Cannabis terapeutica, cosa sta succedendo?

Per quanto riguarda l’Italia, procede incessante il dibattito sulla possibilità di utilizzare farmaci derivanti dalla cannabis; da alcuni mesi ha preso il via un progetto del tutto sperimentale in base al quale lo Stato italiano potrà produrre cannabis a scopo terapeutico, frutto di un provvedimento emesso dal Ministero della Difesa insieme a quello della Salute risalente lo scorso settembre 2014.

Il termine “Cannabis Terapeutica” si riferisce all’uso di cannabis e dei suoi componenti detti cannabinoidi, come il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) come terapia medica per il trattamento di malattie e dei sintomi che ne derivano.

produzione canapa, CRA centro ricerca agricoltura Rovigo

 

La Cannabis ha una storia di uso medicinale risalente a migliaia di anni fa e trasversale a tutte le culture, tuttavia il suo utilizzo nei tempi moderni è controverso e legato al processo globale di rivalutazione e riabilitazione successivo al lungo periodo che ha visto il proibizionismo come la politica dominante degli ultimi 60-70 anni.

 

Lo sviluppo delle conoscenze sul sistema dei cannabinoidi progredisce di pari passo all’individuazione di nuovi potenziali campi di utilizzo terapeutico e la pianta torna oggi ad essere usata nel trattamento di certe patologie, per esempio per ridurre la nausea dovuta alla chemioterapia o nei malati di AIDS, o per trattare il dolore e la spasticità muscolare. E’ stato studiato il suo utilizzo per numerose altre applicazioni mediche, ma non vi sono dati sufficienti per conclusioni sulla sicurezza ed efficacia. Sono inoltre in corso moltissimi studi sugli effetti antitumorali del THC.

La cannabis può essere somministrata in vari modi: tramite vaporizzazione o combustione delle inflorescenze essiccate, estratti di vario genere oppure in capsule. Farmaci a base di cannabinoidi sono disponibili in alcuni paesi dietro prescrizione medica. Se l’uso a scopo ricreativo resta illegale in molte parti del globo, l’uso medico della cannabis è ormai completamente o quasi legale in molti paesi, tra cui Austria, Canada, Finlandia, Germania, Israele, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

Negli Stati Uniti, la questione non riguarda più se legalizzare o depenalizzare la cannabis, ma come creare un mercato regolamentato che tuteli i consumatori; 20 stati più il distretto di Columbia hanno legalizzato la marijuana per uso terapeutico e il Colorado e lo stato di Washington hanno reso possibile, con una legge votata per referendum ed entrata in vigore nel 2012, la produzione, la vendita e il consumo di cannabis a scopo ricreativo per chi abbia compiuto i 21 anni di età.

Per quanto riguarda l’Italia, procede incessante il dibattito sulla possibilità di utilizzare farmaci derivanti dalla cannabis; da alcuni mesi ha preso il via un progetto del tutto sperimentale in base al quale lo Stato italiano potrà produrre cannabis a scopo terapeutico, frutto di un provvedimento emesso dal Ministero della Difesa insieme a quello della Salute risalente lo scorso settembre 2014.

Ad oggi in Italia è possibile curarsi utilizzando farmaci a base di cannabinoidi, ma essendo vietata la coltivazione di marijuana e la successiva estrazione e produzione dei farmaci in base alle normative risalenti al 2007 che riconoscevano alla cannabis proprietà terapeutiche, ma ne vietavano appunto la coltivazione, l’iter necessario per ottenere le cure è lungo e controverso oltre ad avvenire mediante importazione da paesi terzi.

cannabis-flosLa coltivazione di cannabis è affidata al Ministero della Difesa e ha luogo presso gli stabilimenti chimici farmaceutici militari di Firenze, si spera possa dare i primi frutti entro la fine del 2015 visto che il primo ciclo dovrebbe concludersi nel giugno di questo stesso anno; la produzione è stimata intorno alla tonnellata e mira ad abbattere le lunghissime trafile, assicurare una disponibilità continuativa della cannabis e ridurre gli alti costi che attualmente corrispondono a circa 90€ al mese per una dose di 30 milligrammi giornalieri, spese dovute appunto all’importazione della cannabis dall’Olanda dove è già possibile da tempo curarsi con farmaci a base di tetraidrocannabinolo (THC). La cannabis verrà consegnata alle farmacie in barattoli da 5 grammi, queste provvederanno successivamente a fornire ai pazienti, dietro ricetta unica non ripetibile e sotto forma di bustine simili a quelle del tè, in capsule o buste pronte per la vaporizzazione, la marijuana per uso terapeutico.

La Toscana, grazie a questo progetto pilota, potrà rappresentare uno degli avamposti italiani riguardo la prescrizione e la somministrazione di cannabis terapeutica.

Nelle altre regioni italiane dove è possibile usufruire di cannabis ad uso terapeutico, tuttora il problema principale rimane trovare medici disposti a prescriverla e reperire il farmaco presso le farmacie galeniche (non c’è una lista ufficiale) che arrivano a far pagare le inflorescenze tra i 30-70€ al grammo.

terapeutica.infoL’autoproduzione potrebbe essere sicuramente una delle soluzioni ai costi elevati e alla difficile reperibilità della cannabis, il tabu riguardante l’utilizzo di questa pianta sta via, via lasciando il posto all’informazione e alla riforma dei piani legislativi di molti paesi del globo. La speranza è che almeno per quanto riguarda l’uso terapeutico della marijuana si possa giungere entro tempi rapidi ad un piano di utilizzo concreto, funzionale e funzionante.

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