l’agricoltura biologica è fallimentare?

l’agricoltura biologica è fallimentare?

L’agricoltura biologica salverà il mondo? probabilmente no. Un’analisi lucida sui metodi di coltivazione e la loro sostenibilità su larga scala.

da Wired, di Massimo Sandal

 

Il biologico è il futuro dell’agricoltura o una moda per benestanti occidentali? Spesso si pensa all’agricoltura biologica come alla chiave di volta di un mondo sostenibile.

I prodotti biologici sono però stati già al centro di polemiche sulla loro sicurezza, e al di là di unamiriade di iniziative locali, non era chiaro se sia possibile portare i metodi biologici alla scala di quelli convenzionali. Infatti, un problema essenziale per la sostenibilità è la resa: se per la stessa quantità di cibo devo coltivare (e quindi disboscare, trasformare, umanizzare) il doppio del terreno, è difficile dire che il biologico sia davvero più ecologicamente sostenibile.  chiave di volta di un mondo sostenibile.

L’idea di ricostruire e migliorare con intelligenza sistemi millenari e provati di coltivazione sembra a molti inevitabile per mangiare senza mandare al collasso ecosistemi e senza dipendere dall’industria chimica.

12 Comments on this Post

  1. direi che l’idroponica sarebbe la chiave di volta, se riuscissero ad implementare un sistema riconosciuto come ‘biologico’ di fertilizzanti, so che GHE ne ha a listino un paio, ma non so se siano o meno ufficialmente riconosciuti come tali.

  2. Sì, il BioSevia di GHE è certificato biologico, ma ha costi proibitivi per un utilizzo su larga scala. Non conosco altri prodotti affini. Ad oggi forse sarebbe più importante comprare a km zero piuttosto che investire sul prodotto del market col bollino BIO (che ha costi tali da comparire solo sui prodotti dei maggiori marchi).

  3. Pensavo di no in effetti, per il semplice fatto che ho visto nei vari negozi online che il prezzo del BioSevia era identico ai suoi fratelli non Bio se non addirittura inferiore (non ho idea della resa pero’), un esempio qui:
    http://goo.gl/D9SL5

    Cmq da quello che leggo nel PDF, e’ tutta un’altra cosa rispetto ai componenti non BIO, l’EC ad es. occorre tenerlo tra 0.6 e 0.9, contro gli anche 2.5 ed oltre dell’EC idroponico tradizionale, parlano del concetto di ‘Terra Liquida’ piu’ che soluzione nutritiva, mah…

  4. Su larga scala è fallimentare sia per la minore resa, sia per il fatto che ha comunque un prezzo elevatissimo rispetto al fertilizzante industriale (che non è quello che trovi sugli scaffali del growshop, ma prodotti specifici venduti a cisterne).

  5. Scheda sd

    Io vedo il biologico come mezzo per rendere meno dipendenti i produttori nei paesi in via di sviluppo dalle aziende chimiche. Non è solo una questione di profitto ma anche di autonomia. Stesso discorso vale per i semententi geneticamente modificati e sotto brevetto delle grandi multinazionali. In questo caso bisogna favorire la biodiversità preferendo le piante autoctone (non brevettabili).
    Nora

  6. Ma certamente, si discuteva del fatto che non possa sostituire la coltivazione tradizionale per la produzione su larga scala senza diventare controproducente.

  7. Devo dire che anche io ora che sto smanettando con l’idroponica, soluzione validissima dal punto di vista di resa e risparmio d’acqua, penso al fatto che sono altamente dipendente dai concimi chimici, mi piacerebbe parecchio sapere se c’e’ modo di farseli da se ma la vedo parecchio dura…
    Da questo punto di vista, sarebbe da approfondire la bioponica, ovvero la coltura mista pesci/piante, il cibo per pesci penso sia molto piu’ facilmente trovarlo…

  8. Quello di cui parli tu è l’acquaponica, effettivamente una delle migliori tecniche per l’autosostentamento e anche unico metodo per affrancarsi quasi totalmente dall’acquisto di prodotti da terzi.
    La bioponica è la coltivazione fuori suolo con concimi biologici, costosa e difficile da perseguire.

    Guarda che bello questo semplice progetto:
    http://www.giardinaggioindoor.it/2010/08/31/acquaponica-idroponica-ed-energia-solare-in-casa/

    e questo, ormai un’attività avviata che è iniziata con un privato che si è rimboccato le maniche
    http://www.giardinaggioindoor.it/2008/04/22/acquaponica-australiana/

    qui invece non si tratta di fuori suolo ma di una micro fattoria pensata per realtà piuttosto estreme, in cui si autoproduce tutto:
    http://www.giardinaggioindoor.it/2006/09/14/idroponica-contro-la-fame-nel-mondo-hydro-for-hunger/
    (istruzioni, schemi e dettagli -in inglese- sono qui: http://www.microfarms.com/technical/microfarms/microfarmpage1.htm )

  9. Si avete ragione scusate, acquaponica, ma quello che mi chiedo io e’ come ‘dimensionare’ acqua e pesci ?
    Mi spiego, XX pesci quante piante sostengono ?
    Poi inevitabilmente la cosa sara’ molto piu’ complessa da gestire perche’ non avremo solo piante da gestire ma anche animali con tutte le cure del caso, malattie ecc…
    Poi non ho idea neppure se il rendimento sarebbe ai livelli dell’idroponica classica (NFT/DWC ecc..)

    (grazie per i link, provero’ a vedere se riesco a tirarne fuori un qualche progettino da fare in casa visto che ho appena terminato questo:

  10. ciao,
    è ben difficile fare il calcolo che chiedi, dipendendo molto dal tipo e dalla dimensione delle piante, dei pesci e dal clima. I professionisti stessi suggeriscono di provare partendo con pochi pesci e aumentandone gradualmente il numero.
    Qui
    http://www.backyardaquaponics.com/component/content/article/4-home/aquaponic-information/45-fish.html

    si parla di 70 trote in 5000 litri d’acqua.

    Molto bello il tuo sistema, ottima la realizzazione e interessante anche il video, ti dedico il prossimo post 🙂

  11. Diamine, dedica parecchia acqua ad ogni pesce, in giro leggevo 10Lt/pesce quindi in 1000Lt ci dovrebbero stare 100 pesci… cmq mi sto facendo una cultura 🙂
    Mi sono anche abbonato al magazine ieri del link che hai postato sopra (http://www.backyardaquaponics.com), sono fatti molto bene anche se in inglese.
    Grazie per l’articolo che farai allora, non puo’ che farmi piacere 😉
    Toh, usa questo che mi sembra un attimo meglio: http://www.youtube.com/watch?v=Zw1i3FwVswg
    E grazie anche per il link all’articolo dei pesci, molto interessante ! 🙂

  12. Dipende dai pesci, lì si parla di trote da mezzo chilo.
    Tieni presente che puoi volere i pesci solo per la fertilizzazione e a scopo decorativo o, avendo la possibilità, allevarli per la carne; ovviamente quest’ultima ipotesi richiede risorse molto maggiori.

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