Il cocco come sostituto della terra

Quando si è alle prese con una coltivazione domestica l’uso del terriccio può rivelarsi molte volte scomodo e poco pratico. In questo articolo consideriamo l’uso di un altro substrato come valida alternativa: la fibra di cocco.

L’uso della terra indoor ha una serie di possibili svantaggi rispetto all’uso della fibra di cocco.
La terra sporca: sporca la casa, le mani, gli attrezzi, l’acqua di scolo, i vasi.
La terra indoor può risultare sensibile all’attacco di muffe ed esser ricettacolo di insetti, dalle formiche ai moscerini molti cercheranno riparo all’interno dei nostri vasi. A meno che non si adoperi un terriccio “top” di indiscussa qualità, sarà molto probabile che all’interno vi siano uova di insetti, o funghi patogeni dell’apparato radicale se non marcescenze o muffe. Read more…

Ufo, led e il futuro dell’illuminazione indoor

con la collaborazione di Fabio Casu

Cosa si nasconde dietro la sigla LED?
Si tratta di Light Emitting Diodes, ovvero letteralmente diodi ad emissione luminosa.

Wikipedia ci informa, ad uso degli utenti già edotti in materia: ” LED sono uno speciale tipo di diodi formati da un sottile strato di materiale semiconduttore. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni. Read more…

La permacultura, perchè l’Italia ne ha bisogno

di John Button

Che cos’è esattamente la Permacoltura? Nelle parole di Bill Mollison, uno dei fondatori, “La Permacoltura coordina le qualità intrinseche di piante e animali (incluse le persone) combinandole con le caratteristiche naturali di forma e struttura del suolo per creare un uso del terreno produttivo, ma che necessiti di poca manutenzione e che utilizzi la minor superficie possibile.” Si tratta in sostanza di un sistema di progettazione, di un modo di avvicinarsi all’utilizzo di uno spazio, grande o piccolo che sia, e di applicare ad esso un insieme di principi che sono comuni a sistemi umani e naturali sostenibili, per trarre il massimo da quello spazio senza depauperare l’ambiente che lo sostiene.
La Permacoltura non è niente di nuovo, tutto sommato si tratta solo di buon senso, ma sfortunatamente il buon senso è merce rara. Pur essendo nata in Australia, non si tratta di applicare buon senso australiano a un problema italiano. Il buon senso esiste in ogni cultura e si applica a qualunque situazione. In molte occasioni, le mie affermazioni, fatte a degli italiani che mi hanno chiesto consigli, sono state accolte dalla frase”Proprio come diceva mio nonno” e d è inutile dire che il nonno era stato un agricoltore per tutta la vita. Read more…

Riflessioni sull’irrigazione delle piante

di Canna.com

Qual è la frequenza di irrigazione migliore per il mio sistema? È una domanda che ci viene posta spesso e alla quale è difficile dare una risposta. Non esistono risposte facili, ma soltanto una corretta: quando la pianta ne ha bisogno! Sia la frequenza di irrigazione sia, in misura minore, la quantità di acqua da impiegare, dipendono da molte variabili esterne che complicano ulteriormente la faccenda, perciò il coltivatore deve applicare un approccio “visivo” alle sue tecniche di coltivazione.

Si tratta di un aspetto che può realmente fare la differenza tra un bravo e un cattivo coltivatore. Quando passiamo da una collocazione naturale a una artificiale e iniziamo a esigere prestazioni eccellenti dal raccolto che produciamo, per il coltivatore si apre il vaso di Pandora. Si tratta fondamentalmente di cambiare la relazione idrica tra pianta, mezzo e coltivatore. Read more…

Orto idroponico fai da te

di Giordano Mariani

Cosa significa orto idroponico.

L’idroponia è una tecnica “fuori suolo” in cui in sostituzione del terreno agrario viene utilizzata una soluzione nutritiva ed un substrato inerte.
Con questa tecnica è possibile ottenere una produzione maggiore a parità di superficie coltivata; inoltre può essere impiegata come alternativa in qualsiasi luogo in cui, per motivi di scarsa fertilità del suolo, non è possibile utilizzare metodi di agricoltura tradizionali.
È possibile fare agricoltura idroponica utilizzando diverse tecniche; abbiamo scelto di applicare la tecnica a “radice flottante” e la tecnica a “substrato inerte” perché per noi più semplici ed economiche.

