovest</strong> sono le migliori. Infatti assicurano  entrambe molte ore di luce al giorno, ma non nelle ore più calde.</p>
<p>I balconi che guardano <strong>a sud</strong>, invece, avranno sicuramente molta luce, ma rischiano di averne “troppa”, specie nel pieno della giornata.</p>
<p>L&#8217;esposizione peggiore, infine, è quella <strong>a nord</strong>. Potete comunque provare a coltivare il vostro orto su un balcone esposto a nord, magari spostando per qualche ora al giorno le vostre piantine su davanzali meglio esposti.</p>
<p><strong>Questione di clima</strong></p>
<p>“Gli ortaggi devono crescere fuori, all&#8217;aperto” Così recitano tutti i contadini esperti!</p>
<p>Possiamo spostarli in casa solo se fuori fa davvero freddo anche perché, se li abituiamo ad una temperatura eccessivamente mite, appena li porteremo di nuovo sul balcone, moriranno.</p>
<p>L&#8217;idea migliore è quella di non piantare gli ortaggi che hanno bisogno di climi mediterranei, in zone con temperature molto basse.</p>
<p>Anche il vento, che danneggia le piantine, può essere sconfitto senza grandi drammi: mettete le piante più fragili nei punti più riparati del vostro balcone, magari vicino alle pareti.</p>
<p><strong>L&#8217;orto non è una scienza!</strong></p>
<p>Preparatevi psicologicamente! Non aspettatevi di vedere grandi risultati dopo un giorno o dopo una settimana. E forse nemmeno dopo un mese.</p>
<p>Le piantine sono esseri viventi: alcune sono più resistenti, altre, per quanto possiate sforzarvi e seguire ogni indicazione, non cresceranno.</p>
<p>Preparatevi quindi a grandi delusioni e a sorprese inaspettate!</p>
<p><strong><em>Coltivare l&#8217;Orto</em></strong></p>
<p><strong><em>Una guida ecologica per coltivare l&#8217;orto in balcone</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.coltivareorto.it" target="_blank">http://www.coltivareorto.it</a></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		PRE { font-family: "DejaVu Sans Mono", monospace } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Orto in Balcone: Come progettarlo senza stress!</strong></span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri. </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Ogni cosa è illuminata</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Se tutte le piante hanno bisogno di luce, gli ortaggi amano il sole in particolar modo. In che direzione si affaccia il vostro balcone?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Le </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>esposizioni a sud-est o sud-ovest </strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">sono le migliori. Infatti assicurano  entrambe molte ore di luce al giorno, ma non nelle ore più calde.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">I balconi che guardano </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>a sud</strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">, invece, avranno sicuramente molta luce, ma rischiano di averne “troppa”, specie nel pieno della giornata.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">L&#8217;esposizione peggiore, infine, è quella </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>a nord</strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">. Potete comunque provare a coltivare il vostro orto su un balcone esposto a nord, magari spostando per qualche ora al giorno le vostre piantine su davanzali meglio esposti.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Questione di clima</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Gli ortaggi devono crescere fuori, all&#8217;aperto” Così recitano tutti i contadini esperti!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Possiamo spostarli in casa solo se fuori fa davvero freddo anche perché, se li abituiamo ad una temperatura eccessivamente mite, appena li porteremo di nuovo sul balcone, moriranno.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">L&#8217;idea migliore è quella di non piantare gli ortaggi che hanno bisogno di climi mediterranei, in zone con temperature molto basse.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Anche il vento, che danneggia le piantine, può essere sconfitto senza grandi drammi: mettete le piante più fragili nei punti più riparati del vostro balcone, magari vicino alle pareti.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>L&#8217;orto non è una scienza!</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Preparatevi psicologicamente! </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Non aspettatevi di vedere grandi risultati dopo un giorno o dopo una settimana. E forse nemmeno dopo un mese.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Le piantine sono esseri viventi: alcune sono più resistenti, altre, per quanto possiate sforzarvi e seguire ogni indicazione, non cresceranno. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Preparatevi quindi a grandi delusioni e a sorprese inaspettate!</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Coltivare l&#8217;Orto</span></p>
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		<title>Coltivare orchidee in idroponica</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:48:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1421" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/02/11/coltivare-orchidee-in-idroponica/orchidea-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1421" style="margin: 4px;" title="orchidea" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/orchidea1.jpg" alt="" width="278" height="255" /></a>Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un&#8217;incredibile varietà di forme e colori.</p>
