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	<title> &#187; divulgazione</title>
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		<title>Coltivare fragole: tutto quello che devi sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare fragole: serra, clima, terreno, scelta della varietà, trapianto, concimazione, irrigazione, cura e protezione delle piante di fragola
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1936" style="margin: 4px;" title="coltivare-fragole" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg" alt="coltivare fragole" width="270" height="270" /></a>da <em><a href="http://www.vivaizanzi.it" target="_blank">www.vivaizanzi.it</a></em></p>
<p>La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p>A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p>Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p><span id="more-1935"></span></p>
<p><strong>Clima</strong></p>
<p>La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p>I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p>-12°C temperatura minima letale;</p>
<p>-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p>25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p>Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p>Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p>La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p>E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p><strong>Terreno</strong></p>
<p>La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p>• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p>• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p>• reazione sub-acida;</p>
<p>• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p>• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p>• assenza di ristagni idrici.</p>
<p>La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p>L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p>Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p>La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p>Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p>Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p>Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p>• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p>• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p>• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p>• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p>• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p>Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p>L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p><strong>Trapianto</strong></p>
<p>Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p>Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p><strong>Concimazione</strong></p>
<p>La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p>Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p>Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p>Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p>L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p>• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p>• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p>• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p>• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p>• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p>Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p>Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p>Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p><strong>Irrigazione</strong></p>
<p>Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p>L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p><strong>Cure colturali</strong></p>
<p>Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p>Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p>Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Clima</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-12°C temperatura minima letale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Terreno</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• reazione sub-acida;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• assenza di ristagni idrici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Trapianto</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Concimazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Irrigazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cure colturali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<table width="60%" border="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><strong>Avversità </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><em><strong>Principio attivo</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Ficomiceti</strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Euparen<br />
Fosetil alluminio<br />
Metalaxil<br />
Propamocarb<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Oidio </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Nuarimol<br />
Penconazolo<br />
Pirazofos (*)<br />
Triforine<br />
Zolfo bagnabile Bayer</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Marciumi (Botrite)</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Iprodione<br />
Procimidone<br />
