Guida alla coltivazione indoor

Guida alla coltivazione indoor. Gestire temperatura, umidità, illuminazione, ph ed EC nelle coltivazioni in interni.

coltivazione indoorE’ noto come sia assolutamente necessario mantenere alcuni fattori ambientali sotto controllo nella coltivazione indoor.
Vediamo come gestirli al meglio per avere risultati di assoluta eccellenza ed ottenere il massimo dalla nostra coltivazione.

Durante la fase di crescita è bene  che le ore di luce quotidiane siano 18-20. All’avvio della fioritura bisogna passare drasticamente a 12 ore, per simulare l’arrivo dell’autunno.
Dopo circa tre settimane di fioritura si potrà aggiungere un quarto d’ora di luce ogni 2 giorni, per arrivare a 13 ore di luce alla fine della terza settimana di fioritura. Questo, sebbene in natura le ore diurne vadano calando e non aumentando, è un piccolo trucco che permetterà di accelerare i tempi di raccolta.

E’ fondamentale però non esagerare e non superare le 13 ore, pena lo stress della pianta e un sicuro peggioramento delle sue condizioni generali.

Durante la crescita la temperatura va mantenuta il più possibile costante sia di giorno che di notte per stimolare la produzione di ormoni della crescita responsabili di una rigogliosa chioma e di radici sane.
Il clima ideale si aggira sui 24 gradi, ricordando che la stabilità e la costanza sono più importanti della temperatura precisa. Non battagliate quindi per ottenere il fatidico 24, causando magari continui cambiamenti a colpi di ventilatori e riscaldatori.

Durante la fioritura la temperaturà andrà differenziata per sottolineare l’escursione termica fra giorno e notte. Potete orientativamente portarla a 27 durante le ore di luce e a non meno di 20 durante il buio, stimolando l’attività degli  ormoni della fioritura.
L’utilizzo della luce è fondamentale, e a partire dal terzo giorno di crescita le piante necessitano già di tutta l’illuminazione disponibile. Uno sviluppo sano e veloce si ottiene lavorando al meglio fin da subito.
Non commettete l’errore comune di volere risparmiare qualche soldino ritardando l’accensione delle lampade, magari accendendone soltanto una.
La luce fornisce alle piantine l’energia necessaria alla crescita, e una fase iniziale indebolita da un apporto di luce crepuscolare può segnare negativamente tutto il ciclo.
Se li avete a disposizione potete tamponare le spese con l’utilizzo di neon durante questa primissima fase.

Anche l’umidità è importante, assicuratevi che l’ambiente abbia almeno l’80% di umidità. La scarsità di fogliame sulle piantine piccole non permette una grande traspirazione.
Potete utilizzare piccole serre o teli di plastica per favorire un microclima idoneo, tenendo presente che dimensioni devono essere adeguate e permettere la circolazione dell’aria all’interno.
Non utilizzare ventilatori, troppo aggressivi per le giovani piantine, ma permettere il ricircolo dell’aria forando la parte superiore della serra.
Per ogni pianta in più va considerato un aumento nei giorni necessari alla crescita, a causa della condivisione delle risorse.

Dopo un paio di settimane al massimo, con le piantine ben formate, è necessario passare ad un’illuminazione completa e diretta.
Togliete le piante dalla serra/vivaio appena sviluppano le prime foglie.
Se disponete di lampade HPS studiate il punto più vicino che le piante possano sopportare senza ustionarsi o arricciare le foglie a causa del calore.
Dovrete anche monitorare e correggere umidità e temperatura, che verranno alterate dal forte calore delle lampade, agendo sulla ventilazione.
Se invece siete dotati di lampade fluorescenti compatte tipo Phytolite potrete tranquillamente posizionarle a pochi centimetri dalla cima delle piante, poichè i bulbi risulteranno appena tiepidi.
In questa fase è importante anche il nutrimento, accertatevi di utilizzare correttamente stimolatori delle radici e fertilizzanti per la crescita.
Una corretta somministrazione di nutrienti influenza anche i valori di pH ed EC, lo sviluppo della fauna di microorganismi benefici, la fotosintesi e la resistenza agli attacchi da patogeni.
E’ buona regola somministrare la soluzione nutriente sempre alla stessa ora, meglio di sera prima di spegnere le lampade.

Se la soluzione non viene preparata al momento ma è disponibile in un serbatoio (nel caso dell’idroponica o di sistemi automatizzati) bisogna mantenerne la temperatura costante (ottimale a 22 gradi) perchè non si degradi.
Una buona idea sarebbe attrezzarsi anche di una pompa per mantenere l’acqua in  movimento garantendo che i fertilizzanti non si depositino e di un ossigenatore (o una “caduta a cascata” dell’acqua) per un tasso di ossigeno sempre perfetto.
Quando si effettuano la misurazione del pH e dell’EC pompa e ossigenatore vanno spenti.

Monitorare l’acidità e l’EC della soluzione nutritiva è obbligatorio qualunque sia il sistema di coltura, se si vuole raggiungere un risultato professionale.
In caso di colture con supporto è bene misurare anche il pH del substrato.
Questo fattore influisce incredibilmente sulla vita della pianta: anche quando il valore non è così inadeguato da rendere evidente la sofferenza sulle foglie, può influire sull’assorbimento dei nutrienti, rendendo la crescita stentata e lenta.
L’acidità è influenzata anche dai fertilizzanti: ecco perchè è necessario effettuare misurazioni ad intervalli regolari ravvicinati e rispettare scrupolosamente i dosaggi, evitando interazioni fra marche diverse o prodotti appartenenti a linee differenti.
Anche alcune carenze di altri elementi, come il calcio, possono contribuire ad alterare il pH. Attenzione dunque agli integratori.

Se le piante sono sofferenti i segnali non mancano, bisogna solo interpretarli.
Se le foglie si arricciano ad esempio potrebbe essere un segnale di eccessiva evaporazione. Controllare quindi che l’irrigazione sia sufficiente, che l’umidità sia nella norma e che l’EC non sia troppo alto, comportando un trasporto troppo lento dell’acqua alle foglie.
Parti rossicce possono indicare clima troppo freddo, alcalinità o carenza di fosforo.
Foglie gialle possono essere normali verso la fine del ciclo, ma possono indicare anche pH basso o temperatura eccessiva. Anche alcuni attacchi parassitari possono far deperire le foglie.
Foglie verde scuro con piccioli rossicci segnalano un eccesso di manganese.

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