Guida alle carenze ed ai disagi comuni nella coltivazione di cannabis indoor – PARTE 1

Guida alle carenze ed ai disagi comuni nella coltivazione di cannabis indoor – PARTE 1

Una guida relativa ai disagi comuni nella coltivazione di cannabis indoor: Stress da calore – Problemi con i nutrienti – Regolazione del pH – Problemi d’innaffiamento – Infestazioni, muffe e virus

La coltivazione può essere un processo difficile e molte cose possono andare storte, troppa o troppa poca acqua, il caldo, la concimazione, la fluttuazione del pH, problemi con l’azoto, muffa, acari, virus e mancanza di nutrienti possono costare caro anche al miglior coltivatore, ma per fortuna per ogni problema esiste una soluzione semplice.

Stress da calore
Il problema più facile da risolvere è quello dello stress da calore, i sintomi sono un ingiallimento e un imbrunimento delle foglie più vicine alla sorgente di luce che spesso inizia con una sottile linea intorno al profilo della foglia. I punti che sono più vicini alla fonte di calore spesso appaiono bruciati.

heat stress cannabisQuesto può essere dovuto a diverse ragioni, la più comune è che la pianta sia posizionata troppo vicina alla lampada, una situazione meno comune è quella che all’aperto ci siano temperature proibitive e non venga data abbastanza acqua alle radici.

L’ovvia soluzione a questo problema è ridurre il calore. La soluzione più semplice solitamente è quella di posizionare un ventilatore al di sopra delle piante. Anche cambiare la posizione della lampada può eliminare in maniera efficace il problema. Spostare il movimento dell’aria calda usando un ventilatore è importante per prevenire e trattare in maniera corretta lo stress da calore. Ciò che più di tutto è essenziale, è dare a queste piante la stessa attenzione che si può avere per un neonato.

Problemi con i nutrienti

Nutrienti over bruciature giaerdinaggioindoor
Un altro problema comune per i coltivatori alle prime armi è quello di dare troppo cibo. Molto spesso questo avviene quando viene applicata una dose massiccia di fertilizzante e le radici assumono una quantità di nutrienti superiore a quello di cui ha bisogno la pianta. Questo può succedere anche quando le piante sono cresciute in concime fresco o in terreni troppo ricchi di nutriento.

 

In un sistema idroponico questo problema può essere risolto abbassando il livello di nutrienti nella soluzione in uno dei seguenti modi:
– Diluire lentamente la soluzione aggiungendo acqua con un pH regolato
– Mescolare una soluzione più diluita e cambiarla completamente. Con piante cresciute in sistemi idroponici è consigliabile fare le cose pian piano.

In coltivazione in terra il modo migliore di sistemare la situazione è quella di versare una grande quantità di acqua con pH regolato e fermare l’aggiunta di nutrienti aspettando che i nutrienti vengano assorbiti. Le foglie vecchie non si riprenderanno, ma quelle nuove ne trarranno beneficio.

Problema di regolazione del pH

potassio carenze giardinaggio indoorSe il pH del suolo o della soluzione idroponica si abbassa o si alza troppo, la pianta inizierà a cambiare colore ingiallendo o diventando di un marrone chiaro nella parte intermedia o inferiore. Questo è dovuto allo stress subito dalla pianta, nel caso non venisse trattato nel modo giusto il problema si diffonderà in tutta la pianta.

La buona notizia è che nel caso di pronta identificazione la soluzione non è poi così difficile, il primo passo è quello di determinare il valore medio del pH. In sistemi idroponici verificare l’acqua. In sistemi a inaffiamento verificare approssimativamente quanta acqua viene tenuta dal terreno.

Il passaggio successivo è quello di regolare il corretto valore di pH. Aggiungere tutti i nutrienti e controllare e correggere con acqua usando il kit pH. Per sistemi in cui le piante sono piantate in terreno dovrebbe essere tra i 6.2 e i 7.0. Per sistemi idroponici i valori minimi e massimi sono 5,5 e 6,5, non aggiustare più di mezzo punto a giornata.

Problemi d’innaffiamento
Le piante di marijuana hanno bisogno di una quantità d’acqua ben precisa per crescere bene. Abbondare porterebbe a far marcire le radici, mentre annaffiare troppo poco causa altri problemi, in entrambi i casi bisogna iniziare immediatamente a curare la pianta per salvarla.

Radici marce portano ad un appassimento della pianta, altri segnali includono afflosciamento, gemme marroni e a parti che muoiono in maniera troppo rapida. Il segno più evidente sono le radici che puzzano e che prendono un colore marrone.

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Questo è un problema difficile da risolvere e a dire la verità molte persone suggeriscono di lasciar perdere e cominciare da capo.

Comunque esiste un prodotto chiamato Aquasheild che ha dimostrato di riuscire a trattare con successo questo problema con un recupero della pianta che sarà dimostrato da radici che tornano ad un colore simile al bianco.

Un innaffiamento troppo debole verrà evidenziato da un appassimento della pianta. La pianta sarà più secca e per salvarla bisognerà innaffiarla.


Problemi a causa dei nutrienti

Molti altri sintomi che si manifestano attraverso le foglie sono da imputarsi ai nutrienti. Cambio di colore, forma o consistenza delle foglie o problemi di crescita sono indicatori di un problema nell’equilibrio dei nutrienti.

Una guida completa dedicata ai problemi relativi ai singoli nutrienti sarà disponibile nelle prossime settimane su Giardinaggio Indoor.it nella PARTE 2 di questo articolo.

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Infestazioni, muffa e virus

Problemi con le gemme sono solitamente dovuti a una delle tante infestazioni che possono colpire un raccolto di cannabis. Questi organismi sono divisi in tre categorie: infestazioni, muffe e virus.

Gli insetti che possono infestare una pianta includono afidi, acari, mosche bianche e tisanotteri. La maggior parte di questi insetti può essere eliminato spruzzando una soluzione di pesticida diluita in acqua.

Un continuo monitoraggio delle proprie piante permette di accorgersi prontamente di una infestazione, la tempestività dell’intervento è la chiave per evitare ulteriori problemi.

La muffa è un altro grosso problema che può colpire le vostre piante, i tipi di muffa comuni sono due, il primo è conosciuto come muffa bianca ed è facilmente rimuovibile con acqua. L’altro, conosciuto come muffa grigia o muffa delle gemme è incurabile e le gemme che sono state colpite devono essere rimosse. Per evitare questo problema bisogna tenere il livello di umidità basso.

L’ultimo e più serio tipo di infestazione è quello dei virus che colpisce il DNA della pianta causando macchie, venature o la morte delle gemme. Una volta che il virus ha colpito la pianta questa deve essere eliminata per evitare che il virus crei un’epidemia.

*Nella seconda parte sarà disponibile una guida completa dedicata ai problemi causati dalle carenze o dagli eccessi dei singoli nutrienti.

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Davide Maas – Giardinaggio Indoor.it

Tratto da Fonte 1 RQS

 

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