Cannabis – Semina e nutrimenti richiesti

Cannabis – Semina e nutrimenti richiesti

Dopo alcuni giorni le piantine cominceranno a uscire dal terriccio, con il guscio del seme ancora attaccato al fusto allo stato embrionale. Con la caduta del guscio si apriranno i cotiledoni (foglie presenti nel seme) e subito dopo apparirà la prima coppia di vere foglie.

È sicuramente da preferirsi la semina in vaso per una serie di ragioni: i semi di canapa hanno un’alta percentuale di germinazione, ma all’aperto e in condizioni impossibili da controllare hanno una mortalità molto alta per cause diverse (siccità o piogge troppo violente, predatori, variazioni di temperatura). La piantagione in vaso, con la sua maggior facilità di controllo, assicura un’alta percentuale di natalità e di attecchimento delle piantine.

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I vasi di plastica sono i più pratici, economici e permettono un facile distacco del terriccio con le radici al momento del trapianto. L’ideale è avere una singola piantina per ogni vaso di 10-15 cm. di diametro. Il vaso dovrà essere riempito con un terriccio di buona qualità (vedi articolo “preparazione del substrato”) e il seme dovrà essere collocato circa a 0,5 cm. sotto terra (sono da evitarsi i metodi di germinazione fuori dal terreno, come mettere i semi nel cotone umido, o simili, perché indeboliscono la piantina e si rischierebbe di danneggiare quest’ultima al momento della posa nel terreno).

Il terreno dovrà essere mantenuto umido 80%(ma l’acqua non deve mai ristagnare) e a una temperatura di almeno 15-18 gradi centigradi. Una buona tecnica colturale è quella di riporre i vasi in una serra o in un cassone riscaldato con letto caldo. Dopo alcuni giorni (2-10 a seconda delle varietà, della temperatura, della composizione del terreno e dell’età del seme), le piantine cominceranno a uscire dal terriccio, con il guscio del seme ancora attaccato al fusto allo stato embrionale. Con la caduta del guscio si apriranno i cotiledoni (foglie presenti nel seme) e subito dopo apparirà la prima coppia di vere foglie, un paio di foglioline opposte fra di loro, ognuna con il suo proprio picciolo (gambo fogliare). Le paia di foglie successive spunteranno in formazioni opposte, queste foglie saranno formate, nel secondo paio di 3 foglioline ognuna, nel terzo 5 e così via fino a 11-13 foglioline.

Semina 5 6Appena fuori dal terreno si daranno alle piantine 18 ore di luce al giorno. La canapa richiede una quantità d’illuminazione (Iumen) molto alta, e sono perciò necessarie lampade a scarica (HPS) o LED in grado di emettere il giusto spettro e abbastanza lumen per una crescita rapida e vigorosa. Le lampade hanno wattaggio variabile che in genere varia fra i 400 e i 1000 Watt, ed emettono fra i 45000 ed i 140000 lumen (le piante riusciranno a sfruttare una parte dell’emissione totale, eccetto se si utilizzano lampade a LED in cui l’assorbimento è oltre il 90% vedi articolo “LED,LED,LED e ancora LED”). Si stima una richiesta di 40.000 lumen per metro quadrato, quindi una lampada da 400 Watt potrà servire per un solo metro. Più lumen saranno forniti per metro quadrato, maggiore sarà il raccolto finale.

La distanza dalle piante dovrà essere, a seconda della potenza e del tipo delle lampade (quelle a ioduri metallici emettono più calore, quindi dovranno essere più distanti), fra i 60 e i 90 cm; quelle a LED possono essere avvicinate fino 20cm. con distanza variabile a seconda del wattaggio. Le lampade a ioduri metallici emettono maggior radiazioni nello spettro luminoso blu (utile allo sviluppo vegetativo); quelle al sodio hanno una maggior emissione nel giallo e rosso (fioritura). Una soluzione con buoni risultati sia nella crescita che in fioritura si ha usando 3-4 lampade al sodio ogni lampada a ioduri metallici o una lampada per coltivazione a tecnologia LED Full Cycle a 4-5 bande in grado di accompagnare la pianta lungo tutte le fasi di sviluppo.

Nutrimenti richiesti e quando

La canapa giova enormemente di grandi quantità di sostanza organica presenti nel terreno. Il letame (bovino o equino) è il miglior ammendante per il terreno e la miglior fonte di sostanze adatte alla crescita della canapa. Procurarsi del buon letame maturo non sempre è possibile; esiste comunque in commercio una serie di preparati organici, minerali o di sintesi che possono far fronte a tutte le esigenze nutrizionali della canapa.

