Filtri per l’aria, quali e perchè?

Cosa sono e come utilizzare al meglio i filtri nella growroom.

Tutti i grower sanno bene che un ambiente ristretto, umido e caldo, come è per forza di cose la growbox, può in un attimo riempirsi di odori sgradevoli, anche se la ventilazione è buona.
Questo è dovuto spesso alla concentrazione e anche alla tipologia delle piante che coltiviamo. Le rose stesse, al momento della fioritura sprigionano un fortissimo profumo che può rivelarsi talmente intenso da far girare la testa. Alcune verdure emettono odori sgradevoli al momento della maturazione, e in generale è buona norma (e buona regola di vicinato) evitare di rendere partecipe chi ci abita accanto dei nostri problemi di cavolfiori maturi.
Per assicurare aria fresca alle nostre piante infatti ci si affida all’estrattore, che porta l’aria più calda e “viziata” all’esterno e, tramite un tubo flessibile, all’aperto.
Il sistema di aereazione infatti è concepito in maniera che la presa d’aria sia su un lato, in basso, poichè l’aria fredde tende a rimanere vicino al terreno, e l’estrazione avvenga in alto sul lato opposto. Questo garantisce un adeguato movimento all’interno della camera di coltura ed una buona ossigenazione.

Purtroppo questo non risolve il problema degli odori, ecco perchè vanno applicati sugli estrattori appositi filtri ai carboni attivi che assorbono le particelle presenti nell’aria, liberandola all’esterno depurata.
I filtri sono principalmente di due tipi: quelli tradizionali sono grossi ed ingombranti tubi metallici, dotati di un prefiltro e fasciati in uno speciale sacchetto contenente carbone attivo. Questo tipo di prodotto è molto efficiente, ma è difficile da gestire a causa del peso e delle dimensioni. In commercio esistono versioni “light”, che diminuiscono un poco la quantità di carbone e di conseguenza il peso, ma restano poco maneggevoli.
Da qualche anno l’alternativa principale è rappresentata dai filtri “odorsok” (ne avevamo parlato sul numero 5), delle specie di “calzini” realizzati in un materiale intessuto direttamente in fibra di carbone attivo, rafforzati poi da una leggera gabbietta di sostegno e da alcuni anelli da inserire all’interno. Sono lavabili, leggeri e poco ingombranti, ma sono adatti solo a spazi piuttosto ristretti.

Recentemente hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato nuovi prodotti, che sfoggiano un design più accattivante e che si presentano come alternativa e mediazione tra le due tipologie che abbiamo visto.
CarbonActive propone una linea dotata di un prefiltro particolarmente efficiente, che oltre a garantire un maggiore assorbimento permette una vita più lunga al prodotto.
Il peso è decisamente minore rispetto ai cugini, grazie all’impiego di materiali innovativi; tanto per avere un’idea, è possibile gestire 1000 metri cubi all’ora con un oggetto di soli 4 chili, lungo 56 cm.
Esiste anche una linea professionale, pensata per spazi decisamente più vasti, e di concezione senz’altro più robusta ed imponente. Qui le dimensioni si fanno più importanti ma restano comunque contenute: per il filtro da 3000 metri cubi l’ora parliamo di 18 chili e circa 60 cm di lunghezza.

Importante per ottenere validi risultati, qualunque sia il filtro che utilizzate, è attenersi rigorosamente a quanto riportato sulle istruzioni (che come è noto solo un utilizzatore su 5 legge).
Ecco l’essenziale da ricordare:

Spegnete l’estrattore quando fate le pulizie, polvere e materiale dannoso potrebbero ostruire e saturare il materiale filtrante.
Attenzione al tasso di umidità, i filtri non sono anfibi e riportano sempre il tasso massimo oltre il quale è pericoloso attivarli. Niente umidificatori nelle immediate vicinanze ed è buona norma staccare la ventilazione durante la nebulizzazione.
La manutenzione va fatta con regolarità: lavate o sostituite il materiale filtrante e i prefiltri una volta in più piuttosto che una in meno.
Non si fuma nelle growbox e nemmeno vicino ai filtri e al carbone attivo, magari mentre fate la manutenzione.
Se riponete il materiale in attesa della nuova stagione, fatelo con un buon imballaggio, che protegga dallo sporco e dall’umidità, meglio ermetico, Riponete i filtri puliti.
Non montate mai un estrattore con potenza superiore al filtro.

Se avvertite odori fastidiosi, cercate di indagare.
Se come abbiamo visto ci sono frangenti in cui è assolutamente normale, non è affatto usuale sentire odore “di sottobosco”, simile a quello dei funghi se coltivate in idroponica o con terricci abituali, ma è probabile che abbiate un problema di muffa: se le piante sembrano a posto ispezionate il retro dei fogli riflettenti applicati sulle pareti e al pavimento ad esempio, il fondo dei continitori e il substrato.
Odore di marcio: attenzione ai ristagni, se ci sono sottovasi svuotateli, e badate anche al formarsi di alghe e muschi, verificate filtraggi e pompe dell’acqua. Materiale vegetale, come foglie morte, può essere finito ammollo.
Odore di cloro o chimico: l’acqua che utilizzate va lasciata riposare prima dell’utilizzo, perchè il cloro evapori. Fatela riposare fuori dalla growroom, ovviamente.
Odore di pesce: attenzione all’utilizzo di radicanti, probabilmente ne state usando troppo. L’odore, benchè pungente, non dovrebbe ristagnare in una growroom ben ventilata.
Odore di bruciato o di plastica fusa: si salvi chi può. Cercate la fonte immediatamente, potrebbe esserci il rischio di incendio o cortocircuito. Controllate il riscaldatore dell’acqua, potrebbe non essere completamente immerso o essere a contatto con la plastica del serbatoio. Ballast e lampade vanno ispezionati, potrebbe esserci un filo elettrico vicino alla lampadina.
Odore di polvere: controllate accuratamente il filtro e la ventilazione in genere, potrebbe essererci qualcosa che surriscalda il materiale filtrante.
Odore di gas di scarico: a volte se siete a ridosso di strade trafficate può accadere che dall’esterno l’aria inquinata si riversi nella growroom attraverso il condotto di aereazione, quando l’impianto è spento. Considerate la possibilità di dotarvi di valvola di bloccaggio, un dispositivo semplice ed economico che chiude il foro di ventilazione quando il flusso d’aria dell’estrattore non è presente.
Impedisce anche che prassiti, polveri e pollini si infilino nel vostro spazio di coltura, l’installazione è consigliata a tutti.

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