EC/TDS e pH cosa sono e come si controllano

Power of hydrogen (pH) e solidi totali disciolti (TDS), oltre ad essere due metodi per misurare la qualità dell’acqua, sono due aspetti molto importanti del giardinaggio. Padroneggiare queste misurazioni è, in un certo senso, poter decidere delle sorti del vostro raccolto.

scientist pHCi sono molte cose che influenzano la qualità della fornitura d’acqua del vostro giardino, partendo da quello che c’è nell’impianto idrico cittadino fino ad arrivare agli elementi utilizzati durante la fertilizzazione. Power of hydrogen (pH) e solidi totali disciolti (TDS), oltre ad essere due metodi per misurare la qualità dell’acqua, sono due aspetti molto importanti del giardinaggio. Padroneggiare queste misurazioni è, in un certo senso, poter decidere delle sorti del vostro raccolto.

Molti dei problemi riguardanti la qualità dell’acqua che gli appassionati di giardinaggio di tutto il mondo si trovano ad affrontare, derivano direttamente da ciò che esce dal rubinetto. I comuni sono obbligati ad avere norme sulla sicurezza abbastanza severe al fine di salvaguardare il consumo domestico dell’acqua. In generale, gli esseri umani non sono influenzati così negativamente dall’acqua con un pH elevato, ma le piante spesso lo sono. Tuttavia, alti livelli di sali minerali disciolti nell’acqua di rubinetto, possono certamente essere un problema sia per la vita degli esseri umani, sia dei vegetali, ma rimuoverli impone dei costi abbastanza elevati. Questi due valori, pH e TDS, regolano molti degli aspetti concernenti crescita e vigore delle piante.

TDS (solidi totali disciolti) misura la presenza di vari e differenti sali presenti nell’acqua. Questi minerali disciolti non possono essere rimossi filtrandoli in maniera tradizionale, ma solo attraverso l’utilizzo di una membrana, con il processo di osmosi inversa o con quello della distillazione. La quantità dei TDS presenti nel terreno di coltura si muovono parallelamente a quello dell’acqua. Utilizzando acqua con alti livelli di TDS e pH per il substrato, il sistema radicale potrebbe avere problemi nell’assorbimento delle sostanze nutritive applicate. Se l’acqua fornita è troppo acida (pH è troppo basso), l’assorbimento dei nutrienti sarò influenzato negativamente.

Se si inizia a coltivare con grossi problemi legati all’acqua, state sicuri che sarà una battaglia lunga tutto il ciclo. Nel caso decideste di ignorare questi fattori, pagherete caramente questa decisione. Per fare un esempio, se si vive a Milano, il pH dell’acqua potrebbe essere all’incirca nel range 7,5-7,8; anche se il livello di pH per l’assorbimento dei nutrienti nelle piante è ottimizzato a circa 6,5, questo intervallo non è male. Anche i livelli di sali minerali presenti nell’impianto idrico di Milano sono bassi, con un TDS di circa 50 ppm(parti per milione). Se invece vivete a Ragusa, scoprirete che l’acqua sarà molto diversa, magari con un pH nel range di 8,0-8,3 e TDS in un intrvallo di 600-800 ppm. Ciò è dovuto all’elevato contenuto di minerali nell’acqua che fluisce attraverso il fiume Irminio e il parallelo elevato livello di pH (basico) che caratterizza quell’acqua.

DISPONIBILITÁ DEI NUTRIENTI

Un pH troppo basso o troppo alto, inibisce la maggior parte del ferro, zinco e manganese dall’essere assorbiti dalle radici dei vegetali. Questi micronutrienti sono essenziali per i corretto funzionamento delle funzioni primarie della pianta così come per il gusto finale della coltura, questo è visibile anche dal fatto che il livello di azoto cade quando il pH del substrato o nella soluzione nutritiva è troppo alto o troppo basso. Dal momento che l’azoto è la chiave per una crescita vigorosa delle foglie, i raccolti vengono colpiti in maniera considerevole, per cui è assolutamente essenziale bilanciare i livelli di pH per garantire la presenza di questo nutriente disponibile alle piante.

Il fosforo è il macronutriente chiave che garantisce alla pianta un migliore sviluppo delle radici, dei frutti e dei fiori ed è anch’esso largamente influenzato dalle oscillazioni del pH. In generale, è opportuno anelare ad avere nelle miscele nutritive del substrato un pH compreso tra 6 e 7,5.

Gli ortofosfati (la forma di fosforo assorbita dalle piante) proviene in larga misura dai minerali o dalle risorse organiche già presenti nel suolo o aggiunte durante il processo di crescita. Il ciclo del fosforo non è meno complesso di quello dell’azoto; ci sono molti fattori che influenzano la disponibilità di fosforo nel terreno, ma il pH ha il ruolo principale. Quando i livelli del pH sono bassi, il fosforo in combinazione con il ferro e l’alluminio si combinano. La massima disponibilità di fosforo si ha con un pH corrispondente a 6.5-7.

