Coltivare funghi in serre dismesse

Coltivare funghi in serre dismesse

Progetto per avviare la coltivazione di funghi in serre dismesse, rivalorizzando le strutture e introducendo nuove redditizie colture.

Nel gennaio 2011 ha preso il via il progetto dimostrativo “Micelio” finalizzato alla coltivazione di funghi eduli in serra.

Finanziato dalla Regione Liguria attraverso la Misura 111 dei Piani di Sviluppo Rurali (PSR), nato dalla collaborazione tra il laboratorio di Micologia del Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle Sue Risorse (Dip.Te.Ris.) dell’Università degli Studi di Genova, il Centro per l’Istruzione Professionale, l’Assistenza Tecnica (CIPAT) e l’azienda Gelone Davide di Imperia, tale progetto ha la finalità di rivalorizzare impianti da coltura protetta, ormai per lo più dimessi e/o adibiti ad impianti per il fotovoltaico, presenti nel territorio imperiese.

La specie scelta per la coltivazione in serra è il Pleurotus eringii (DC.) Gillet, comunemente conosciuto come cardoncello, questo fungo, molto noto in diverse regioni del sud Italia (Puglia, Sicilia, Sardegna), possiede ottime proprietà organolettiche e, nelle regioni dove è ben conosciuto e ricercato la sua coltivazione è diventata una pratica consueta e significativamente redditizia.
Durante i primi mesi di attività, sono state effettuate le indagini e le operazioni preliminari necessarie per poter rendere le serre floricole idonee alla coltivazione dei funghi. Successivamente, nel periodo primaverile è stata effettuata la prima prova di coltivazione utilizzando pani di substrato già inoculati col fungo cardoncello.

Tale prova ha dato risultati molto soddisfacenti in quanto è stata superata abbondantemente la produzione prevista, questo è imputabile soprattutto al fatto che all’interno della serra i parametri ambientali fondamentali per la crescita del fungo (umidità relativa e temperatura), sono stati costantemente controllati. Durante il periodo tardo primaverile sono state effettuate nel laboratorio di Micologia del Dip.Te.Ris. prove di isolamento e coltivazione del fungo in vitro al fine di isolare un ceppo fungino autoctono, poiché il cardoncello cresce spontaneo anche in Liguria. Infine nelle prossime settimane è in programma una seconda prova di coltivazione, sempre utilizzando pani di substrato già inoculati, con lo scopo di valutare la produzione durante i mesi autunnali.

Lo scopo ultimo del progetto è quello di introdurre la coltivazione di nuovi prodotti, che abbiano un buon riscontro sul mercato e contemporaneamente recuperare serre un tempo impiegate nel settore floricolo oggi in stato di abbandono o con copertura di pannelli fotovoltaici.

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