Vinclozolin</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Antracnosi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Afidi </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos<br />
Piretro (naturale)<br />
Pirimicarb</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Tripidi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Acefate<br />
Folithion<br />
Tamaron<br />
Mesurol</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Acari </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Peropal<br />
Clofentezine<br />
Dicofol<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nottue </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Mesurol<br />
Dipterex liquidi<br />
Triclorfon</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nematodi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Dazomet (*)<br />
Nemacur granulare</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Malerbe</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Glufosinate ammonio<br />
Setossidim<br />
Quizalofop etile<br />
Difenamide</strong></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><em>(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il<br />
controllo del tecnico del Centro di Iotta.</em></span></p>
<p><em>Il nome Zanzi viene da sempre associato alle piante da frutto, alle centinaia di varietà divulgate in Italia e nei Paesi mediterranei dall’opera incessante, faticosa, ma soddisfacente, dei fondatori dei Vivai Zanzi. Oltre all’introduzione delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, occorre riconoscere anche il contributo dato da questa &#8220;famiglia di agricoltori&#8221; alla diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito in modo significativo alla specializzazione della moderna frutticoltura.</em></p>
<p><em>Contatta Vivai Zanzi offre spedizioni tramite corriere con comodo pagamento contrassegno, per un minimo di 1 cassa per varietà (mediamente 700 piante).</em></p>
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		<title>Perugia Flower Show</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 19:55:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perugia Flower Show, mostra mercato di piante rare ed inconsuete, Giardini del Frontone di Perugia. Mostra mercato di piante rare ed inconsuete. Frutti minori, bacche, frutti antichi. Rose, ortensie e piante perenni, piante mediterranee, aromatiche e peperoncini
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="tab1">
<p>Dal 25 al 27 maggio 2012 torna ai giardini del Frontone l&#8217;appuntamento con Perugia Flower Show, tre giorni dedicati alla floricoltura e <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/LogoDEF.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1932" title="Perugia Flower Show" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/LogoDEF.jpg" alt="Perugia Flower Show" width="300" height="180" /></a>al giardinaggio di qualità.</p>
<p>La manifestazione, mostra mercato di piante rare ed inconsuete, raggiunge la sua 5° edizione e l&#8217;eccellenza delle fiere più prestigiose dell&#8217;ambito nazionale, grazie al suo Comitato Organizzatore che seleziona e presenta 65 tra i migliori produttori e vivaisti del territorio italiano. Gli espositori comprendono infatti alcune colonne portanti e grandi nomi, affezionati alla manifestazione che garantiscono la loro presenza ad ogni edizione, insieme ad una percentuale di collezionisti, artisti e artigiani che arricchiscono la mostra-mercato con le loro meravigliose creazioni.</p>
<p>Protagonisti indiscussi sono i fiori, di ogni varietà e specie reperibile sul nostro ricco territorio: in particolare, coltivazioni di nuove varietà botaniche, piante antiche e poco conosciute.</p>
<p><span id="more-1931"></span></p>
<p>Attraverso il percorso stesso della manifestazione, la pratica del giardinaggio è diventata un elemento imprescindibile nella vita di molti, utile per poter gestire meglio lo stress e ritagliarsi momenti di assoluto relax; in linea con gli obiettivi dei precedenti anni, l&#8217;edizione 2012 si prefigge di ripetere il successo degli eventi collaterali volti a formare i principianti e a sensibilizzare le masse sui temi caldi del rispetto ambientale e della natura. In particolare, quest&#8217;anno ci saranno:</p>
<ul>
<li>Corsi di giardinaggio base per bambini tenuti da bambini;</li>
<li>Spettacoli, servizio di animazione ed intrattenimento bambini;</li>
<li>Corsi di giardinaggio specialistico per adulti tenuti da esperti del settore;</li>
<li>Dimostrazioni ed esibizioni di arte floreale;</li>
<li>Concorso fotografico e mostra “Balcone Fiorito”;</li>
<li>Elezione della pianta più rara 2012;</li>
<li>Presentazione edizione autunnale “Perugia Flower Show Winter”2012;</li>
</ul>
<p>Inoltre, come nelle precedenti edizioni, il pubblico degli appassionati sarà intrattenuto da esperti del settore che divulgheranno le loro conoscenze in materia botanica trasmettendo informazioni ai vecchi e nuovi giardinieri, sulla cura e manutenzione delle piante, sulla loro origine, e sulle caratteristiche peculiari che le rendono rare e preziose.</p>
<p>Perugia Flower Show 2012 garantisce tre giorni di approfondimento ed intrattenimento, a chiunque vuole saperne di più o capire profondamente la “green philosophy” sul magnifico sfondo dei Giardini del Frontone!</p>
