Cannabis – Tecniche e coltivazione

Cannabis – Tecniche e coltivazione

Quando si comincia a coltivare, è una buona idea prendere una sola pianta con la quale sperimentare, somministrandole assolutamente nessun tipo di fertilizzanti in più, per aspettare e osservare le carenze.

Prima di spostare l’attenzione alla fase di fioritura, dobbiamo essere riusciti a coltivare delle bellezze grosse e sane durante un periodo di crescita o vegetativa il più breve possibile. Le dimensioni e la salute delle piante determineranno in gran parte il quantitativo di resa finale.

SOG SCROG 2 giardinaggio indoorL’idea di base è che durante il periodo di crescita coltiviamo i semenzali germogliati in modo che diventino il prima possibile dei cespugli vigorosi e robusti. Per fare in modo che sviluppino un gambo robusto, è consigliabile far andare un ventilatore nel locale da coltivazione. Servirà a garantire un clima uniforme, mescolando l’aria fresca con quella più calda, e soffierà sulle piante una lieve brezza costante. Quest’ultima stimolerà il rafforzamento del gambo delle piante, e un gambo più grosso può sostenere delle infiorescenze più pesanti e più numerose. Vedrai molto presto che risultati si ottengono usando un ventilatore. La pianta si adatta incredibilmente alla svelta. Prova solo ad accendere il ventilatore, rivolto verso le piante: vedrai che le tue piante si sposteranno come se il soffio d’aria le facesse dondolare.

Dopo un paio di giorni soltanto, non si muoveranno più; le piantine staranno ben salde al loro posto, indifferenti alla brezza. Una dimostrazione sicura che la pianta ha reagito rapidamente, irrigidendo il gambo. Se vuoi, puoi aumentare l’intensità del ventilatore, se ha delle velocità diverse. Riproduci una brezza forte abbastanza da far oscillare avanti e indietro nuovamente le piante. Dopo un po’ di tempo le piante avranno rafforzato il gambo abbastanza da poter cessare ancora lo stress dovuto al “vento”.  Alla fine l’esito è che si ottengono delle piante a cespuglio, forti e tornite, anziché smunte ed esili. Predisporre una buona brezza nella fase vegetativa è una tecnica economica per aumentare le rese.

Coltivando sotto le lampade puoi davvero ottenere delle cime poderose; talmente pesanti, in effetti, che i rami laterali delle tue piante rischiano di non essere sufficientemente forti da sostenerle, col rischio che ti vada in malora parte della resa. Come avrai indubbiamente già potuto osservare ormai se hai fatto un raccolto da un tuo giardino, sono solitamente le piante con i gambi più robusti, quelle che producono più infiorescenze, sebbene ovviamente possano esserci sempre eccezioni a questa regola.

Dopo un po’ dovrai cominciare a dare degli alimenti alle piante per favorirne una crescita rapida sotto le lampade. Migliore è la qualità della terra in cui coltivi (ossia, più sostanze nutritive contiene), e più tempo potrai aspettare prima di dover somministrare il primo supplemento. Tuttavia, è consigliabile fornire ogni tanto un po’ di nutrimento persino alle piantine coltivate in una miscela densamente prefertilizzata. Aggiungendo regolarmente del fertilizzante, eviti che il substrato si esaurisca bruscamente. È come se continuassi a rabboccare il mix.

In circostanze normali, una miscela di terra di buona qualità ha bisogno di essere integrata dopo che ci si coltiva per circa tre settimane però con l’aggiunta regolare di sostanze nutritive ci vorranno da cinque a sei settimane prima che sia esaurita. Inoltre a tal punto sorgerebbero meno problemi dato che se avessi semplicemente lasciato così la miscela di terreno, dovresti cominciare ad aggiungere improvvisamente dei quantitativi considerevoli di fertilizzanti liquidi. Di per sé non è un problema, ma lo può diventare per i grower principianti che non sanno ancora con certezza quanto fertilizzante possa sopportare la pianta, quindi basterebbe pochissimo per ritrovarsi con piante che ingialliscono.

La nutrizione è un fattore che va accresciuto gradualmente, visto che la pianta attraversa delle fasi diverse. Al piccolo semenzale non serve quasi affatto ricevere nutrimenti extra e ti conviene aspettare una settimana e mezza prima di dare loro il primissimo pasto. Poi dovresti usare la metà del dosaggio riportato sul flacone.  Il livello di conducibilità (EC) della soluzione nutritiva quindi sarà di circa 1.4 a seconda della marca di fertilizzanti che usi.  Una volta che le piante sono cresciute un po’, puoi cominciare ad aumentare il dosaggio. In questo modo continui ad incrementare leggermente la concentrazione delle sostanze nutritive nell’acqua.