<p>Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.</p>
<p>Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l&#8217;acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c&#8217;è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura.<br />
<span id="more-1419"></span></p>
<p>Coltivando orchidee si deve dunque ricreare la condizione ottimale in cui la pianta prospera. Per farlo si andrà ad intervenire sull&#8217;illuminazione, la fertilizzazione, l&#8217;umidità e la ventilazione.<br />
La maggior parte delle specie viene tenuta sotto lampade HPS specifiche per la coltura indoor da 400 watt, facendo attenzione a posizionare le piante secondo la loro sensibilità naturale alla luce: quelle che amano la mezza luce o l&#8217;ombra andranno sistemate in una posizione defilata rispetto alla lampada.</p>
<p>Si può utilizzare un modello <a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>, per tutto il ciclo della pianta, oppure due diversi bulbi, uno per la <a href="http://italgrow.com/bulbi_crescita_cat-19.aspx" target="_blank">crescita</a> e uno per la <a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">fioritura</a>. La scelta dipenderà dalle esigenze specifiche della specie scelta.<br />
Le orchidee cresciute sotto luce artificiale consumano più acqua, ma attenzione alla sovrairrigazione: le radici devono essere praticamente asciutte prima della successiva annaffiatura.<br />
Siccome l&#8217;ambiente protetto stimola uno sviluppo più vigoroso e veloce, le piante avranno bisogno di maggiore <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=orchid+focus&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">nutrimento</a>. E&#8217; importante scegliere prodotti di buona qualità, con basso residuo e adatte alle esigenze specifiche delle orchidee.</p>
<p>Le lampade tendono inoltre a seccare l&#8217;aria, aumentando la temperatura. Per ricreare l&#8217;ambiente umido a cui le nostre piantine sono abituate si può usare un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=umidificatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">umidificatore</a>, e ricoprire i muri di telo plastico riflettente per ottenere una maggiore rifrazione e una migliore gestione dell&#8217;umidità (che in questo modo non viene assorbita dai muri).<br />
Essendo l&#8217;umidità amata anche da funghi e batteri è importante un&#8217;attenta igiene e una buona ventilazione. Un ventilatore oscillante aiuterà ad evitare la formazione di sacche di aria calda e umida.</p>
<p>Il <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_cat-44.aspx" target="_blank">substrato</a> può essere uno dei tanti in commercio per la coltura idroponica, orientandosi di preferenza su materiali inerti e sterili con un buon passaggio di ossigeno, come le <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_hydrokorrels_argilla_espansa_8_16_25l_product-44-364.aspx" target="_blank">biglie di argilla espansa</a>. Questo medium rende anche particolarmente agevole il trapianto. Benché venga proposta sul mercato in varie misure, l&#8217;argilla è ideale per radici grosse e spesse, cui offre un sostegno perfetto.<br />
Vermiculite e <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_perlite_12_5_l_product-44-1618.aspx" target="_blank">perlite</a>, anch&#8217;essi substrati minerali, hanno grani fini e leggeri che si prestano al supporto di radici più sottili e delicate. Possono essere usati da soli o mischiati tra di loro.<br />
La <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_75x75x65_product-44-1112.aspx" target="_blank">lana di roccia</a> è una sorta di spugna che viene venduta sotto forma di cubi, pezzetti, lastre o mattoncini. Trattiene moltissima acqua ma consente anche al tempo stesso una buona ossigenazione.<br />
Ogni pianta ha diverse esigenze e di conseguenza la scelta migliore è sperimentare i diversi medium cercando il più adatto.</p>
<p>La scelta del sistema di coltivazione è meno vasta. Sistemi idroponici che alloggiano molte piante non sono infatti adatti per le orchidee, a causa dell&#8217;alto rischio di trasmissione delle malattie.<br />
La soluzione migliore è il classico <a href="http://italgrow.com/ricircolo_waterfarm_product-48-337.aspx" target="_blank">vaso singolo</a>, che può essere puramente pratico o composto in maniera da abbinare un lato esteticamente più vezzoso ad una base adatta allo scopo.</p>


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		<title>Cenni di biologia: come sono fatte le piante</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 12:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[cenni di biologia elementare sulle funzioni delle piante e le loro funzioni primarie


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per capire come coltivarle al meglio è d&#8217;aiuto avere un&#8217;idea indicativa di come sono fatte e di come svolgono le  funzioni vitali nelle piante.</p>
<div id="attachment_1389" class="wp-caption alignright" style="width: 291px"><a rel="attachment wp-att-1389" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/cenni-di-biologia-come-sono-fatte-le-piante/stoma/"><img class="size-full wp-image-1389 " style="margin: 2px;" title="stoma su una pianta di pomodoro" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/stoma.jpg" alt="stoma su una pianta di pomodoro" width="281" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">stoma su una pianta di pomodoro</p></div>