<p><a href="http://www.perugiaflowershow.com/" target="_blank">http://www.perugiaflowershow.com/</a></p>
</div>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2011/12/09/studiare-acquaponica-i-corsi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=studiare-acquaponica-i-corsi</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2008/04/22/acquaponica-australiana/' rel='bookmark' title='Acquaponica australiana'>Acquaponica australiana</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/' rel='bookmark' title='Foraggio idroponico'>Foraggio idroponico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
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		<title>Verdure di Stagione &#8211; cosa compro oggi?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 14:09:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La verdura di stagione costa meno e fa bene alla salute. Scopri quale verdura ti conviene comprare questo mese. Da spesaduepuntozero.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Reblog - Fonte: <a title="spesaduepuntozero.it" href="http://www.spesaduepuntozero.it" target="_blank">http://www.spesaduepuntozero.it</a>]</em></p>
<p>Consumare<strong> verdura di stagione</strong> contribuisce non solo a ridurre l’inquinamento ambientale (e minor utilizzo di pesticidi rispetto a quella coltivata in serra), ma anche a garantire al nostro organismo maggiori quantitativi di <strong>fibre</strong>, <strong>vitamine</strong> e<strong> sali minerali</strong> rispetto a quella fuori stagione. Per questo abbiamo realizzato questa speciale <strong>guida</strong> (vedere tabella di seguito), di semplice consultazione, in cui è possibile scoprire in quali mesi dell’anno sono disponibili i diversi tipi di verdure.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Verdura-di-Stagione.jpg"><img class="size-full wp-image-1901 aligncenter" title="Verdura-di-Stagione" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Verdura-di-Stagione.jpg" alt="Verdura-di-Stagione" width="460" height="560" /></a></p>
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		<title>Orto Urbano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 12:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto Nazionale Orti Urbani divulga le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L'Orto in città risparmio, ortaggi genuini e socializzazione
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/logo-progetto-orti-urbani.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1895" title="progetto nazionale orti urbani" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/logo-progetto-orti-urbani.jpg" alt="progetto nazionale orti urbani" width="256" height="301" /></a>Il progetto Nazionale Orti Urbani divulga, sostiene e valorizza le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L’interesse per la terra, infatti, torna prepotentemente tra le passioni degli italiani se è vero che quattro su dieci si dedicano alla cura del verde in giardini, orti o terrazzi. Gli orti urbani, in particolare, hanno successo perché favoriscono il recupero del rapporto diretto con la terra e con il cibo che si mangia, perché diventano strumenti di aggregazione sociale e perché portano alla scoperta e alla valorizzazione di tradizioni e usanze.</p>
<p>Si tratta in genere di piccoli lotti di terreno (tra i 40 e i 65 mq.) di proprietà comunale da adibire ad orti e giardinaggio ricreativo ed assegnati in comodato ai cittadini richiedenti, che li coltivano per consumi familiari. Possono essere anche luoghi adatti allo svolgimento di attività didattiche per i più giovani.</p>
<p>La passione per la coltivazione casalinga dell’orto coinvolge allo stesso modo ambo i sessi e piace ai giovani, giacché è praticato da più di uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l&#8217;interesse aumenta con l&#8217;età e raggiunge quasi la metà degli over 65.</p>
<p>Tratto da: <a title="orti urbani" href="http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani" target="_blank">http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani</a></p>
<p>Clicca sul link per leggere il post originale e consultare i pdf con le le dieci esperienze di partenza nelle diverse città italiane.</p>
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		<title>Hortocity, orti in città</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:05:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.</p>
<div id="attachment_1886" class="wp-caption alignleft" style="width: 494px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg"><img class="size-full wp-image-1886" title="Hortocity, orti in città" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg" alt="Hortocity, orti in città" width="484" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio</p></div>
<p>Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.</p>
<p>Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.</p>
<p>Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.</p>
<p><a href="http://www.horticity.it/" target="_blank">http://www.horticity.it/</a><br />