Ciò che capita quando si continua a dare la stessa quantità di fertilizzante, è che le piante cominciano a risentire di una carenza, poiché si continua a somministrare la stessa quantità di sostanze nutritive, mentre le piante diventano sempre più grosse e di conseguenza ne utilizzano – o richiedono –  di più; tutti i grower dovrebbero badare a questo aspetto. Per questo io non sono un grande sostenitore degli schemi di coltivazione chiavi in mano, siccome ogni spazio da coltivazione è diverso e ogni pianta è diversa. Devi osservare le piante stesse e solo allora puoi decidere cosa conviene loro di più.

Le carenze più diffuse che possano capitare sono quella di azoto, di potassio e di fosforo. Soprattutto durante la fase di crescita le piante sono soggette alle carenze di azoto e di potassio.

Una carenza di azoto è facile da riconoscere, dalle foglie che iniziano a ingiallire sulle punte e sul picciolo. La pianta risucchia tutto l’azoto da queste foglie poiché non ne ha a sufficienza altrove. Per questo le foglie vecchie vengono prosciugate e tutte le loro sostanze nutritive vengono trasportate dove si produce il fogliame nuovo.

La carenza di potassio è la carenza più comune che abbia riscontrato e la si riconosce per il fatto che le foglie ingialliscono verso l’interno a partire dall’orlo più esterno, verso la vena principale al centro della foglia.  La si distingue facilmente da una carenza di azoto. Talvolta possono subentrare contemporaneamente, per cui la foglia ingiallisce dalle punte e dal bordo esterno contemporaneamente.

Durante la fioritura ci sono le maggiori probabilità di risentire di una carenza di fosforo e/o anche di potassio. Una carenza di fosforo è più complicata da riconoscere, ma le piante svilupperanno un aspetto scuro violaceo dappertutto. Anche la fioritura resterà interrotta e finiranno col restare più piccole. Ma la cosa più importante da sapere è che tutte queste carenze non danneggiano le piante nell’immediato. Pertanto è davvero facile imparare e applicare quanto occorre per rimediare alle carenze. Somministrando dei fertilizzanti aggiuntivi alle piante potrai vedere che le foglie ingiallite torneranno ancora di un verde delizioso. Si rimpinzano fino ad essere ancora satolle di un carico fresco di azoto, fosforo o potassio. È questo il motivo per cui se sei un grower principiante, è meglio dare troppi pochi fertililzzanti, che esagerare.

In questo modo puoi imparare i limiti della pianta mentre le fai subire qualche breve carestia. Comincia sempre con poche piante e dopo un po’ comincia a incrementare, quando vedi che fino a lì andava bene. E se a quel punto ti capitano dei problemi, di cui non conosci la causa, allora sai che la situazione è un po’ più grave. Se sai riconoscere una certa carenza, allora puoi eliminarla subito e cercare altre possibili cause del problema.

SOG SCROG 3 giardinaggio indoor

Per questo motivo, quando si comincia a coltivare, è una buona idea prendere una sola pianta con la quale sperimentare, somministrandole assolutamente nessun tipo di fertilizzanti in più, per aspettare e osservare le carenze. Se lo si fa, bisogna cercare di capire di che tipo di carenze si tratta, per esempio discutendone in una chat o in un forum su internet, dove si possono chiedere consigli, oppure parlarne con amici o chi altro.  Una volta che ti sarai impadronito con certezza di questi concetti, le colture future andranno molto più lisce.

 

 

Riconoscere i colori

Per impadronirti a fondo dell’arte della nutrizione, devi trascorrere del tempo insieme alle piante e osservarle. Tutto qui. Quando le piante dispongono a sufficienza di tutto il necessario, presenteranno un colore verde brillante e tutto il fogliame sarà lucente. Sono questi i segni di una crescita e di una fioritura ottimali, ossia gli obiettivi che ci siamo posti per i nostri interventi.