Un additivo che mi sento di raccomandare sono le ossa, è una formula molto diffusa composta da fosforo (11%) e calcio(22%). La farina di ossa è un derivato di ossa di animali miste a quelle di pesce e comunemente usata in forma di polvere sui tuberi e i bulbi.

Essa contiene inoltre 2% di azoto e molti micronutrienti. Consiglio anche il fosfato monoamminico (MAP), che ha un rating di NPK 11-52-0. Questo è un ottimo rapporto per le piante in fase di radicazione. Mantenere l’intervallo di pH giusto, in concomitanza con bassi livelli di sali nel terreno di coltura, è certamente un buon modo per avere ritmi di crescita sani e frutti grandi e succosi.

SALI PRESENTI NEI NUTRIENTI

I fertilizzanti sono principalmente dei sali, nonostante siano una necessità assoluta, nel corso del tempo possono diventare un problema in quanto si accumulano nel terreno o sulle radici. Questi sali vengono assorbiti dalla pianta e quando sono troppo abbondanti, l’apparato radicale tenterà di respingerli fuori. Questo processo spesso consiste nello spostare questi sali sulle estremità delle foglie. Ecco perché, quando una pianta è over fertilizzata, cioè troppo fertilizzata, i sintomi corrispondono spesso a margini delle foglie danneggiati o apparentemente bruchiacchiati.

Così, se si cerca di mantenere un livello ottimale di nutrienti nelle colture, non saranno certo necessari ulteriori apporti salini provenienti dall’acqua. Un metodo alternativo per fornire sostanze nutritive, non attraverso il substrato o il terreno, è l’applicazione fogliare. Sono disponibili sul mercato formule composte da nutrienti liquidi, create per fornire il nutrimento necessario attraverso tessuto fogliare. Molti coltivatori, sia indoor che outdoor, hanno trovato il loro giusto equilibrio tra fertilizzazione fogliare e radicale, in modo da raggiungere livelli ottimali di nutrienti riducendo al minimo i livelli di sale in eccesso nelle radici.

I sali possono essere dannosi per una pianta in fase di crescita e ancora di più, possono esserlo, per i semi e i baccelli nella fase di sviluppo appena successiva alla germinazione; le radici appena formate di una piantina tendono ad essere tenere e facilmente danneggiabili. Per questa ragione, è importante minimizzare l’uso di fertilizzanti durante questo periodo e nelle immediate vicinanze alla fase di germinazione. Il futuro vigore delle piante, come la speranza di un raccolto abbondante, dipendono proprio da queste fasi.

Alcuni fertilizzanti hanno una presenza di sali maggiore rispetto agli altri, lo si può notare dall’indicatore relativo alla concentrazione dei macronutrienti come azoto-fosforo-potassio, che può rientrare in diversi range. L’azoto, il nutriente necessario allo sviluppo dell’apparato fogliare e dello stelo, è quello più alto, mentre il potassio è generalmente poco più alto in concentrazione rispetto al fosforo, utilizzato per l’irrobustimento e la produzione delle radici, la crescita e lo sviluppo di fiori e frutti.

Dunque, considerando che i semi sono i primi a produrre le radici, il fosforo (con minore livello di Sali) è un nutriente più sicuro è più comodo da usare in questa prima fase. La cosa più sensata è, quindi, tenere fuori dalla fertilizzazione gli altri macronutrienti nello sviluppo primario dei semi.

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CONTROLLARE I LIVELLI DEL PH

Il monitoraggio del livello del pH può essere fatto lungo tutto il ciclo di crescita, mediante l’utilizzo di specifici metri di misurazione. Misurare il pH è la parte più facile, controllarlo invece può diventare difficile. Per nostra fortuna, quando il pH raggiunge livelli troppo alti o troppo bassi, ci sono alcuni metodi per correggerlo, lasciando che i nutrienti continuino ad essere assorbiti dalla pianta. C’è la possibilità di utilizzare composti chimici come acidi per ridurre il pH, o sostanze basiche come l’idrossido di sodio e altri prodotti per rialzarlo. Ancora una volta ricordiamo che la maggior parte delle piante assorbe al meglio i nutrienti, quando i livelli nel terreno o nelle soluzioni nutritive è tra 6-7,5. Questo intervallo è ottimale poiché tutte le sostanze nutritive si rendono assorbibili dalle piante. Il consiglio è quello di incominciare con piccole correzioni, attendere qualche minuto, controllare e ricontrollare ancora.

L’innalzamento del livello del pH può essere tenuto sotto controllo anche mediante l’utilizzo di terreni di coltura che favoriscono l’azione di agenti biologici. Mentre noi lavoriamo ore e ore al fine di ottenere un raccolto soddisfacente, milioni di batteri, funghi e probabilmente insetti o altri organismi lavorano nel sottosuolo, rendendo possibile la buona riuscita della nostra coltivazione.

Questi organismi decompongono la materia organica (abbassando il pH) e trasformando le sostanze nutrienti in forme utilizzabili dai nostri vegetali. Aiutano a costruire un buon campo arato, migliorare la crescita e controllare i parassiti nocivi. Se i livelli del pH sono altalenanti, la cosa migliore è consultare gli altri growers vicini a noi per sapere cosa utilizzano, confrontando le loro correzioni con quelle del nostro giardino.