Il manuale “La Huerta Hidroponica Popular”

Il desiderio di dare vita ad una sperimentazione della tecnica idroponica applicata in contesti sociali nasce in seguito alla conoscenza di esperienze realizzate dalla FAO in America Latina. In particolare abbiamo seguito i consigli suggeriti nel manuale “La Huerta Hidroponica Popular” pubblicato dalla FAO, in cui venivano presentate delle tecniche semplificate che illustravano la costruzione di piccoli orti domestici proponendo una metodologia che fosse utilizzabile anche da persone prive di conoscenze agronomiche. Inoltre questo sistema di coltivazione non richiedeva l’investimento di grosse somme di denaro poiché si utilizzava materiale di riciclaggio e manodopera familiare. Read more…

Acquaponica australiana

Paesi diversi, approcci diversi.
Dopo l’esperienza francese di Noucetta Kedhi diamo uno sguardo agli antipodi, dove da un hobby è nato unacquaponica australiana piccolo impero.

Joel Malcolm è un giovane australiano, appassionato di orticoltura e permacoltura, ovvero il  processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico.
Meno di dieci anni fa si è avvicinato ad una tecnica che coniuga semplicità e grandi produzioni, provvedendo dapprima ai bisogni della sua famiglia, e costruendo poi un fiorente business.
I grandi spazi e le  caratteristiche del suo Paese favoriscono il diffondersi di impianti per la coltivazione domestica a risparmio idrico, e le famiglie investono volentieri denaro ed ampie metrature per ottenere alimenti freschi e biologici.
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Acquaponica, sistema di piante e pesci

di Noucetta Kehdi

Ecco qualcosa di sicuramente interessante: adattabile a qualunque tipo e misura di coltura, ci mostra un altro lato delle piante.
Introdotta in parecchie fiere in Europa da General Hydroponics, ha riscosso grande successo sia fra i visitatori che fra i giornalisti in tutti i Paesi, tanto che le immagini hanno fatto il giro di tv e giornali.
I contatti sono stati innumerevoli e il pubblico ha richiesto dettagli su come approntare una coltura acquaponica in casa propria.
Da questa esperienza nasce questo articolo, con l’intento di spiegare ai neofiti e agli appassionati qualcosa in più su questa tecnica.

Cos’è l’acquaponica?
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Il mio orchidario

di Luca Giordani

Eccolo qui, finalmente! Dopo circa 25 giorni di lavoro….
Dopo aver letto mille articoli, mille libri e milioni di discussioni sui vari forum presenti in internet, sono riuscito a progettare e realizzare la casa delle mie orchidee.
Da dove comincio…. dunque, a parte le misure, che -se servissero a qualcuno- sono tutte trascritte, ho iniziato il progetto dal più grosso sottovaso che ho trovato, cioè 105 cm x 55  alto 6 cm.
Ho cominciato a costruirgli un vestito addosso, in legno per la base e il cappello, e il vetro sui 4 lati.  Read more…

Le piante grasse

di Mario Cecarini
www.cactusedintorni.com

Sono dette GRASSE, o più correttamente succulente, quelle piante che hanno sviluppato tessuti contenenti liquidi, che immagazzinano: nelle foglie, nel fusto, nelle radici, allo scopo di sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Per cui “succulente” (non nel senso di gustose), è il nome più corretto dal momento che il rigonfiamento è costituito da succo senza alcuna presenza di grassi. Tuttavia da tempo in alcuni paesi, fra i quali l’Italia, è invalso il termine piante grasse per cui non sarà facile cambiarlo.
Spesso si usa fare la distinzione fra cactacee e succulente non cactacee, per indicare da un lato quelle piante appartenenti alla famiglia delle cactaceae e dall’altro tutte le altre famiglie.
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Gestire i sistemi idroponici

a cura di GENERAL HYDROPONICS EUROPE

Leader nel settore dell’idroponia e pioniera della coltivazione fuori suolo, General Hydroponics Europe produce fertilizzanti specifici e sistemi idroponici fra i più popolari e diffusi nel mondo.
Ecco dunque una praticissima guida al loro utilizzo, alla manutenzione e alla sistemazione ideale, a partire
dal momento stesso in cui spacchettate il vostro nuovo acquisto.

DISIMBALLAGGIO E SISTEMAZIONE
Verificate la lista dei componenti e familiarizzate con ognuno di loro.
Una luminosità abbondante, una buona aerazione, una temperatura e un’umidità adeguate costituiscono le condizioni essenziali perché le vostre piante crescano velocemente e producano i raccolti migliori.
Posizionate dunque il sistema in un luogo luminoso, caldo e ben ventilato. Dovunque lo sistemiate, scegliete uno spazio che non teme le inevitabili fuoriuscite di acqua che possono verificarsi durante la manutenzione. Read more…