Idroponica: un sistema casalingo (parte 1)

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano, utilizzando materiale riciclato.

sistema_idroponico_casalingodi Nathan Williams.

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!

Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.

Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.

Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande!

Eccoci dunque alla realizzazione del mio giardino idroponico, spero possa essere d’ispirazione ad altri, è un hobby interessante e divertente!

Prima di passare al sodo, ancora un paio di appunti.

L’idroponica non è solo un passatempo costruttivo, è anche decisamente “verde”. Premette un risparmio idrico notevole (solo il 10% dell’acqua utilizzata in terra) e dona raccolti più abbondanti grazie alla continua disponibilità dei nutrienti che caratterizza questa tecnica.

Inoltre essendo un sistema chiuso non inquina l’ambiente e minimizza le infestazioni, abbattendo i consumi di antiparassitari chimici.

E’ possibile utilizzare materiale riciclato come tubi di PVC, vecchi box in legno o altro materiale di recupero, e il consumo elettrico è minimo e limitato alla pompa da 18w (circa il consumo di una lampadina fluorescente a risparmio energetico, e circa un terzo del consumo di un AeroGarden).

Per quel che concerne la luce, niente batte il sole. Gratis, efficiente e sicuro, fornisce esattamente lo spettro che le piante hanno imparato ad usare nei secoli.

Crescendo verdura mi trovo a dover comprare meno cibo, che non dovrà quindi viaggiare su camion attraverso il Paese.
Niente confezioni, e niente trasporto dunque: quello che mi coltivo è il cibo più “verde” presente nella mia cucina.

COSA SERVE

strumenti_costruzione_sistema_idroponicoEcco una lista abbastanza esaustiva:

– Tubi in PVC. Io ne ho avuto uno belo lungo in regalo da un amico, e ne ho acquistati due pezzi pre-tagliati dal ferramenta.

– Tappi. Un modo economico per sigillare i tubi sono gli appositi coperchi (chi l’avrebbe immaginato eh?)

– Secchio. Il serbatoio dove l’acqua parte e torna. Deve avere una buona capacità per evitare che la pompa giri a secco.

– Pompa ad immersione. Io ne ho presa una da 18w, il modello da laghetto. Meglio sceglierla completamente in plastica, le parti in metallo vengono più facilmnete corrose dai sali presenti nei fertilizzanti.

– Bicchieri di plastica. Saranno la nuova casa delle vostre piantine. Prendetene più che potete, probabilmnete dovrete distruggerne un paio per prendere le misure.
Non scegliete quelli trasparenti, la luce promuove lo sviluppo delle alghe.

– Silicone sigillante. Dovessi ripartire da capo opterei per delle guarnizioni, ma il silicone fa comunque il suo lavoro e torna utile averlo a portata di mano in caso di fessure e piccole perdite.

– Manichetta da giardino. Un amico ha insistito perchè usassi un pezzo del suo costoso tubo per innaffiare perchè più flessibile. Aveva ragione, ma siccome non era abbastanza per finire il lavoro ne ho acquistato anche un po’ del tipo più economico.

– Sega. Utile per tagliare i tubi in PVC se non li avete acquistati già della giusta misura, e la struttura in legno. In realtà avrei potuto evitare di inserirla nella foto, non si è rivelata così essenziale come pensavo.

piantina_da_trapiantare_in_idroponica

IL CONCETTO

In idroponica tutto si basa sul rifornimento di soluzione nutriente alle radici, assicurandosi che ci sia abbastanza ossigeno perchè queste non “affoghino”.

Qui stiamo costruendo un sistema NFT (Nutrient Film Tecnique) usando tubi di PVC.

L’idea consiste nel provvedere un sottile ma costante flusso di acqua in cui si adagiano le radici. Nell’acqua sono disciolti i nutrienti e il fluire costante ossigena la soluzione.

Come supporto per le piante utilizziamo medium tipici dell’idroponica: perlite, vermiculite e biglie di argilla espansa, posti all’interno dei bicchieri di carta cui avemo praticato fori per l’uscita delle radici.

Il substrato andrà sistemato in strati per evitare che quello più fine scivoli fuori dai buchi.

fragole_idroponica_fragole_idroponica

LA SAGOMA DEI FORI

Ora che sappiamo cosa vogliamo costruire e come vogliamo farlo, cominciamo.

Prendiamo un bicchiere di plastica e accostiamolo al tubo in PVC. Decidiamo quanto i profondità il bicchiere dovrà entrare e tracciamo una linea. Dovrà restare un po’ sospeso e non essere adagiato sul fondo, non preoccupatevi, le radici sanno come trovare l’acqua.

Ora tagliamo il bicchiere lungo la linea tracciata.

