Storie di coltivazione a base LED – Da un sottotetto alla Greener Roots Farm

Storie di coltivazione a base LED – Da un sottotetto alla Greener Roots Farm

Jerrey Orkin, fondatore della Farm in questione, ha cominciato la sua avventura partendo in piccolo, coltivando alcune piante sul davanzale del suo condominio in centro città all’incirca nel 2009.

Sulla homepage del sito Greenerroots.com sono presenti 3 caselle, la prima con i numeri relativi ai chilometri di trasporto evitati fino ad ora, circa 2490 grazie al fatto che una coltivazione fuori suolo può essere installata anche in centro città – La seconda relativa alle tonnellate di cibo prodotte a partire dal giugno 2014, oltre 6 tonnellate all’anno –  L’ultima casella mostra il numero di teste di lattuga prodotte, 1170 a settimana, un numero notevole se si considera il fatto che la superficie destinata alla coltivazione è di soli 232 mq.

orkin tennessee giardinaggio indoor led 4La Greener Roots Farm ha iniziato ad operare nell’aprile 2014 in un magazzino di circa 6.000 mq. preso in affitto appena fuori dalla città di Nashville, nello stato del Tennessee, Stati Uniti d’America.

La storia di questa produzione è interessante e particolarmente significativa sia per chi volesse intraprendere una coltivazione finalizzata all’autoproduzione, sia per chi fosse già appassionato di coltivazione indoor e avesse bisogno di una piccola spinta, leggendo la testimonianza di chi è riuscito con impegno e dedizione a realizzare un piccolo sogno a tecnologia LED.

Jerrey Orkin, fondatore della Farm in questione, ha cominciato la sua avventura partendo in piccolo, coltivando alcune piante sul davanzale del suo condominio in centro città all’incirca nel 2009.

Nel dicembre 2012 ha mosso il passo successivo, trasferendosi nel sottotetto del suo palazzo di 12 piani. Questo locale di circa 130 mq. era libero e per sua fortuna l’affitto aveva un prezzo molto basso.

Nonostante fosse un sottotetto il locale era ben strutturato e disponeva di soffitti molto alti, questo ha permesso ad Orkin di installare un sistema di coltivazione verticale strutturato su 3 livelli differenti. La sfida più grande è stata la messa in opera della produzione verticale, questo perché Jerrey O. portava avanti parallelamente un altro impiego a tempo pieno, l’architetto paesaggista. La compagnia per cui lavorava si occupa di calcoli strutturali e di progettistica residenziale e commerciale degli spazi esterni con particolare interesse a come la sostenibilità possa integrarsi con il mondo moderno.

orkin tennessee sottotetto giardinaggio indoor led 6

“Così, ad eccezione dell’installazione del sistema elettrico e della presenza di un manovale nei momenti più duri, abbiamo fatto tutto io e la mia ragazza, che allora era ancora una tirocinante. Passavamo ogni sera e tutti i fine settimana a preparare il setup per la coltivazione – racconta Orkin – il problema più grande era solo quello di non stressarmi troppo a causa di tutto quel lavoro”.

La soluzione

Il sistema di produzione idroponica che usa attualmente Orkin è completamente differente da quello che aveva organizzato nel sottotetto del suo condominio. Ha separato con delle tende una grow room nella quale ha installato due sistemi di coltivazione verticale, avendo ancora abbastanza spazio per altri due sistemi. “Sono ad un terzo delle mie potenzialità, questo è quanto mi sono potuto permettere ora – dice Orkin – il magazzino dove lavoro adesso ha una vertical farm dotata di 5 livelli di coltivazione che hanno raggiunto il limite massimo di altezza”.

I 224 mq. occupati dalla coltivazione verticale corrisponderebbero a circa 2.000 mq. di spazio a terra.

Una delle considerazioni più importanti da fare è stata quella di ricalcolare il sistema di produzione rispetto alle nuove capacità del magazzino, dal volume di acqua trasportato ai problemi strutturali concernenti questo cambiamento. Bisognava pensare a come raffreddare lo spazio e alle problematiche relative il sistema esistente di HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria) e alle sue capacità.

orkin tennessee giardinaggio indoor led 1L’ampliamento della produzione si è basata su una combinazione di sistemi veramente piccoli ripetuti in proporzione su scala più grande. Inoltre, bisogna pensare a problematiche quali l’altezza, le temperature, da dove l’acqua arriva e dove deve andare a drenare.

Oggi

Per il suo Sistema di produzione verticale Orkin utilizza dei moduli LED con lunghezze d’onda Deep Red/Blue che gli permettono di portare avanti la coltivazione da germinazione a raccolto utilizzando pannelli LED da 120cm che si adattano perfettamente alle sue colture ed al sistema di coltivazione verticale. “Per ora, non ho ancora incontrato una varietà di coltura che non si adatti perfettamente alla tecnologia a base LED, il mio mix di verdure mi permette di assicurare una grande diversità e una vasta scelta ai ristoranti che rifornisco” afferma con sicurezza Orkin.

In un futuro non lontano potremo organizzare dei mercati dove i coltivatori che utilizzano questo tipo di tecnologia saranno in contatto diretto coi clienti. “Ora come ora, preferisco coprire la grande distribuzione e l’ingrosso per i ristoranti, anche se non credo avrei alcun problema ad orientare la produzione verso i fruttivendoli e le piccole attività seguendo i prodotti di stagione e soddisfacendo la richiesta annuale” continua Orkin.

Per quanto riguarda l’impacchettamento dei prodotti, la Greener Roots Farm è da sempre molto attenta alla sostenibilità e per questo motivo utilizza materiali biodegradabili e plastica proveniente da bottiglie riciclate.

“Cerco di avere l’impatto più forte possibile sulla scena dell’alimentazione locale e per questo, quando consegno il cibo, voglio che giunga nelle mani dei miei clienti fresco e ben conservato. Ovviamente ogni passaggio deve essere controllato e studiato al fine di legarsi al mio business nel modo più soddisfacente possibile”.

Per visitare il sito Greener Roots

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Redazione – Giardinaggio Indoor.it

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