<span id="more-1885"></span><br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1887" style="margin: 4px;" title="Hortocity, idroponica urbana" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg" alt="Hortocity, idroponica urbana" width="718" height="481" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1888" title="Hortocity, fuorisuolo cittadino" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg" alt="Hortocity, fuorisuolo cittadino" width="718" height="481" /></a></p>
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		<title>Vanzo Floreale</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 15:59:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vanzo Floreale a Villa Giustiniani, Padova. Esposizione di articoli per il giardinaggio, vivaisti, florovivaisti, amanti della botanica. Ortensie, bulbose, rose antiche, iris.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em></em></span><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale,  l’appuntamento dedicato agli appassionati del giardinaggio tornerà con la V edizione nel tradizionale e prestigioso parco secolare di  Villa <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/vanzo-floreale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1859" style="margin: 4px;" title="vanzo-floreale" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/vanzo-floreale.jpg" alt="vanzo-floreale" width="432" height="288" /></a>Giustiniani, di San Pietro Viminario , Padova &#8211;  sabato 17 e domenica 18 settembre 2011. Vanzo Floreale sceglie l’autunno, la stagione migliore per il giardino: per preparare i terreni, per mettere a dimora bulbi, nuove piante,  in attesa della primavera per dare il meglio delle fioriture.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E’ già in piena attività la selezione degli espositori: vivaisti, florovivaisti, artigiani per garantire una qualità  richiesta dai visitatori sempre più esigenti e  alla ricerca di idee, suggerimenti e suggestioni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In omaggio all’antico roseto del parco,  da sempre orgoglio e passione di Roberta e Lorenzo Giustiniani, la  rosa resta la protagonista dell’esposizione con le ultime collezioni:  rose antiche, botaniche e moderne. Presenti inoltre le ortensie a fioritura autunnale, le bulbose a fioritura invernale, le iris, le graminacee ornamentali e le erbacee perenni. E ancora  agrumi e ricche collezioni di  aromatiche; frutti antichi e recuperati,  particolare attenzione alla mela in   una straordinaria  esposizione di specie insolite. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span id="more-1858"></span><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Accanto ai vivaisti il meglio di creazioni artigianali per la casa di campagna e il giardino, dall’arredo all’abbigliamento, alle insolite decorazioni floreali, agli attrezzi e alle pitture botaniche. E ancora conserve, spezie e confetture biologiche.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale, oltre a un’importante esposizione, conferma la sua vocazione alla crescita della sensibilità e della cura per il Verde e per il territorio proponendo un ricco calendario  culturale: L’Ordine degli  Agronomi e Forestali aprirà il programma, anche per questa edizione,  con un convegno sul Parco Storico. Grande interesse raccolgono sempre le conversazioni sulle ultime novità editoriali di giardinaggio. Sono già in scaletta “All’ombra delle farfalle” di Francesca Marzotto Caotorta e  “Eva Mameli Calvino” di  Elena Macellari.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’etnobotanico, Prof. Antonio Todaro, dell’Università di Padova, propone invece un curioso incontro “papaveri, ortiche ed erbe popolari nelle canzoni di Fabrizio de André”. Un modo affascinante per far conoscere le piante spontanee ricordandole nelle canzoni del celebre cantante.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Molte le associazioni culturali presenti rivolte alla conservazione delle antiche tradizioni e al recupero di coltivazioni in via di estinzione. Un’occasione divertente per raccogliere informazioni consigli e scambiare semi di piante insolite.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale il 17/18 settembre l’occasione per salutare la fine dell’estate e festeggiare l’autunno con le sue suggestioni.</span></span></span></p>
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		<title>Corsi gratuiti di giardinaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 11:04:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Corsi gratuiti di giardinaggio, bonsai, potatura, cura delle piante. Inoltre: l'orto, cura delle piante, difesa dalle malattie, manutenzione del giardino, coltivazione delle rose.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cip Garden propone un interessante calendario di corsi gratuiti di giardinaggio tenuti presso il garden center. <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/cipgarden.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1773" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/cipgarden.jpg" alt="corsi gratuiti di giardinaggio" width="261" height="135" /></a></p>
<p>Ecco il dettaglio degli argomenti suddiviso per mese.</p>
<p><strong>Febbraio</strong><br />
-Sabato 12 &#8211; ore 14.30<br />
<em>Cura e manutenzione dei bonsai</em><br />
a cura di Crespi bonsai</p>