Se dopo un breve periodo di osservazione non cominci a incrementare i quantitativi di fertilizzanti, alcune carenze cominceranno a farsi strada. Basta che guardi le foglie delle tue piante, ti accorgerai che presto diventano verde più chiaro. Quando le piante diventano di una tonalità di verde più pallido, è segno che occorrono loro un po’ di nutrimenti extra, quindi se non presti attenzione e aspetti troppo tempo prima di dargliene, le foglie ingialliranno. Come vedi, è davvero semplice accorgersi se qualcosa non sta andando come da copione.

Alcune foglie più vecchie, quelle che non ricevono quasi luce, ingialliranno automaticamente.  La pianta non se ne fa più nulla di queste foglie vecchie e toglie tutte le sostanze nutritive ancora presenti in esse. Quindi non saltare alla conclusione che ci sia una carenza alimentare, soltanto perché alcune foglie sono diventate gialle.

Un eccesso di fertilizzanti potrebbe verificarsi ben presto a causa dell’accumulo di sali nella miscela di terra, oppure se la dose di fertilizzanti che dai alle piante è esageratamente alta. I sali possono essere sciacquati via utilizzando un preparato agli enzimi. Questo prodotto assicura l’eliminazione delle parti di radici morte (il che è opportuno, dato che la pianta fabbrica nuove radici continuamente e lascia che quelle vecchie muoiano) oltre a eliminare i sali residui delle sostanze che hai applicato. Tuttavia non basta a eliminare tutti i rischi di intossicazione da fertilizzanti ma serve generalmente a migliorare la salubrità del substrato, con grande gaudio della tua pianta, che avrà una crescita e una fioritura migliori.

Eccesso di fertilizzanti

Quando non riesci a ottenere delle piante esemplari, splendide, scure e verdissime, è arrivato il momento di allarmarsi. Se somministrassi adesso un grande quantitativo di nutrimenti, rischieresti un sovradosaggio da fertilizzanti. Dopo tutto, le piante hanno cibo più che a sufficienza nel piatto. Quindi ti conviene aspettare a dare nuovamente dei fertilizzanti, finché non vedi che le piante cominciano a sviluppare ancora un colore più pallido. Annota quanti giorni ci vogliono prima che succeda: se ci vogliono un paio di giorni, per esempio, annotalo mentalmente, ricomincia a nutrirle e riacquisiranno nuovamente il loro colore verde scuro. Avendo stabilito questo periodo, puoi somministrare loro la soluzione nutritiva ogni due giorni senza pericolo. Dopo tutto, adesso hai sperimentato quanto tempo resistono prima di aver bisogno di ricevere ancora sostanze nutritive. Se non sei sicuro se devi dare fertilizzanti o meno alle piante, è meglio aspettare un pochino ancora.

Per facilitare la vita dei grower esistono diversi strumenti quali i pHmetri e i misuratori di conducibilità (EC). Il pH indica il livello di acidità nel substrato, che determina con che facilità una pianta riesce ad assorbire certe sostanze, e quindi in che quantità esse possano essere somministrate. Con un misuratore di conducibilità puoi misurare con esattezza il livello di sostanze nutritive che stai per dare alle piante. Grazie ad esso, è più facile incrementare lentamente il dosaggio mentre coltivi. Questi strumenti sono comodi se vuoi che tutto sia fatto alla perfezione, tuttavia non sono affatto indispensabili. Anche per questo motivo, si raccomanda sempre al grower principiante di cominciare dalla coltivazione in terra, dove tali strumenti non sono necessari. Il terreno agisce da cuscinetto. Una volta che hai fatto tuoi i rudimenti della coltivazione, allora vale la pena prendere dei misuratori di EC e di pH, giusto per semplificarti le cose e coltivare piante ancora migliori.

Tecniche di coltivazione SOG e SCROG

I due metodi di coltivazione più comuni sono i cosiddetti sog e scrog. SOGSea of Green’ significa mettere molte piante per metro quadro e lasciarle crescere soltanto per pochi giorni, o nessuno affatto, prima di metterle in fioritura. Il risultato è che le piante non producono quasi nessun ramo laterale e limitano la crescita verticale. A quel punto ti trovi una sfilza di cime dalla punta alla base della pianta. Questo metodo è particolarmente apprezzato dai coltivatori commerciali.

