Luci ed ombre

paragone tra sistemi di illuminazione hps, led, cfl, neon

Test e comparazione delle lampade da orticoltura

Fluorescenti compatte

Come ben sappiamo, l’avvento dei bulbi compatti in orticoltura indoor ha portato delle preziose novità per

tutti gli orticultori esperti e non.
Novità riguardanti facilità di installazione, sicurezza, risparmio ed affidabilità, grazie a delle innovazioni tecniche che sono state ben presto adottate ed utilizzate da una gran percentuale di coltivatori.

Il ballast (alimentatore) contenuto all’interno della base stessa della lampada per esempio, che elimina le difficoltà di installazione e cablaggio degli alimentatori esterni.
O ancora la resa data in termini di Lumens prodotti ed utilizzati, con un’emissione di PAR pari al 100% (ogni singolo lumens prodotto dal bulbo viene assorbito ed utilizzato dalla pianta nel processo di fotosintesi, solo una minima percentuale viene dispersa in calore), che comporta cicli di lavoro a temperature bassissime, permettendoci quindi una manutenzione in tutta sicurezza, senza rischi di ustioni, e anche di poter tenere le lampade anche a pochi centimetri dalle cime delle piante.
Una nuova generazione di lampade quindi, che ha un occhio di riguardo per i risparmi e l’impatto ambientale, una combinazione ideale per i growers più esigenti.

Recentemente si sta affacciando sul mercato una nuova generazione di compatte che uniscono a tutte le caratteristiche tradizionali un’importante novità.
Le linee Agro infatti sono state studiate appositamente per racchiudere in una singola lampada i lumens e la temperatura di colore necessaria per coprire interamente le fasi di crescita e fioritura delle piante.

Mentre normalmente queste due fasi sono gestite con due bulbi separati, con temperature rispettivamente di 6400K per la fase vegetativa e 2700K per la fioritura (si parla di “temperature” del colore contenute nello spettro luminoso della luce), questa nuova generazione di lampade (2100K) riesce a coprire interamente il fabbisogno richiesto dalla pianta durante un intero ciclo, grazie ad uno spettro luminoso ampliato ed arricchito di luce bianca.

Questo ovviamente comporta dei palesi vantaggi, primo tra tutti il notevole risparmio dato dall’utilizzo di una singola unità di illuminazione contro le due utilizzate fino ad adesso, oltre ovviamente ad un’ancora maggior facilità di installazione, ma soprattutto manutenzione.

Già viste nella versione da 250W , siamo in attesa di sperimentare le altre potenze: 125 e 200W.

Lampade a led

L’invasione dei famosi UFO procede inesorabile, e nonostante i prezzi tutt’altro che popolari la richiesta è ancora alta.

Sarà anche merito del design accattivante, leggero ed innovativo, che dona quel non-so-che di avveniristico anche alla più datata growroom, ma la luce dei led sta entrando nelle case di tutto il Paese.

Silenziosa, fredda, versatile e con bassissimi costi di mantenimento che promettono un  ammortizzamento abbastanza veloce del prezzo d’acquisto, la lampada UFO  garantisce  efficienza durante tutto il ciclo di vita della pianta, con un dispendio di soli 90W.

I led impiegati, generalmente 90,  hanno colorazione rossa o blu (Rosso 625-660 nm; Blu 460nm), con proporzione variabile a seconda dei modelli. Producono 2100-2400 lumens e coprono un’area di ben 84 metri quadrati (dice il produttore) se posizionati a tre metri di altezza: chiaramente è sconsigliabile una tale configurazione dell’illuminazione e, come per le compatte fluorescenti, è bene sfruttare al massimo la bassa produzione di calore e sistemare la lampada vicino alle cime.
Sempre secondo i dati comunicati dai produttori, l’UFO sistemato a 2 metri copre 38 mq e da un’altezza di 120cm illumina un’area di 13 mq.
A fronte della ridotta superficie illuminata, con l’abbassamento della lampada si ha un incremento notevole della densità del flusso fotonico.