<p><span id="more-1772"></span>-Domenica 13 &#8211; ore 10.00<br />
<em>Le potature</em><br />
tenuto dal Prof. Dal Grande<br />
-Domenica 20 &#8211; ore 10.00<br />
<em>Le rose: varietà, potatura, manutenzione</em><br />
a cura di Tiziano Terzoli<br />
-Domenica 27 &#8211; ore 10.00<br />
<em>L’orto</em><br />
tenuto dal Prof. Paganini</p>
<p><strong>Marzo</strong><br />
-Sabato 5 &#8211; ore 14.30<br />
<em>Giardino in salute: combattere e prevenire le patologie di ortaggi, piante da frutta e da giardino</em><br />
-Domenica 6 &#8211; ore 10.00<br />
<em>Le piante da frutta: impianto, potatura, cura</em><br />
a cura del Prof. Salvan Giovanni<br />
-Domenica 13 &#8211; ore 10.00<br />
<em>Il piccolo giardino</em><br />
tenuto dal Prof. Dal Grande<br />
-Domenica 20 &#8211; ore 10.00<br />
<em>L’orto</em><br />
tenuto dal Prof. Paganini<br />
-Sabato 26 &#8211; ore 14.30<br />
<em>Il prato</em><br />
-Domenica 27 &#8211; ore 14.30<br />
<em>Gli agrumi: cura e manutenzione</em><br />
a cura di Oscar Tintori</p>
<p><strong>Aprile</strong><br />
-Sabato 2 &#8211; ore 15.00<br />
<em>Le rose inglesi e meilland</em></p>
<p>Il sito <a title="cipgarden" href="www.cipgarden.it" target="_blank">www.cipgarden.it</a> riporta tutte le informazioni sui corsi gratuiti, sulle novità e sulle date degli eventi organizzati in occasione della primavera.</p>
<p>Cip Garden &#8211; Via Varesina, 279 &#8211; 22100 Como<br />
Tel. (+39) 031.52.55.57 &#8211; e-mail: info@cipgarden.it &#8211; <a title="cipgarden" href="http://cipgarden.it" target="_blank">www.cipgarden.it</a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1772"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Orto all&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[guide]]></category>
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		<description><![CDATA[Ottenere insalata e ortaggi anche senza molto sole è possibile. Ecco come ottenere il meglio se hai poca luce o devi coltivare in un orto con poco sole.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="orto senza sole" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" style="margin: 4px;" title="orto_ombroso" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg" alt="orto senza sole" width="384" height="288" /></a>Quando si pensa ad un orto generalmente si ha in mente un posticino baciato dal sole da mattino a sera.</p>
<p>Un&#8217;esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.</p>
<p>Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?</p>
<p>Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.</p>
<p><strong>Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?</strong></p>
<p>Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.</p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p>Ma se coltivi per ottenere lussureggianti foglie, steli o germogli anche una zona poco esposta al sole andrà benissimo. Ovviamente un&#8217;esposizione scarsa non significa buio totale: vogliamo che le piante pratichino la fotosintesi e che prosperino, quindi parliamo di un&#8217;area che magari riceve poche ore di luce ( non meno di sei ) anche non diretta, o molte ore di luce debole o intermittente (come nel caso di piante schermate dalle fronde degli alberi).</p>
<p>Ecco qualche pianta che puoi coltivare nel tuo orto ombroso: cavoli, cavolfiori e broccoli, piselli, bietole, cavoletti, barbabietole, ravanelli, spinaci, ravizzone, fagioli e in generale insalate verdi (come lattuga o indivia ad esempio).</p>
<p>La varietà non manca e pensa ai vantaggi: meno sole vuol dire anche annaffiature meno frequenti, e i raccolti si succederanno meno febbrilmente concedendoti più tempo tra uno e l&#8217;altro.</p>
<p>Ok, questo vuol dire anche che avrai meno raccolti, ma ehy mica si può avere tutto dalla vita.</p>
<p>Inoltre puoi compensare questo punto se hai già una zona soleggiata e semplicemente non sapevi cosa mettere nella parte dell&#8217;orto che resta in ombra e dove regolarmente le tue piantine di pomodoro soffrivano.</p>
<p>Puoi organizzare per bene lo spazio dedicando alle amanti del sole come pomodoro, melanzana, e peperone e disponendo insalata e cavoli nella parte ombrosa: niente sprechi, tavola più ricca e tutti contenti.</p>
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		<title>Convertire un acquario in sistema idroponico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Come costruire un efficace sistema idroponico deep water ideale per talee e piccole piante riciclando un vecchio acquario e con pochissimi soldi. Fai da te e riciclo per un idroponica base utile ed istruttiva.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1746" style="margin: 4px; border: 1px solid black;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg" alt="sistema idroponico deep water fai da te" width="300" height="300" /></a>Un <strong>sistema idroponico casalingo semplice</strong> e d&#8217;effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo.</p>
<p>Facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l&#8217;occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario.</p>
<p>Variando un po&#8217; i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po&#8217; di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass.</p>
