Il fattore di potenza nelle colture indoor

E’ disponibile nell’area download il pdf dell’articolo ‘Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l’importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor’, realizzato in collaborazione con Italgrow.

Si tratta di un interessante approfondimento realizzato in seguito alla visita alla fabbrica cinese che assembla le lampade compatte distribuite poi in Europa (da cui il video in questo stesso post).

Il confronto con gli esperti e le analisi effettuate sulle lampade portate come campione hanno condotto ad una serie di migliorie tecniche destinate a migliorare senz’altro il livello qualitativo delle produzioni dei prossimi anni.

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Phytolite, compatte fluorescenti rivoluzionate

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A partire da agosto 2009 la qualità dei prodotti Phytolite è stata radicalmente migliorata.

PCB CIRCUIT DESIGN

La parte elettronica è stata radicalmente modificata allo scopo di raggiungere standard tecnici elevati ed a meglio soddisfare i requisiti CE. A fine di questa comunicazione potrete vedere i files grafici relativi al vecchio e nuovo disegno della scheda elettronica.

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Lotta biologica fatta in casa

attirare insetti impollinatoriDi icecreamterror

Ecco una comoda guida per costruire in maniera facile e veloce una casetta per insetti utili.

Qualcuno si domanderà: perchè mai dovremmo metterci in casa degli insetti, e in che senso sarebbero utili?

Beh, innanzitutto il vostro giardino è un importante rifugio per la fauna selvatica e un ottimo posto per osservarla da vicino.

Immaginate la scena: gli erbivori che tranquillamente brucano, alcuni astutamente mimetizzati per evitare di essere visti, e i predatori che si aggirano cercando l’occasione per piombare sulla sventuarata cena.

Improvvisamente, il carnivoro balza e afferra la preda che si dibatte. Che scena!
Siamo forse nel Serengeti?

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Vecchie lampadine e raccolta RAEE

Come molti avranno letto, dal primo di Settembre le vecchie lampadine ad incandescenza da 100w vanno definitivamente fuori legge.lampadina

E’ quindi permesso ai negozianti smaltire le rimanenze, ma non potranno acquistarne di nuove, favorendo invece la diffusione di alogene e fluorescenti a risparmio energetico. Il divieto di commercializzazione definitivo di questi dispendiosi e poco ecologici bulbi è previsto per il 2011, insieme a quella degli elettrodomestici di classe inferiore alla A.

Partito non proprio sotto i migliori auspici a causa di vari pasticci legislativi fra il governo Prodi e quello Berlusconi negli anni 2007-2008-2009, il decreto europeo è finalmente definitivo, nero su bianco, anche in Italia.

Tutto bene quindi? Beh, no.

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Coltivare funghi in casa

di shesparticular (aka Kate Jackson)

funghi shiitake

funghi shiitake

I funghi forniscono una buona fonte di proteine ed altri nutrienti, oltre ad essere gustosi. Io ho scelto di coltivare le mie qualità preferite: Shiitake e Oyster. Si tratta di funghi assai diversi tra loro quanto a sapore e aspetto.

Ovviamente ci sono tantissime altre varietà tra cui scegliere, la maggior parte delle quali possono essere coltivate senza grossi problemi seguendo gli stessi criteri. Sarà sufficiente informarsi sul tipo di substrato preferito dal vostro fungo e sarete a posto.

Il medium di coltivazione sarà scelto anche in base allo spazio a disposizione, oltre alla varietà di funghi da coltivare.
Io ad esempio vivo in un monolocale in città, senza spazio esterno, e non ho quindi molto spazio da dedicare alla coltivazione nel mio appartamentino.

Si possono trovare online molti kit completamente pronti per avviare la coltivazione.
Il substrato è composto da segatura, mais o trucioli in sacchi o scatole; oppure ci sono vecchi ceppi di legno preinoculati con le spore. Avendo tempo e spazio e la possibilità di procurarsi pezzi di legno di ciliegio o rovere si può anche provare ad inoculare da se’ le spore.
Io ho deciso di fare un po’ a modo mio e, come vedrete, di utilizzare anche un rotolo di carta igienica.

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Frutta e verdura idroponica sullo scaffale

frutta_idroponica_sugli_scaffaliRaccogliere frutta e verdura direttamente dalla pianta è il sogno di molti cittadini che sognano cibo biologico e contatto con la natura.
Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.
L’idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.
All’interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant’altro.
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l’utilizzo di substrato.
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Il design incontra la coltivazione idroponica

…E come spesso accade in questi casi entrambi si avviano a braccetto verso gli affollati lidi dell’inutilità.micro-idroponica

Dopo il drammatico Hydroponic Garden, ecco qui un nuovo simpatico gadget dedicato alla coltivazione di piantine aromatiche e fiori.

Vorreste forse esporre agli occhi critici dei vostri ospiti banali vasetti di terra? Magari vorreste germinare in antichi, obsoleti, esteticamente inappaganti blocchetti di torba, rockwool o altri pratici materiali?

Macchè. Il trend è quello dell’oggetto di design, quindi spendete le vostre 35 sterline (40 euro circa, più spese di spedizione) e compratevi questo oggetto a metà tra il tostapane e la teiera elettrica, che grazie ad un’avanzata tecnologia concepita addirittura dalla NASA (cioè l’idroponica) vi permetterà di germinare i vostri semini (non compresi).

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BioSevia, biologico in terra ed idroponica

biosevia_terra

I pregi dell’idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.
Il cruccio degli amanti dell’idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell’agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.

Il problema è stato studiato a fondo dall’azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.
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Foraggio idroponico

foraggio-idroponicoSembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l’alimentazione animale.
L’apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.

Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all’interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.

Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.
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Gli ormoni radicanti nelle talee

di Lorenzo “Lollo” Lettiniormone radicante per talee

www.growshopanovara.com

Oggi spiegheremo a tutti coloro che si sono avvicinati da poco al mondo del taleaggio e volessero riprodurre nel proprio orto, nella serra o nello spazio indoor qualche pianta senza partire dal seme che cosa è utile usare per ottenere una sicura e veloce radicazione.

Esistono in commercio diversi prodotti chimici e di estrazione organica che usati con una tecnica ben precisa (il pennellamento della base della talea) servono a favorire l’attecchimento e quindi la conseguente radicazione delle nostre talee.

Questi prodotti si chiamano o sono conosciuti come ormoni radicanti; aiuteranno le talee difficili o provenienti da piante non idonee al 100% al taleaggio nello sviluppo delle prime radici. Inoltre  un corretto trattamento ormonale  aiuterà anche in fase di crescita le talee a mantenersi sane e predisposte ad un’ottima crescita.

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