Novità Phytolite: GX e NX-2 Series Upgrade – Modulo COB 30W Full Cycle
22/03/2018
Test lampade PhytoLEDs Quantum GX Professional 400 Full cycle – Prof. Luca Espen
11/04/2018
Show all

Alla scoperta dei cannabinoidi: terpeni e flavonoidi.

Alcuni ceppi sono sedativi, alcuni energizzanti, altri euforici, alcuni sono perfettamente adatti come antidolorifici naturali, mentre altri sono l’ideale per chi è in cerca di ispirazione ed altri ancora forniscono di tutto un po’. Ma non sono solo i cannabinoidi ad essere responsabili di questi diversi effetti: le molecole meno note conosciute come flavonoidi e terpenoidi svolgono un ruolo enorme nell’aroma e negli effetti complessivi di una varietà.

 

Spesso, la qualità complessiva di un ceppo è misurata dal suo contenuto di THC, ma questo tipo di valutazione rivela un approccio eccessivamente focalizzato su un singolo composto: il THC in questo caso. Questa fissazione è la stessa del panorama farmacologico, l’ossessione per il “principio attivo”. Sia che si tratti di THC o di vitamina C, gran parte del lavoro svolto nell’ultimo secolo riguarda l’isolamento del composto attivo e la sua rimozione dal suo ambiente naturale. E ci sono buone ragioni per questo; consente un dosaggio più preciso e la standardizzazione della qualità. La ricerca è più semplice con un solo composto, ed infine, l’isolamento dei composti attivi consente di trasformare i processi in profitti, cosa molto più difficile con i preparati naturali.

 

Oggi giorno tutti sono d’accordo sul fatto che una buona gemma sia più di un semplice livello di THC. A questo punto, i cannabinoidi sono diventati ben noti ed il CBD è divenuto il secondo “principio attivo” più importante. La cannabis è una pianta molto complessa che produce ben oltre 220 composti. Circa 85 di questi sono cannabinoidi e altri 120 sono i cosiddetti terpeni e circa 20 sono flavonoidi.

 

 

I terpeni.

 

I terpeni hanno una grandissima importanza nella degustazione della cannabis. Prima di tutto, i terpeni determinano il sapore di un’erba, composto da odore e sapore. A conti fatti, questi due elementi sono lo stesso terpene, percepito dapprima dall’apparato olfattivo e poi da quello del gusto. Per questo motivo, odore e sapore sono fortemente connessi. D’altro canto, è sempre più evidente l’influenza dei terpeni nella modulazione della psicoattività dei cannabinoidi, per cui finirebbero col far parte dell’effetto, aspetto che comincia a essere dimostrato da vari studi scientifici e che fa pensare sempre di più un maggior numero di coltivatori e selezionatori esperti. Nella cannabis ci sono oltre cento terpeni: alcuni, come il cariofillene, mircene e pinene, sono presenti sempre, mentre altri solo a volte. Parleremo ora di alcuni dei più comuni.

 

Cariofillene: apporta sfumature speziate, soprattutto di pepe nero e legni nobili, sebbene siano presenti anche altri odori, come basilisco, origano o cinnamomo. Ha un effetto sul sistema endocannabinoide e ha effetti antiinfiammatori. È così presente nella cannabis, che è quello che fiutano i cani antidroga.

Mircene: ha l’odore di chiodo di garofano e legni nobili, ma anche toni fruttati, soprattutto mango e luppolo. Sono note le sue proprietà sedative, rilassa i muscoli e ha un effetto molto pesante. Limoneno: responsabile dei sapori agrumati. Porta all’effetto più cerebrale e lo incrementa, accelerando corpo e mente. Effetti antidepressivi e proprietà antifungiche, antibatteriche e anticancerogene.

Pinene: fortemente presente nella resina di pino, anche in altri odori espettoranti, come l’eucalipto. Migliora la broncodilatazione. È comune nelle varietà Skunk, con il suo tipico effetto espettorante. Sembra che migliori la memoria e la concentrazione.

Linalolo: tipico nella lavanda e nel timo, apporta modulazioni fiorite e fresche. Effetto ansiolitico, rilassante e sedativo, contribuisce a conciliare il sonno.

Terpineolo: sapore fiorito, con presenza di lilla. Rilassa il corpo, calma e aiuta a conciliare il sonno.