<p>La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca.</p>
<p>Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell&#8217;apparato radicale.</p>
<p><span id="more-1742"></span></p>
<p>Impiegando un contenitore  opaco, od oscurando tutta la vasca si otterrà comunque un efficace <strong>idrosistema <a title="deep water system sistema idroponico" href="http://growerplanet.it/Talee-e-Propagazione_CUTTING-BOARD-27.1.9.46.gp.336.-1.uw.aspx" target="_blank">deep water system</a> fai-da-te</strong> ideale per <strong>crescere talee e piccole piante</strong>, paragonabile ad un <strong>floating system in miniatura</strong>.</p>
<p>Bene, vediamo dunque cos&#8217;altro ci serve per realizzare il nostro <strong>sistema idroponico riciclato.</strong></p>
<p>Innanzitutto del poilstirolo, spesso abbastanza perchè galleggi. Ne servirà un pezzo grande circa quanto la superficie della vasca.</p>
<p>In questo polistirolo andranno praticati dei buchi dove inseriremo, a seconda dello spazio a disposizione, dei bicchieri di plastica a cui avremo forellato il fondo. In alternativa con pochi centesimi potete acquistare dei <a title="vasi di rete da idroponica" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=vaso+rete&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">vasi di rete da idroponica</a>.</p>
<p>All&#8217;interno dei bicchieri/vasetti inseriremo un <strong>medium di coltivazione, come <a title="perlite da coltivazione idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_PERLITE-12-5-L.1.9.44.gp.1618.-1.uw.aspx" target="_blank">perlite</a> o vermiculite</strong>.  Ne basterà qualche manciata.</p>
<p>Oltre a questo, serviranno una <a title="pompa ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">pompa per ossigenazione</a> (probabilmente già presente nell&#8217;acquario), <a title="misuratore del ph" href="http://growerplanet.it/PH.1.9.60.sp.uw.aspx" target="_blank">un misuratore del pH</a> (anche questo spesso compreso nel set originario) e dei <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti specifici per idroponica</a>.</p>
<p><strong>Come procedere nella costruzione del mio idrosistema deep water?</strong></p>
<p>Dunque per iniziare rifiliamo con un cutter o un coltello affilato il polistirolo perchè sia della misura giusta per coprire la superficie dell&#8217;acquario.</p>
<p>Poi prendiamo un bicchiere di plastica ed utilizziamolo per tracciare dei cerchi sul polistirolo con un pennarello in corrispondenza dei buchi che sosterranno i nostri &#8216;vasetti&#8217;. Ora con la taglierina pratichiamo i fori, avendo cura di restare qualche millimetro all&#8217;interno della linea della circonferenza.</p>
<p>Questo ci garantisce che i bicchieri saranno ben sorretti.</p>
<p>Con un ferro da calze o un grosso ago facciamo dei forellini sul fondo dei bicchieri facendo attenzione a non romperli.</p>
<p>La tecnica migliore è appoggiare il bicchiere su una superficie morbida ed utilizzare uno strumento molto appuntito.</p>
<p>Ora bisogna sistemare nell&#8217;acquario la pietra porosa che si trova alla fine del tubicino dell&#8217;<a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ossigenatore</a>. Attenzione: l&#8217;ossigenatore, o pompa ad aria, deve stare all&#8217;esterno della vasca, lontano dall&#8217;acqua.</p>
<p>Bene, adesso si può aggiungere l&#8217;acqua coi <strong><a title="nutrimenti per idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a></strong>, seguendo le dosi indicate in etichetta. In questa fase è meglio andare cauti con le dosi e non esagerare. Il sovradosaggio è decisamente più pericoloso di una temporanea deficienza di fertilizzante.</p>
<p>E&#8217; importante assicurarsi che la soluzione sia ben miscelata prima di misurare il pH ed eventualmente correggerlo.</p>
<p>Attaccato l&#8217;ossigenatore alla corrente si potrò verificare il flusso di ossigeno nell&#8217;acqua: questo aiuterà le radici a crescere sane e ad assorbire adeguatamente i nutrimenti.</p>
<p>Ok, ora siamo in dirittura di arrivo: posizioniamo il polistirolo sulla superficie dell&#8217;acqua e i bicchieri nei fori. Un po&#8217; di perlite nei bicchieri costituirà un ottimo substrato. Se dovesse sfuggire dai forellini praticati nei vasetti di plastica, potete mettere sul fondo un pezzetto di tessuto, meglio se un pezzo di collant o similare.</p>
<p>Per quel che concerne la sostituzione della <strong>soluzione nutritiva</strong> potreste ovviamente <a title="misuratore di EC" href="http://growerplanet.it/Conduttivit-.1.9.58.sp.uw.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a>, ma una volendo mantenere la manutenzione al minimo e il sistema il più semplice possibile potete adottare questa regola: quando metà dell&#8217;acqua è consumata sostituitela con acqua fresca, senza nutrienti. Quando ne manca di nuovo metà sostituitela tutta, con l&#8217;aggiunta questa volta dei fertilizzanti.</p>
<p>E ora godetevi il vostro sistema idroponico fatto in casa e sbizzarritevi con le vostre piantine: una volta ben radicate le potrete trapiantare in terra o in un altro idrosistema, ottenendo talee o giovani piante sane tutto l&#8217;anno a costi contenutissimi.</p>
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