Anche in questo caso una sola lampada è proposta per tutto il ciclo vegetale, ed è fornita pronta all’uso, senza bisogno di ulteriori accessori quali riflettori, cavi supplementari, alimentatori o altro. Alcune fonti parlano di luce 100% PAR, ma di questo ancora non siamo riusciti a trovare testimonianza attendibile o garanzia del produttore.
Certo è che lo spettro proposto si rivela essere efficiente e privo di elementi dannosi quali infrarossi o ultravioletti.

Queste lampade sono leggere (meno di 4 kg), maneggevoli ( poco più di 40cm di diametro) e assemblate generalmente con materiali di qualità, se avrete l’accortezza di acquistare prodotti certificati e garantiti.
Tutti gli UFO arrivano attualmente dalla Cina, da dove vengono importati prodotti di diversa fascia, dall’economico e pressoché inutile al qualitativamente ineccepibile: attenzione al momento della scelta.


Neon

I cari vecchi tubi al neon restano un buon metodo per mantenere le piante in fase vegetativa, per le talee o per la semina.
Su spazi ristretti i tubi doppi, corti e potenti danno risultati a dir poco sorprendenti, eliminando al contempo qualunque problema di calore e riducendo gli ingombri.
L’acquisto è molto economico, ma ad essere dispendiosa è la struttura necessaria per un utilizzo mirato ed efficiente, ovvero starter, attacchi e soprattutto plafoniera.
Lo spettro proposto non è 100% PAR.

La durata di vita comunque è piuttosto lunga (circa 10.000 ore), il consumo ridottissimo, l’impianto di dimensioni ridotte, ed è possibile trovare tubi con una temperatura di colore adatta alla fioritura.

Si tratta di coadiuvanti, non adatti come unica fonte per una pianta che sta tentando di fiorire, ma potrebbe essere una valida scelta tenere accesso anche il vostro neon terminata la fase vegetativa.

Avere in casa un buon impianto d’illuminazione al neon, foss’anche per le emergenze o per un’improvviso aumento delle piante ospiti può rivelarsi un asso nella manica.

E’ dunque giunta l’ora di buttare le hps?

Vedremo a breve scomparire le hps dalle growroom? Tutte le innovazioni di questi giorni renderanno i vapori di sodio obsoleti?
Forse, ma sicuramente non oggi. Per ottenere infatti fioriture esplosive non c’è ancora niente di meglio delle care vecchie lampadine, 400 o 600 watt, associate ad un buon riflettore.
Sebbene CFL e UFO abbiano ottime rese in fase di crescita, taleggio o germinazione, ancora non soddisfano appieno in fioritura.

E’ possibile sicuramente coprire tutta la vita della pianta con una sola Phytolite 2100k o con una led lamp, e ottenere anche dignitosissime fioriture, ma per alcuni sbalorditivi risultati è ancora bene affiancare alle innovative illuminazioni una cara vecchia HPS a mo’ di booster.

Durante le prove effettuate con piante di peperoncino e ficus l’esperto della Redazione ha confermato la tesi di qualche mese fa: l’UFO resta purtroppo piuttosto caro nell’investimento iniziale rispetto alle performance, che pur mantenendo un profilo alto e costi di mantenimento  contenutissimi (solo 90W, ricordiamolo!),  ha cali di rendimento di un certo peso durante la fioritura.
Se avete grandi spazi dedicati a talee, piante madri, piante verdi o poco esigenti quanto a fioritura prendete in considerazione la sperimentazione di questa lampada.

Le compatte fluorescenti 2100k hanno un costo decisissimamente più contenuto e performance sensibilmente più proporzionate. Sebbene non eclatanti nella fioritura restano un must per tutte le altre applicazioni e consentono comunque l’illuminazione per tutto il ciclo senza problemi.
Nelle settimane in cui è richiesto un aiuto, in caso di piante esigenti,  si può affiancare una hps e anche considerando il costo di acquisto e l’energia consumata da quest’ultima restiamo sempre abbondantemente al di sotto del prezzo della led lamp.

La soluzione compatta + hps resta probabilmente la scelta migliore in assoluto.

2 Comments on this Post

  1. Ciao, vorrei sapere qual è la temperatura notturna ideale per una grow room.
    grazie
    ciao
    Viviana

  2. Ciao, ovviamente dipende dal tipo di piante che coltivi. Come indicazione generale, la temperatura non deve scendere sotto i 20 gradi o salire oltre i 27.

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