La storia della carota in un vaso di casa

Le carote coltivate nel proprio orto non hanno nulla a che vedere con quelle che si acquistano. Si sa che questa varietà sia il frutto del volere della supremazia occidentale, ma non si sa esattamente il perché. Il colore arancione prese piede in Olanda, si ritiene a causa del nazionalismo olandese

carote13333Le carote coltivate nel proprio orto non hanno nulla a che vedere con quelle che si acquistano. Scegliete le varietà precoci come “Nantes” e “Amsterdam Forcing”, ma se siete in vena di esperimenti, le “Rainbow Mix” sono viola, gialle, bianche e arancione, mentre la “Paris Market”, che assume una forma rotonda, può anche crescere in cassette per davanzali poco profonde.

 

Piantate i semi da metà primavera, radi e poco coperti di terriccio, in vasi larghi e piuttosto profondi. Se riseminate una nuova fioriera ogni volta che una pianta di carote mette le sue prime vere foglie, riuscirete ad averle per tutta l’estate. Le carote non necessitano di un terreno ricco e nemmeno di molta acqua come altre specie, ma hanno bisogno di un buon drenaggio: mischiate la sabbia da giardinaggio con il terriccio universale (in proporzione di 1 a 4 circa). Quando le piantine sono grandi abbastanza da poterle prendere in mano, distanziatele di 5 cm circa. Sradicate le carote quando avranno raggiunto dimensioni accettabili, di solito dopo due o tre mesi.

Carote e tageti in una vasca variopinta

Le foglie piumate delle carote stanno bene insieme ai tageti di un colore arancione brillante. Per coltivarli sono perfette le fioriere di gomma o di plastica perché sono leggere e colorate.

Cosa vi serve 

– 1 fioriera di plastica o simili

– Trapano con punta da 3 mm

– Cocci di terracotta, polistirolo o argilla espansa

– Terriccio universale

– Sabbia da giardinaggio

– 1 confezione di semi di carote e 1 di semi per tageti (Calendula officinalis)

– Sabbia per sementi

Come farlo

Praticate con un trapano 10 buchi (di 3 mm) nella base della fioriera. Aggiungete uno strato di pezzi di polistirolo o di argilla o di cocci, prima di riempire il contenitore con un miscuglio di 3/4 di terriccio e 1/4 di sabbia da giardinaggio, quasi fino al bordo.

Mischiate i semi di carote e una manciata di sabbia asciutta. Spargetene uno strato sottile sulla superficie del terriccio, poi lavoratelo con le dita in modo che i semi siano nascosti. Con un dito, praticate una dozzina circa di buchi nel terriccio, profondi 1 cm circa, mettete un seme di tagete in ciascun buco e coprite di compost. Bagnate con cura e collocate in un punto soleggiato. Diradate le carote lasciandole a 5 cm di distanza e mangiate crude in insalata quelle che avete tolto, avranno un sapore del tutto inaspettato!

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Un tempo se ne trovavano di bianche, viola, rosse, gialle o perfino nere.

 

 

 

 

ORIGINI

Le origini della carota vanno cercate in estremo oriente, secondo alcuni autori, o nell’area del Mediterraneo, secondo altri. Deriva come sempre da una specie spontanea, che venne addomesticata per la prima volta in Afghanistan circa 5000 anni fa. Conosciuta dai greci e dai romani, fu a lungo messa in ombra dal successo delle rape e della pastinaca, con cui spesso veniva confusa, tanto da rendere difficile la lettura dei testi storici: difficile capire di quale specie stiano parlando. La radice di pastinaca è spesso menzionata negli scritti dell’epoca classica e spesso le due parole venivano utilizzate in maniera interscambiabile tra loro, così da condurre alla confusione quando gli scrittori del Medioevo dovettero tradurre. La diffusione della carota fu lenta, ma nel periodo rinascimentale iniziò a essere ampiamente apprezzata, fino alla comparsa della dolce e croccante carota arancione nel XVII secolo a opera degli olandesi. Da quel punto in poi la strada del successo fu spianata.

I dati storici indicano che il colore principale è stato selezionato in modo differenziato nel tempo e per aree geografiche, l’arco di tempo e le regioni geografiche della prima coltivazione tuttavia non sono chiare.

 

Carrot-Yellow-Pak-Sherbert

La pigmentazione delle radice dipende dalle quantità di carotenoidi presenti in combinazione di bianco, giallo, arancione e rosso e internamente per il viola e il nero. La carota arancione, ora così familiare, una volta era considerata una novità. Infatti questa tipologia fu coltivata per la prima volta poco più di 400 anni fa. Fino ad allora, la varietà viola era quella dominate, sebbene abbiano largamente studiato la storia della carota, nessuno ha ancora risolto definitivamente l’enigma delle origini della carota arancione.

Si sa che questa varietà sia il frutto del volere della supremazia occidentale, ma non si sa esattamente il perché. Il colore arancione prese piede in Olanda, si ritiene a causa del nazionalismo olandese. Si tramanda, senza fonti certe o documentazione, che il colore arancione della carota fu sviluppato per onorare Guglielmo d’Orange e la sua casa reale essendo stata sviluppata durante il suo regno. Questo mito è stato erroneamente ripetuto nel tempo, finendo per essere preso per vero. La spiegazione più vicina alla realtà è che gli olandesi avessero adottato l’arancione come loro colore nazionale, poi aggiungendo anche le carote arancioni alla lista di oggetti dedicati alla famiglia reale. Dunque la carota arancione venne prima, mentre la dedica alla famiglia reale in tempi successivi.

Il colore originale della carota variava dal bianco sporco al viola rosato. Sia la carota che la pastinaca avevano forma e colore simile, perciò è comprensibile la difficoltà per gli antichi nel distinguerle, contaminando il percorso storico di entrambe le specie di ortaggi.

Allo stato spontaneo la carota è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone aride e sassose ma anche in tutti gli ambienti rurali e perfino alle periferie cittadine.

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Adelaide – GiardinaggioIndoor.it

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