<p>Il sistema vascolare</p>
<p>Questo insieme di “tubature” permette la circolazione dei nutrienti e della linfa attraverso la pianta.<br />
E&#8217; composto da due parti distinte:</p>
<p>Lo Xilema è un&#8217;insieme di tessuti vegetali che trasporta l&#8217;acqua e le sostanze in essa disciolte.<br />
Contiene vasi (detti Tracheidi e Trachee) attraverso i quali l&#8217;acqua scorre anche per cento metri (si pensi ad esempio alle sequoie), sfruttando l&#8217;energia solare e il fenomeno dell&#8217;evaporazione durante la traspirazione.</p>
<p>Il Floema ,detto anche tessuto cribroso o libro, è il tessuto che trasporta la linfa dall&#8217;area in cui viene prodotta a quella in cui servirà alla pianta o deputata all&#8217;accumulo.<br />
Il movimento della linfa avviene attraverso organi detti pompe molecolari, ad una velocità che varia da 10 a 100 centimetri all&#8217;ora.</p>
<p><span id="more-1388"></span>Le radici</p>
<p>La pianta utilizza le radici, e in particolare i peli radicali, per provvedere al fabbisogno di nutrienti, ossigeno e acqua.<br />
Questi piccoli peli sono presenti all&#8217;estremità delle radici dove rimangono in vita pochi giorni. Rispuntando mano a mano seguono il naturale sviluppo dell&#8217;apparato radicale.<br />
Ecco perché quando le radici non hanno sufficiente spazio per una crescita corretta la pianta soffre di carenze, non riuscendo a maturare nuovi peli.</p>
<p>Le foglie</p>
<p>Il lato superiore è ricco di tessuto parenchimatico, formato da cellule ricche di cloroplasti deputate alla fotosintesi.<br />
Sul lato inferiore sono presenti gli stomi, valvole che permettono lo scambio gassoso fra interno ed esterno, in particolare la fuoriuscita di vapore acqueo e l&#8217;entrata di ossigeno ed anidride carbonica.<br />
Nelle foglie spesso vi è una grande riserva di zuccheri.</p>
<p>Ogni parte della pianta è essenziale per svolgere correttamente le tre funzioni che ne regolano la vita: fotosintesi, respirazione e traspirazione.</p>
<p>La fotosintesi è il processo che garantisce alla pianta l&#8217;apporto di zuccheri grazie all&#8217;acqua, all&#8217;anidride carbonica e all&#8217;energia fornita dal sole, che vengono trasformati in carboidrati.</p>
<p>Ecco perché in caso di mancanza di questi elementi la fotosintesi sarà limitata, la produzione di zuccheri scarsa e la pianta sofferente.</p>
<p>In una coltivazione indoor le cause più frequenti di fotosintesi difficoltosa sono:<br />
l&#8217;affollamento delle piante o l&#8217;eccesso di umidità che limitano la ventilazione e quindi la buona circolazione di CO2.</p>
<p>Scarsa illuminazione, fonte di luce inadeguata o foglie che si ombreggiano l&#8217;un l&#8217;altra (troppe piante, o troppo rigogliose). Per avere un&#8217;idea dell&#8217;importanza della luce basti pensare che la maggior parte della quella ricevuta viene impiegata per scaldare le foglie e consentire la traspirazione. Solo il 3% viene utilizzata per la fotosintesi.</p>
<p>Insufficiente irrigazione delle radici, spesso dovuta non ad una reale carenza d&#8217;acqua ma ad un cattivo design del sistema, che comporta uno spreco idrico.</p>
<p>La respirazione è il processo che avviene nei mitocondri, organuli cellulari molto diffusi nelle zone in crescita della pianta, e che converte gli zuccheri in adenosina trifosfato (ATP).<br />
Si tratta di un composto ad alta energia che alimenta molti processi, come lo sviluppo di fiori, foglie, gemme, radici e peli radicali, introduzione degli zuccheri nei Floemi, estrazione dei nutrienti.</p>
<p>Per ottenere la ATP la pianta necessita di ossigeno (attraverso le radici) e zuccheri semplici (ottenuti con la fotosintesi).<br />
Se l&#8217;ossigeno dovesse essere insufficiente la causa potrebbe essere un blocco nello sviluppo dell&#8217;apparato radicale, o cattiva aerazione della soluzione nutriente.<br />
Quest&#8217;ultima infatti deve sempre avere la possibilità di assorbire ossigeno lungo i suo percorso grazie a cascatelle, dislivelli o pendenze che ne impediscano il ristagno. Sarà sufficiente che l&#8217;acqua ritorni nel serbatoio precipitando da qualche centimetro per migliorarne la qualità.<br />
Per aumentare ulteriormente la percentuale di ossigeno si potrà utilizzare un aeratore con pietra porosa nel serbatoio, o ancora somministrate l&#8217;acqua alle piante con spruzzatori.</p>
<p>La concentrazione di ossigeno consigliata è di 3mg/L, ma è consigliabile aumentarla se la temperatura sale (fino a 7mg/L per un ipotetico ambiente a 40°).</p>
<p>Il processo di evaporazione dell&#8217;acqua dalla pianta è detto traspirazione ed è fondamentale nella distribuzione dell&#8217;acqua e dei nutrienti dalle radici alle cime.<br />
Avviene per la maggior parte tramite gli stomi presenti sulla faccia inferiore delle foglie ed elimina la maggior parte dell&#8217;acqua assorbita, conservandone una minima parte per la fotosintesi, le reazioni chimiche e l&#8217;idratazione cellulare.<br />
Una cattiva traspirazione porta ad una carenza di nutrienti sulle estremità e può essere dovuta ad umidità eccessiva o temperatura troppo bassa. Un&#8217;eccessiva traspirazione può avere luogo in caso di forte vento, temperature troppo elevate o luce troppo forte.</p>


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