Pastiglie di CO2

Come usare il biossido di carbonio (anidride carbonica) in pastiglie nelle coltivazioni indoor per incrementare il raccolto.

Il biossido di carbonio, noto anche come diossido di carbonio, ( il termine anidride carbonica è obsoleto, sebbene ancora diffuso) è un ossido acido formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È una sostanza essenziale nei processi vitali delle piante e degli animali ed uno dei principali gas serra presente nell’atmosfera terrestre.

Nelle colture indoor, generalmente, la quantità di CO2 disponibile è alquanto limitata. I normali livelli di tale gas, in camere di coltivazione chiuse, sono inferiori ai livelli riscontrabili nell’atmosfera e questo a causa del limitato ricircolo d’aria e dell’assorbimento continuo da parte delle piante. A volte può essere sufficiente un ottimo impianto di aspirazione/aerazione, ma è una buona idea fornire un supplemento.

Anche in natura succede la stessa cosa, ma qui la pianta può assorbire CO2 attraverso la terra che di norma ne contiene fino al 1-2% grazie alla sua natura organica. Sembra che molte piante abbiano dei meccanismi per assorbire e trasportare CO2 dalle radici alle foglie e fiori per bilanciare la carenza di questo gas nell’aria durante il giorno.

Le piante coltivate indoor hanno tre diverse possibilità per assorbire CO2:

-Con immissione di gas , tecnica molto usata che impiega bombole con valvole a rilascio controllato o nei discutibili metodi fai da te con fermentazione di varie sostanze che produrranno in seguito il gas.

-Attraverso l’acqua di irrigazione che contiene CO2 sotto forma di bollicine che evaporando liberano il gas.

-Attraverso le radici dal sottosuolo dove la concentrazione di CO2 e fino a 100 volte maggiore rispetto all’aria e dove il carbonio (C) è immagazzinato sotto forma di acido malico durante il giorno e la notte, e solo durante la fotosintesi, quindi durante il giorno, viene liberato e convertito per essere usato.

In un’ ampia serie di coltivazioni a scopo scientifico gli studiosi hanno accertato che il CO2 viene assorbito dalle radici in quantità fino al 25% del totale assorbito dalla pianta. A seconda della specie trattata il raccolto può quindi aumentare considerevolmente se il biossido di carbonio viene somministrato in aggiunta a quella presente nell’aria.

Spesso le piante trattate col CO2 sviluppano un sistema radicale più ampio e sano aumentando fino al 30% la produzione di clorofilla. E’ necessario per beneficiare degli effetti del CO2 , aumentare la temperatura della stanza oltre alla quantità di nutrienti nell’acqua di irrigazione, per supplire alla accelerazione del processo di fotosintesi e conseguentemente di crescita. E’ fondamentale avere sempre sotto controllo il valore del pH dell’ acqua e del terreno. Il coltivatore professionista sa bene che senza una regolazione ottimale del pH la crescita delle piante viene rallentata dalla presenza di CO2. Il pH è sempre un fattore importante ma con l’aggiunta di CO2 può divenire parametro critico. Valori di pH uguali o inferiori a 5 inibiscono l’assorbimento del CO2 mentre valori sopra il 7  favoriscono l’ assorbimento ma di fatto bloccano i nutrienti fondamentali per la pianta. E’ quindi basilare tenere il pH compreso fra 5,5 e 6,5 a seconda del tipo di coltura.

Pastiglie di CO2

Per verificarne la buona qualità è utile controllare il residuo di eccipienti. Sciogliete la tavoletta in un bicchiere: se rimangono molte tracce il prodotto è inutilmente saturo di sostanze. Pastiglie che andranno immesse direttamente nel serbatoio contenente il liquido nutritivo devono essere il più pure possibile, per assicurare il migliore rendimento e l’assenza di inquinanti.
Se la tecnica che adottate non vi permette di utilizzare il complemento di CO2 direttamente nel sistema idroponico potrete inserire nella vostra area di coltivazione un contenitore pieno d’acqua nel quale immergere le tabs.
Il risultato sara’ meno evidente in quanto l’assorbimento radicale non avrà luogo, ma se la camera di coltivazione ed il suo ricambio d’aria verranno opportunamente tarati otterrete comunque i benefici indiretti causati dall’assorbimento fogliare.
Prestate attenzione all’eventuale penuria di magnesio nella soluzione nutritiva durante la somministrazione delle pastiglie, causata dalla crescita accelerata e dall’assorbimento amplificato di questa sostanza da parte della pianta.
Potete cercare tabs di biossido di carbonio già addizionate per semplificarvi la vita.

Ricordate: durante la “notte” della pianta l’assorbimento di CO2 si interrompe sia a livello fogliare che radicale, e’ quindi inutile la somministrazione poco prima del periodo notturno. Non c’è il rischio di sovradosaggio,  l’unica controindicazione è lo spreco della sostanza.

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