Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it
Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.
Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell’esempio di idroponica semplificata:
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A Brescia torna Fiorinsieme, e la città si trasforma in un maestoso parco all’insegna della Biodiversità
Ambiente, ecosistema, giardino sostenibile. Sono le parole chiave della terza edizione di Fiorinsieme. Dal 3 settembre al 3 ottobre torna infatti la manifestazione organizzata dall’Associazione Florovivaisti Bresciani in collaborazione con il Comune di Brescia che gli scorsi anni ha vestito di verde le più importanti piazze cittadine bresciane e che anche questo autunno trasformerà Piazza Paolo VI in un maestoso parco verde ricco di piante, alberi e giardini delle più belle specie e varietà.
La storica Piazza del Duomo di Brescia vedrà nascere oltre 1200 metri quadrati di giardini verdi, offrendo al visitatore una visuale unica data dallo strano ma efficace binomio di elementi urbani e elementi naturali, geometrie e colori di portoni e palazzi a fare da scenografia agli splendidi giardini.
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Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l’autosufficienza e l’iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.
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L’accordo affida all’Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione
del tessuto sociale della città.
L’Aquila, 3 giu. – (Adnkronos) – Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell’Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono giunti a stipulare un Protocollo d’Intesa.
L’accordo, firmato ad Assergi, dall’Assessore Comunale competente, Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida all’Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell’esperienza profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2, Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito 3), secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città.
Coltivare pomodori è un po’ un classico: non c’è orto dove manchi questa pianta, sia esso all’aperto, in serra o sul balcone di casa.
Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.
Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.
E ‘importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito, prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e peperoni sono sensibili agli stessi problemi.
Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi e come procedere.
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Come riportava il New York Times qualche tempo fa, è ormai cosa nota che la piaga della malnutrizione e di quella che generalmente viene
chiamata fame non colpisce solo il Terzo Mondo.
Negli Stati Uniti è ben visibile nelle zone più povere lo stretto rapporto tra crescente obesità e scarso accesso al cibo.
La carenza di nutrimento e l’obesità possono colpire non solo persone che vivono nello stesso ambiente, ma anche sotto lo stesso tetto o, di fatto la stessa persona.
Oggi infatti, in molti Paesi, sovrappeso patologico e denutrizione sono due lati della stessa medaglia; le fasce della società a reddito più basso sono più colpite da cattiva nutrizione e di conseguenza oggi i poveri americani senza accesso al cibo non sono magri come ci si aspetterebbe, ma grassi.
Il cibo fresco e nutriente è un lusso che alcuni non si possono permettere. Nei supermercati del Bronx abbonda solo junk food economico, per le strade è possibile comprare a poco prezzo cibo ricco di calorie e privo di valore nutritivo.
Non è dunque solo la difficoltà nell’accesso agli alimenti ad aumentare sempre più le schiere degli affamati del mondo, ma anche l’accesso al cibo sbagliato.
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Un vero e proprio tour che percorrerà tutta la penisola, per raccontare il mondo dei fiori, del verde e delle piante in compagnia dei più famosi floral designer.
Milano, maggio 2010. Da Milano a Genova, passando per Firenze, Roma, Napoli, Lecce e Palermo. Incontri con esperti internazionali, confronti con appassionati dal pollice verde e dimostrazioni floreali dei più noti floral designer nazionali e internazionali. Si chiama “FlorAvventura” ed è il primo “floreality show” on the road sul mondo dei fiori che partirà da Milano il prossimo 2 giugno per concludersi il 20 giugno a Genova. Un vero e proprio giro d’Italia attraverso il mondo dei fiori e delle piante che andrà in onda su Florasat.tv, la web tv dedicata interamente al mondo dei fiori e all’agricoltura floreale. Un modo tutto nuovo per conoscere il Belpaese attraverso rose, orchidee, gardenie e lillà.
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A Calvi dell’Umbria (TR) nei giorni 11 e 12 Settembre 2010,mostra-mercato di florovivaismo “Tra pomi e fiori ”. L’evento, il primo del genere svoltosi in Umbria e giunto alla sua X edizione, avra’luogo nel centro storico che nei due giorni della manifestazione sara’animato dalla presenza di vivaisti selezionati,provenienti da diverse regioni italiane che metteranno a disposizione dei visitatori le loro produzioni e la loro esperienza , tali da soddisfare un po’tutti gli appassionati di giardinaggio e del mondo del verde.
Nelle vie e nelle piazze del centro gli agrumi, le rose le piante da frutto, i rampicanti, gli arbusti inusuali, le succulente, le carnivore, le tillantsie, le orchidee, le peonie ,le acidofile,le erbacce perenni,le salvie ,i pelargoni e quanto altro la stagione puo’ offrire faranno a gara per offrire uno scenario verde davvero speciale.
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Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.
Se l’idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.
Ad ognuno il suo spazio
Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?
Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.
Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.
Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.
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