Su un cartoncino recuperato appoggiamo la parte superiore del bicchiere tagliato e tracciamo il contorno. Tagliamo il cartone seguendo la linea e ricaviamone un buco.costruzione sistema idroponico

Ora misuriamo un nuovo bicchiere (intero) e controlliamo che l’apertura sia della misura giusta e che il bicchiere resti sospeso all’altezza desiderata.

Decidete quanti contenitori volete mettere nei tubi. Io ne ho messi 10 per due tubi e tre per ulteriori due.

I miei tubi sono lunghi un metro, così ho fatto in modo di centrare la mia sagoma in un cartone da 10 cm, facendo un buchetto da entrambi i lati del foro vero e proprio per assicurarmi fossero alla giusta distanza l’uno dall’altro.maeriale costruzione sistema idroponicocostruire sistema idroponico

PRATICARE I FORI

Prima di tutto mettiamo i tappi alla fine dei tubi, per sicurezza.
Prendete un pezzo di nastro adesivo e piazzatelo a tracciare una linea retta lungo il tubo. Servirà per allineare i buchi, non è necessario sia una retta perfetta.

Ora muoviamo la sagoma di cartone lungo questa linea segnando la posizione dei buchetti che avevamo fatto.
Quando ci spostiamo da una posizione all’altra basterà allineare il primo buchetto sulla sagoma con l’ultima tacca tracciata sul tubo.

Una volta finito rimuoviamo il nastro adesivo, ripartiamo dall’inizio e disegnamo i cerchi per i fori.

Ora, col trapano, facciamo dei forellini lungo la circonferenza, molto vicini gli uni agli altri. Spingendo con cautela, lentamente la punta del trapano connettiamo i forellini finchè non sarà possibile togliere la

porzione rotonda di PVC che ci interessa.

Il risultato sarà un po’ grossolano: misuriamo il bicchiere di plastica nel foro e vediamo come sagomare quest’ultimo al meglio perchè serva al nostro scopo. Possiamo montare sul trapano l’accessorio per fresare e ripulire i contorni del foro finchè non siamo soddisfatti del risultato. Questa operazione richiede una protezione per gli occhi e una mascherina per non inalare la polvere di PVC (oppure trattenete il fiato!) e alla fine sembrerete un pupazzo di neve. Indossate abiti adatti!

Ripetete l’operazione per tutti i fori. Per i miei tubi dedicati alle fragole io ho fatto 10 fori, come abbiamo visto.
Sugli altri due ho voluto più spazio (par la lattuga ad esempio) così ho fatto tre buchi, equidistanti.

strumenti per la costruzione di un sistema idroponico

strumenti per la costruzione di un sistema idroponico

STRUTTURA DI SUPPORTO

Abbiamo bisogno di un supporto per i tubi. Niente di particolarmente creativo, non è nemmeno necessario che sia così robusto.

Non tutti avranno a disposizione gli stessi materiali di scarto che ho trovato io, dovrete dare un’occhiata in giro e metterci un po’ d’immaginazione.

Ho trovato un vecchio box per bambini: è piuttosto solido ma non sembra assolutamente sicuro e salutare per un bimbo. E’ tempo di trovargli un utilizzo quindi, invece di buttarlo.

Ho provato a metterlo nella mia serra in giardino e ho visto che entrava perfettamente per metà, fino al cardine. Così ho rimosso la parte dal cardine fino alla parte frontale, poi ho riavvitato quest’ultima. Ho anche

eliminato la parte superiore.

Siccome a questo punto la struttura non si sorreggeva, ho utilizzato le barre metalliche del meccanismo di chiusura come staffe, dopo averle piegate.
Avendone solo due però la struttura restava un po’ traballante.costruzione_sistema_idroponico

SOSTEGNO PER I TUBI

Io ho optato per della rete plastica, del tipo da pollaio, che mi era avanzata da un altro progetto.
Ho cominciato coprendo la parte superiore della struttura portante della mia serra scendendo poi davanti, assicurandomi di formare una pendenza in grado di mantenere i tubi inclinati con un angolo di circa 45° .

Per supportare e sagomare la rete attorno alla serra ho utilizzato quei fili di ferro flessibili ricoperti di plastica utili anche per sorreggere le piante. Ne avevo un grosso rotolo e ne ho fatto ampio uso. Prese le misure, ho tagliato il pezzo della struttura di supporto che avanzava e rimosso i pioli centrali per avere un comodo accesso al secchio (che sarà il serbatoio).

costruzione_sistema_idroponicocostruzione_sistema_idroponico

TRAPANARE I TAPPI

Facciamo un’altra sagoma di cartone, basandoci sulla circonferenza della manichetta.