Ce ne sono molti altri, come Borneolo, Eucaliptolo, Citronellolo e A-terpineolo. Tutti insieme superano persino il centinaio.

 

I flavonoidi.

L’odore e il sapore unici di una varietà di cannabis sono prodotti in parte dai suoi flavonoidi, le molecole aromatiche. Alcuni flavonoidi, come la quercetina, la luteolina e il kaempferol, appaiono naturalmente in molte piante diverse. Ma i flavonoidi che sono unici per la cannabis sono chiamati cannaflavi, e non hanno solo un buon odore, sono farmacologicamente attivi. Ad esempio, la cannaflavina A è stata trovata per ridurre l’infiammazione inibendo la molecola infiammatoria PGE-2, e lo fa 30 volte più efficacemente dell’aspirina.

 

Simile al CBD, i flavonoidi modulano anche gli effetti del THC. Attraverso complessi meccanismi biochimici, i flavonoidi interagiscono su molti siti diversi nel corpo. Alcuni interagiscono con i recettori degli estrogeni, altri agiscono come potenti antiossidanti o inibiscono i processi enzimatici.

 

I sapori della cannabis.

 

Nella cannabis possiamo distinguere quattro sapori di base: dolce, salato, amaro e acido. Tutti questi sapori hanno varie sfumature.

Dolce: miele, caramello, marmellata, melassa, marzapane, cheese cake o confettura di frutta. Erbaceo: erba fresca, erba secca o bambù.

Fiorito: generico, come fiori selvatici, ma anche più specifico, come violetta, lavanda o timo.

Fruttato: grande varietà di classificazioni, poiché abbiamo arancia, ananas, mela verde, fragola, ciliegia o uve scure.

Frutti di bosco: vari tipi di bacche, come mirtillo, mora, ribes o bacche di sambuco.

Agrumato: mandarino, arancia, pompelmo o limone.

Terroso e legnoso: terra umida, muschio, segatura, pino, eucalipto o legni nobili.

Speziato e aromatico: incenso, incenso dolce, canfora, prezzemolo, finocchio, pepe nero, pepe verde, zenzero, chiodi di garofano, zafferano, spezie orientali, noce moscata, caffè, cioccolato fondente, cannella, liquirizia o menta.

Animale: odori pungenti come muschio, cuoio, pesce, cane, ammoniaca o la famosa puzzola/Skunk, vista la sua intensità.

Latticino: latticello, burro, crema, formaggio cremoso, gorgonzola, formaggio stagionato, formaggio stantio.

Chimico o minerale: plastica, trementina, sapone, detergente per pavimenti al profumo di pino, benzina, gasolio, ossido di ferro o metallico.

 

Ogni ceppo ha un suo aroma.

 

Tra le famiglie principali di varietà della cannabis abbiamo a disposizione un’ampia gamma di sapori fra cui scegliere.

Famiglia White Widow: un sapore agrodolce, fra il terroso e il miele, con note di muschio, aglio e cipolla e un leggero accento di base agrumato.

Famiglia Skunk: i toni fruttati e fioriti si uniscono ai tratti alcolici, come di colonia a basso prezzo.

Famiglia Cheese: seconda famiglia Skunk, dove l’aroma è più pungente e a latticino, con toni rancidi e concentrati di formaggio stagionato che arrivano subito al naso, richiamando l’attenzione.

Famiglia Blueberry: questo leggendario gruppo di piante è caratterizzato da un aroma in cui predominano i frutti di bosco, le bacche rosse e toni dolci e terrosi.

Famiglia Haze: aromi complessi fra pino e incenso, con tocchi dolci e fruttati in alcuni ibridi. Altri aromi abituali sono pepe nero, muschio, legno di cedro e limone.

Famiglia Diesel: regno di sapori complessi come i terrosi, gli agri, la benzina, il gasolio o i detersivi per pavimento al profumo di pino. Sono le varietà più legate agli oli pesanti e ai combustibili agri, al lime e al limone, e possono persino tendere al mandarino.

In conclusione l’analisi dei terpeni conferma che la degustazione della cannabis è un percorso pieno di sfumature e sorprese, che passa da un’ampia gamma e di odori e sapori. Non è solo una questione di principio attivo, anche il palato vuole la sua parte.

 

(fonte Soft Secret 01/15)
M.
M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *