Arcipelago Artico, Norvegia – Banca Mondiale dell’umanità che custodisce 860.000 varietà di semi in caso di catastrofe

Arcipelago Artico, Norvegia – Banca Mondiale dell’umanità che custodisce 860.000 varietà di semi in caso di catastrofe

Sulla Terra si pensa esistano circa 1.500.000 tipi differenti di semi di raccolti alimentari. L’impianto ha una capacità di stoccaggio di 4.500.000 semi complessivamente.

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Lo Svalbard Global Seed Vault (in italiano “Deposito globale di sementi delle Svalbard”) ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi.

È localizzato vicino alla cittadina di Longyearbyen, nell’isola norvegese di Spitsbergen, nel remoto arcipelago artico delle isole Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord. Il centro si compone di tre sale, di 27 metri di lunghezza, 10 di larghezza e 6 di altezza. Le chiusure hanno porte di acciaio di notevole spessore, e la struttura è costruita in calcestruzzo in modo da resistere ad una eventuale guerra nucleare o ad un incidente aereo.

Il Seed Vault è gestito attraverso un accordo fatto dal governo norvegese, il Global Crop Diversity Trust ed il Nordic Genetic Resource Center (già Nordic Gene Bank), nato dallo sforzo cooperativo di nazioni nordiche, sotto l’egida del Nordic Council of Minister.

Il governo norvegese ha finanziato totalmente l’opera. Il Fondo mondiale per la diversità delle colture ha giocato un ruolo chiave nella pianificazione del deposito, infatti esso coordina le spedizioni di campioni di sementi, in collaborazione con il Nordic Genetic Resource Center. Il fondo deve provvedere alla maggior parte delle spese annuali per la struttura, mentre il governo norvegese finanzia la manutenzione della struttura stessa. Inoltre, la Bill & Melinda Gates Foundation ha previsto circa 750.000 dollari per assistere le nazioni in via di sviluppo ed i loro centri di ricerca agrari per confezionare ed inviare i semi al deposito.

Un consiglio consultivo internazionale è stato istituito per fornire indicazioni e consigli. Esso comprenderà rappresentanti della FAO, il Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura e le altre istituzioni.

Parteciparono alla cerimonia di posa della prima pietra del centro norvegese il 19 giugno 2006, i capi di governo di Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda.

La costruzione

Sulla Terra si pensa esistano circa 1.500.000 tipi differenti di semi di raccolti alimentari. La varietà ed il volume di semi conservati potrà dipendere dal numero dei Paesi partecipanti. L’impianto ha una capacità di stoccaggio di 4.500.000 semi complessivamente.
I primi semi hanno cominciato ad arrivare al sito sin dal gennaio 2008. Il 5% dei semi presenti nel deposito sono giunti dal Centre of Genetic Sources, dipartimento del Wageningen University, Paesi Bassi.

Artico banca semi per la fine del mondo giardinaggio indoor 1Il costo totale dell’iniziativa ammonta a circa 30 milioni di euro, di cui 25 milioni donati dalla Bill & Melinda Gates Foundation. Altri finanziatori sono la Fondazione Rockefeller, la Monsanto, il gruppo Syngenta, DuPont/Pioneer Hi-Bred, il Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR) e il governo norvegese.

La banca dei semi è costruita 120 metri dentro una montagna di roccia arenaria nella isola Spitsbergen delle Svalbard. La banca utilizza vari sistemi di sicurezza per impedire accessi non autorizzati.

I semi sono confezionati in speciali pacchetti di quattro strati e sigillati termicamente per escludere l’umidità. L’impianto è gestito dal Nordic Genetic Resource Center, anche se non esiste personale permanente in loco.

L’isola Spitsbergen è stata considerata ideale in quanto esente da attività tettonica e per la presenza del suo permafrost che è ritenuto di aiuto alla protezione dei semi.

La localizzazione, 130 metri sopra il livello del mare, assicura che il sito rimanga all’asciutto anche nel caso di scioglimento dei ghiacci artici.

Il carbone estratto localmente fornisce l’energia per le unità di refrigerazione che raffreddano ulteriormente i semi secondo lo standard internazionale che raccomanda una temperatura di conservazione compresa tra −20 e −30 °C (tra −0 e −20 °F).

Qualora il sistema di raffreddamento artificiale si fermasse, dovrebbero passare parecchie settimane prima che la temperatura salga fino a raggiungere quella della roccia circostante (-3 °C). In ogni caso, il terreno ghiacciato del sito scelto, impedirebbe alla temperatura del centro di salire oltre i -3,5 °C.

I ricercatori stimano che i semi sopravvivrebbero a questa temperatura (-3,5 °C) per circa 55 anni nel caso dei semi di girasole, fino a più di 10.000 anni i semi di pisello. Infatti, come uno studio di fattibilità preliminare aveva determinato, alcuni semi, inclusi quelli di importanti granaglie, potrebbero sopravvivere anche più a lungo, probabilmente migliaia di anni.

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Redazione – Giardinaggio Indoor.it

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