Meglio tagliare un buco un po’ più stretto della gomma per innaffiare, così questa si adatterà perfettamente senza perdite.
Muoviamoci come abbiamo fatto per forare il PVC, solo mantenendo qualche millimetro di margine considerando la diversa flessibilità del materiale.

Appoggiamo dunque la parte terminale della manichetta sul cartone, disegnamo la circonferenza. Disegnamo all’interno un cerchio leggermente più piccolo e ritagliamolo via. Usiamo la sagoma di cartone per disegnare il cerchio sul tappo del tubo in PVC.
Pratichiamo il foro col trapano.

FISSARE I TUBI

Un foro stretto in cui alloggiare il tubo di gomma potrebbe non essere sufficiente ad evitare che si sfili, e l’ultima cose che vogliamo è trovare acqua sparsa a terra, piante morte e pompa bruciata!

Cerchiamo un cavo rigido, come quello utilizzato per le grucce metalliche, e tagliamone un piccolo pezzetto.
Pratichiamo un forellino attraverso l’ultima parte di tubo di gomma, un paio di centimetri prima della fine.

Inseriamo il pezzetto di metallo attraverso i buchetti nel tubo, dopo avere posizionato quest’ultimo nel tappo in PVC.

Piegando leggermente i bordi del nostro perno metallico ci assicuriamo che non si sfili, tenendo il tutto in posizione.

Un po’ di silicone atossico, da lasciare asciugare la notte, garantirà una perfetta tenuta.costruzione sistema idroponico

Fine prima parte – fonte originale: http://www.instructables.com/id/Hydroponic_Food_Factory/?ALLSTEPS

Liberamente tradotto in accordo con l’autore Nathan Williams

idroponica

21 Comments on this Post

  1. giuseppe

    grande, grazie ai tuoi esperimenti ho realizzato un impianto del tutto analogo! ho avuto dei problemi con i tubi di raccordo, ma ho risolto con dei bocchettoni di inox-lega con guarnzioni in gomma.
    a Presto e grazie!

    Giuseppe

  2. oh ma bene!
    io però ho solo tradotto!
    se vuoi condividere qualche foto o qualche appunto pubblichiamo volentieri, chissa che non sia di aiuto ad altri

  3. ascanio

    ciao, é molto bello e ne sto facendo uno anch’io, dovresti però usare plastiche per alimenti…
    buona fortuna e sarebbe belllo avere qualche impressione da te.
    ciao

  4. ah ma non l’ho fatto io, io ho solo tradotto. Comunque sì, la plastica per alimenti è più sicura. Mandami qualche foto e un paio di righe quando avrai il tuo impianto, mi interesserebbe vederlo.

  5. Grazie per i consigli sull’idroponica e non solo che avete inserito nel sito. Sono una novizia ma molto interessata all’argomento… ho iniziato per caso come hai fatto tu grazie ad una mia amica…

  6. Bel progetto. Desideravo sapere la composizione della SN che hai usato per le fragole. Inoltre in quanto tempo hai ottenuto i frutti? Grazie mille

  7. Ciao,
    io soltanto tradotto, ma l’autore ha utilizzato fertilizzanti per idroponica che aveva già in casa, senza specificare quali.
    Qualunque buona marca andrà bene comunque.
    La guida è stata scritta in concomitanza con la costruzione del sistema, quindi non è dato sapere i tempi. Certo trapiantando le piante saranno stati piuttosto brevi.

  8. giovanni

    Purtroppo le forze dell ordine pensano sempre a merijuana, hanno il pallino.A me hanno sequestrato una growbox. Ma dentro c’erano le piante di mia madre,fragole,altre che non so il nome ,lei le comprava e con una semplice luce da 250W agli ioduri tutto andava bene.

  9. Non credo sia lecito un sequestro se non c’è infrazione della legge, o almeno un fondato sospetto. Comunque una volta chiariti i dubbi sicuramente gli oggetti sequestrati vengono restituiti, quindi non disperare 🙂

  10. giancarlo

    SONO UN NEOFITA DELL’IDROPONICA ED HO COSTRUITO UN SISTEMA OUTDOOR OVE HO PIANTATO FRUTTI DI BOSCO.
    VORREI SAPERE SE IL CONTENITORE DELL’ACQUA CON IL FERTILIZZANTE DI CUI CONTROLLO IL VALORE PH,QUANDO DIMINUISCE DI VOLUME, PUO’ ESSERE REINTEGRATO CON ALTRA ACQUA E FERTILIZZANTI O DEVE ESSERE PRIMA SVUOTATO E POI RIEMPITO NUOVAMENTE.
    GRAZIE
    GIANCARLO