In aggiunta a questi metodi, ci sono moltissimi prodotti studiati specificamente per aiutare i coltivatori a correggere il pH delle soluzioni nutritive. Impiegare queste sostanze durante la crescita è importante per prevenire dei potenziali problemi. Nessuno vorrebbe che il proprio raccolto, arrivato a maturazione, produca dei frutti che si sviluppano solo nella fase iniziale per bloccarsi poco dopo; mantenere l’intervallo di pH corretto insieme alla scelta di fertilizzanti con bassi livelli salini offrirà grandi benefici ai vostri sforzi di produrre massime rese con raccolti sani e gustosi.

CONTROLLARE I LIVELLI DI TDS

Il controllo dei livelli dei Sali deve avvenire mediante un’attenta selezione e utilizzo dei fertilizzanti impiegati. Una tecnica utile a ridurre le percentuali di sali se in quantità eccessive, è la lisciviazione. Per separare il soluto d’interesse o per rimuovere un componente indesiderato dalla fase solida, quest’ultimo è messo a contatto con un liquido. Quando il solido e il liquido sono in contatto, il soluto, o i soluti, possono diffondere dal solido nel solvente, con conseguente separazione dei componenti inizialmente contenuti nel solido. Questa operazione è chiamata anche flush, l’equivalente di un lavaggio dell’apparato radicale e del substrato dai fertilizzanti in eccesso. Nel processo della lisciviazione, l’aggiunta di gesso (solfato di calcio) in quantità appropriate, al terreno, può portare molti benefici all’area da lavare. Aiuta a prevenire la formazione di croste e i semi ad emergere. L’accumulo di sali in eccesso è anche il motivo per il quale si inizia generalmente ogni nuova coltura con del terreno nuovo.

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EC – TDS

La conducibilità elettrica (EC) della soluzione nutriente per irrigare è espressa in
siemens per centimetro (s/cm), millisimens per centimetro (ms/cm) oppure
microsimens per centimetro (µS/cm).
La misura puo’ essere effettuata con un misuratore di EC .
Quando si aggiungono fertilizzanti all’acqua aumentano gli ioni con carica elettrica.

EC è la misura di tutti gli ioni che conducono elettricità nella soluzione.
Maggiore sarà la quantità di ioni presenti nella soluzione nutritiva, maggiore sarà l’elettricità condotta da quella soluzione nutriente. (aumento dell’EC)

Monitorare il valore EC è determinante, poiché, se la soluzione ha una conducibilità troppo alta, bisogna ridurre la quantità di fertilizzante somministrato e viceversa.

Per capire se si stanno utilizzando troppi fertilizzanti o troppo pochi, è sufficiente monitorare il valore EC della soluzione presente nel serbatoio.
Cominciare ad esempio con una concentrazione di 1.00 EC. Il giorno successivo se il valore è salito (ad esempio 1.4 EC), significa che la pianta assorbe solo acqua e quindi la soluzione
è diventata piu’ concentrata. Bisogna quindi incrementare la quantità d’acqua.
Se il giorno successivo il valore EC è sceso (ad esempio 0.7 EC), significa che la pianta ha assorbito i nutrimenti piu’ velocemente rispetto all’acqua. Bisogna quindi incrementare la quantità di nutrimenti.
Questo dimostra che è la pianta stessa a dirti di cosa ha bisogno!
Non esiste un corretto valore di EC da rispettare ma varia a da giardino a giardino e ogni pianta ha differenti esigenze.
Per convenienza, le misure EC sono spesso convertite in TDS dagli strumenti di misura.
TDS (total dissolved solids) viene espressa in ppm (parts per millions).

Come convertire il valore TDS(ppm) in EC(µS/cm) ?

Moltiplicare EC(µS/cm) x 1000 e dividere 2 = TDS(ppm)
Es.: se il tuo valore EC è 1.2µS/cm
1.2 x 1000 / 2 = 600ppm

Come convertire il valore EC(µS/cm) in TDS(ppm) ?

Moltiplicare TDS(ppm) x 2 e dividere 1000
Es.: se il tuo valore TDS è 700ppm
700 x 2 / 1000 = 1.4µS/cm

Essere un giardiniere professionista e di prim’ordine o un contadino, prima richiede un amore per ciò che si fa e poi un sacco di piccoli aggiustamenti per continuare a migliorare e ottenere il massimo da ogni raccolto. Fortunatamente, ci sono tanti prodotti diversi che vanno dalle sostanze nutritive ai correttori, fino agli strumenti elettronici e i test in grado di dare un grandissimo aiuto ai growers. Continuare sempre le ricerche e non smettere mai di sperimentare, renderà possibile lo sviluppo di tante nuove idee e pratiche necessarie a padroneggiare tutti gli aspetti trattati in questo articolo; coltivare con successo, è una scienza fatta di prendere appunti, leggere e documentarsi, imparando cose nuove da ogni raccolto.

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Adelaide – GiardinaggioIndoor.it

 

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