SOG SCROG 4 giardinaggio indoorLasciando le piante crescere un pochino più a lungo, le piante hanno tempo per sviluppare dei rami laterali, quindi ottieni piante cespugliose e questo è il metodo impiegato dalla maggioranza dei grower: se hai solo poche piante in un metro quadrato, puoi optare per la tecnica SCROG. Per applicare questa tecnica si elimina dalle piante il ributto apicale. In sostanza, è un modo di potare via la cima principale. Il ributto principale si trova al centro della pianta, sul gambo principale. Produce foglie e rami laterali nuovi. Quando stacchiamo questa cima, la pianta smette di crescere in altezza. La pianta può distribuire l’energia verso i rami laterali rimasti. Tutti i rami laterali avranno quindi una crescita rafforzata. In tal modo puoi ottenere una pianta larga, con rami laterali pressappoco alla stessa altezza. La maggior parte dei fiori, a loro volta, si troveranno sul lato superiore, dove batte più luce. La pianta finirà con l’essere più bassa ma larga.

Conviene praticare tutti i tipi di potatura abbastanza presto (dopo due settimane di crescita o almeno una settimana prima della data prevista per la fioritura, se vuoi goderne i benefici. Devi lasciare alla pianta un po’ di tempo per abituarsi al processo. In questo modo, con poche piante puoi ottenere il massimo raccolto possibile. L’effetto rete

Uno scroggatore esperto metterà una rete sulle piante in modo da guidare i rami laterali affinché rimangano adeguatamente e uniformemente distanziati, massimizzando così il quantitativo di luce che ogni ramo riceve. Una volta iniziata la fioritura, otterrai una fantastica distesa di fiori. Con il metodo SOG ti ritroverai con una sola cima enorme e alcune infiorescenze di medie o piccole dimensioni sul resto della pianta. Con il metodo SCROG ottieni una grande quantità di fiori di medie dimensioni, con meno rischi che si sviluppi un’infezione da muffa, dato che vi sono numerose cime piccole, anziché una sola enorme. Quindi se abiti in un ambiente umido o se risenti di un’elevata umidità nel locale da coltivazione, allora lo SCROG è un valido metodo per circoscrivere il rischio che marciscano le cime.

La resa di entrambi i metodi di coltivazione è pressappoco equivalente, se li applichi correttamente. Dipende molto dalla varietà della pianta che usi. Ce ne sono alcune che meglio si prestano di altre a un determinato stile di coltivazione. Se usi il metodo sog, fai meglio a scegliere una pianta nota per produrre una cima centrale gigantesca e che formi delle cime oblunghe e pochi rami laterali. Con lo scrog sono auspicabili le varietà che fanno davvero tanti rami laterali e soprattutto che producono su essi davvero moltissime cime e sviluppi un gambo robusto.

SOG SCROG 1 giardinaggio indoorSe opti per lo scrog, allora ti consiglio di eliminare i rami inferiori della pianta. Vogliamo assicurarci che la pianta concentri il massimo dell’energia verso i rami più alti, dove cadrà la luce delle lampade. I rami laterali più bassi non ricevono quasi per niente luce e quindi farebbero delle cime a batuffolino. Eliminandole, otterrai un’adeguata circolazione dell’aria sotto le piante, inoltre le energie disponibili saranno tutte inviate alle cime più in alto. Puoi ottenere lo stesso anche con il metodo sog, se noti che la copertura fogliare sta diventando troppo fitta. Eliminando i rami inferiori delle piante coltivate col metodo sog, i rami superiori si svilupperanno maggiormente, allungandosi e avvicinandosi quindi alla fonte di luce, e di conseguenza si appesantiranno.

Ci sono numerose varianti ai metodi descritti. Certi grower staccano via tutti i rami laterali durante la fase di crescita e lasciano sulla pianta solamente i 4-6 rami meglio cresciuti.

Per fare sì che le tue piante si sentano davvero a proprio agio, consiglierei di dare loro sempre dell’acqua tiepida, intorno ai 23 gradi. Per noi, questa temperatura potrebbe sembrare ancora un po’ freddina. Ma l’acqua fredda è uno shock che fa ritrarre le radici delle piante e di conseguenza ne ritarda la crescita e la fioritura.

Concludendo, il periodo di crescita conta quanto il periodo di fioritura, se non di più. La crescita funge da base per arrivare a una fioritura sana e vigorosa. Migliorando le tue abilità nel coltivare, riuscirai a ottenere in minor tempo delle piante delle dimensioni ideali durante la crescita preliminare, per cui potrai risparmiare il tempo che avrebbero dovuto trascorrere nella fase di crescita, risparmiando quindi non solo tempo, ma anche energia elettrica.

Tratto da: Guida Coltivazione Soft Secrets

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Redazione – Giardinaggio Indoor.it

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