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La canapa necessita, per una buona crescita e una buona resa finale, di quantità pressoché uguali di azoto (N), potassio (K) e fosforo (P), di una buona disponibilità di calcio (Ca), più vari micronutrimenti (magnesio, zolfo, ferro, boro, ecc.). Tutti questi nutrimenti saranno assimilati dalla pianta in diverse proporzioni nei diversi stadi del suo sviluppo.

Durante le prime fasi di crescita (germinazione e attecchimento) la canapa ha bisogno di quantità relativamente piccole di fertilizzante (generalmente presenti nel terreno di crescita), quantità che crescono proporzionalmente nelle fasi successive (levata- fase vegetativa) e si differenziano negli stadi finali di crescita (fioritura-maturazione). All’inizio della levata e durante la fase vegetativa, la disponibilità di grandi quantità di azoto è necessaria per un rapido e buon sviluppo delle piante (gli altri macro -P e K -e microelementi non devono comunque mai mancare). D’altro canto un eccesso di azoto potrà ritardare la fioritura e prolungare la fase vegetativa. Dalla fioritura in poi, la pianta necessiterà di un maggior ammontare di potassio, per la robustezza dei rami e dello stelo, e di fosforo per la produzione di fiori.

Oltre al letame, di vacca e di cavallo (quest’ultimo è forse il migliore in assoluto), possiamo trovare altri fertilizzanti e ammendanti organici, come l’humus, la torba, i vari terricci per vasi (tutti questi, se usati da soli, rischiano di rendere il terreno troppo acido), i composti ricavati da residui di materie vegetali, il sangue animale (quasi esclusivamente N, di rapida azione), la farina d’ ossa (ricca in P e K) o di altri residui animali, il “cornunghia” (concime ricavato da unghie e corna di animali tostate, di ottima azione fertilizzante, ma piuttosto costoso e con tempi di azione lunghi), la cenere di legna (P e K, con reazione fortemente alcalina sul terreno, di azione abbastanza rapida), tutti i vari composti biologici a base di alghe o guano, la pollina (ricavata dagli escrementi del pollame, molto ricca in N, ha un’azione molto rapida e deve essere utilizzata con cautela per non bruciare le piante), il latte cagliato (ricco di Ca, il suo uso nelle prime fasi dello sviluppo rischia di bruciare le piante), ecc.

Il letame é il fertilizzante naturale più antico che la storia ricordi e da sempre considerato indispensabile per il miglioramento del terreno. Apporta non solo elementi nutritivi in una composizione bilanciata ma aumenta la flora microbica, il cui compito é quello di trasformare in soluzioni minerali i vari fertilizzanti e di renderli assimilabili dalle piante; rende la struttura del terreno ideale per la crescita dell’apparato radicale. Dal latino: laetamen -allietare, rendere lieta la terra.

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I lombrichi non sono propriamente un concime, ma se presenti nel terreno contribuiscono notevolmente a migliorarne la struttura. Possiamo poi usare concimi minerali come il fosfato di roccia, la calce o lo zolfo (utili per correggere un terreno troppo acido), il gesso (in caso di eccessiva alcalinità), dolomia (ricca in magnesio e calcio) o marne. Esistono anche una grande quantità di prodotti chimici di sintesi, ma siccome questi ultimi possono essere tossici per il terreno (e anche per chi consuma i prodotti cresciuti chimicamente) e alterare il gusto e l’aroma dei fiori, è molto meglio usare solo prodotti organici o minerali (esistono in commercio diversi composti minerali per orticoltura che possono essere di valido aiuto nelle fasi critiche dello sviluppo, insieme a una concimazione di base organica).

Come per il terreno, sono moltissime le aziende specializzate nella vendita di fertilizzanti chimici e organici realizzati specificatamente per la coltivazione di cannabis; per citarne alcuni: Canna, Plagron, GHE, Advanced Nutrient of Holland, ATAMI ecc. che si differenziano per composizione a seconda delle fasi di sviluppo della pianta. Sostituiscono il fertilizzante organico gli stimolatori di fioritura o di vegetazione e radicazione.

Schematizzando: per un terreno di media fertilità avremo bisogno di: -letame prima della semina, -un fertilizzante organico azotato a pronto effetto dopo l’attecchimento e prima della levata, o un complesso minerale (dosi sulle confezioni), -un complesso minerale (eventuale) durante la crescita, -fertilizzanti con alte percentuali di potassio e fosforo prima della fioritura, come cenere, fosfato di roccia, complessi minerali (8-24-24). Alla fine del ciclo l’assorbimento da parte della canapa dei tre macroelementi fertilizzanti (N, P, K), è suddiviso in parti più o meno uguali, con assorbimento di una ugual parte di calcio e numerosi microelementi.

Tratto da “Il Canapaio 2”

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Davide Maas – Giardinaggio Indoor.it

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