  11. Ciao,
    per sapere come procedere devi misurare l’EC, ovvero l’elettroconduttività.
    In pratica questa operazione ti permette di sapere quanti fertilizzanti si trovano ancora nella soluzione nutriente e quindi se devi aggiungere solo acqua o devi rabboccare con soluzione nutritiva.
    Per ulteriori info dai un’occhiata a questa tabella essenziale e scorri fino alla voce EC:
    http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/12/617/
    qui trovi tutti gli articoli dedicati all’argomento (non sempre sintetici però)
    http://www.giardinaggioindoor.it/tag/misurazione-dellec/

  12. Claudio

    Buon giorno a tutti,
    circa una settimana fa mi è affiorata in mente una vecchia idea, faccio una ricerca sul web e magia trovo il vostro sito!
    Sto visionando decine di video ed ogni volta scopro cose nuove e alla mente affiorano decine e decine di idee e dubbi.
    Uno fra tutti è quello legato all’irrigazione delle colture ed è questo: l’acqua circola in continuazione (quindi le radici sono perennemente bagnate) o l’impianto parte un tot di minuti all’ora?

  13. Ciao!
    no, il flusso d’acqua è regolato da timer, con intervalli di tempo dipendenti dal tipo e dalle dimensioni dell’impianto, dalle piante scelte e dalle condizioni ambientali.

  14. Salve, se è possibile vorrei informazioni incomincia a piecermi l’idroponico, mi trovo in venezuela, avendo a disposizione 500mq ,il clima giorno sole fino a 25° notte fresco a volte 15° bisogna per forza inserrarli? o ad aria aperta va bene? ci vuoel qualche prodotto speciale per l’acqua? come sapere il flusso dell’acqua in tempi etcc.. quanto tempo durano le piantine dopo la prima sbocciatura? non mi ammazzate pero vorrei provare grazie

  15. ciao, se il clima è mite puoi provare un outdoor in piccolo e vedere come va.
    Ogni pianta ha le sue esigenze specifiche quindi devi informarti nel merito, per iniziare potresti indagare nella tua zona e vedere se esistono impianti simili.
    Ti servirà una fonte d’acqua, fertilizzanti specifici, tester pH ed EC ed eventuali prodotti per regolare l’acidità (tutto acquistabile online).
    Ti consiglio di fare un giro sul nostro sito o più in generale su google e farti un’idea di massima prima di mettere in piedi alcunchè.
    Informati magari anche sull’acquaponica (piante e pesci).

  16. Salve ho appena finito di costruire il mio impianto grazie alle vostre indicazioni e stata un pò dura regolare i flussi di acqua in ingresso ed in uscita ma ora sembra funzionare presto mettero’ a dimora le piantine che nel mentre ho coltivato grazie ancora ^^

  17. dammi delle spiegazzione con il doppio sistema pesci e verdura grazie

  18. Giuseppe

    Ciao, sono un ragazzo che insieme ad un amico sta pensando di metter su un’azienda agricola basata sulla coltivazione idroponica di pomodori (2 o 3 varianti).

    Per questo motivo sono estremamente curioso su tutto ciò che attenga a questa tecnica non essendone di certo un esperto.
    La coltivazione sarebbe outdoor, quindi immagino si debba costruire una serra, ma per una coltivazione massiccia quali strumenti e attrezzature mi servirebbero? Ho a disposizione estesi terreni nei quali non arriva però nè acqua nè energia elettrica (per l’acqua ho pensato ad una sorta di cisterna di scorta) e dubito che possano bastare dei tubi in PVC per metter in essere la coltivazione stessa.
    Mi piacerebbe avere informazioni in merito, su quali e quanti strumenti, quali e quanti fertilizzanti e tutto ciò che possa servire.
    Chiedo anche se sia disponibile una sorta di guida per la coltivazione idroponica outdoor per grandi dimensioni, inclusiva di dettagliate misurazioni di ph, EC e quant’altro.
    Grazie!

  19. ciao,
    complimenti per la bella iniziativa, ma per questo tipo di coltivazione ti servono sicuramente l’energia elettrica e l’acqua corrente.
    Esistono soluzioni di basso profilo, chiamate generalmente di ‘idroponica semplificata’ ma sono poco adatte ad una produzione commerciale.

    Non avendo però alcuna nozione specifica sulla coltura su grandi superfici / a fini di lucro, ti consiglio di contattare i maggiori esperti europei nel campo, scrivendo una mail possibilmente in inglese per un consiglio sulle tue specifiche esigenze o anche per curiosare il loro materiale http://it.eurohydro.com/

    Buona fortuna!

  20. Buongiorno ne ho trovato un simile http://www.green-dea.com no e da esterno e per un utilizzo indoor.

  21. grazie fra per il tuo commento! Potrebbe essere d’aiuto per qualcuno che ha intenzione di realizzarlo all’esterno 🙂

Dì la tua!