Luci neon per seminare piante grasse

tecniche di illuminazione specifiche per le piante grasse.

di Stranepiante
http://stranepiante.blogspot.com/

Queste prime giornate fredde mi fanno pensare all’inverno, mi rattrista un pò pensare al periodi di stasi di crescita, ma buttando uno sguardo al mio pseudogerminatoio ritrovo subito l’allegria! è vero la luce dei neon non può minimamente essere comparata alla luce solare, ma riguardo alle semine indoor fa un ottimo lavoro.

[ Preparatevi ad un poema, la prima parte è teoria, se avete fretta leggete gli ultimi paragrafi…]

Ebbene si alle semine effettuate tra ottobre e aprile serve la luce per iniziare e continuare a crescere correttamente, dopo aver sudato tanto per reperire i semi, preparare la composta e i contenitori se non vogliamo o possiamo seminare all’esterno dobbiamo provvedere ad alimentare i nostri semenzali con il loro cibo preferito, la Luce… il vero problema che deve risolvere anche un coltivatore esperto abituato a seminare all’aperto è quale e quanta luce serve? Anche se la luce da sola basta a far germinare e crescere le piante, in certi casi: temperatura bassa, problematiche estetiche, madri/mogli, ecc è preferibile costruire un germinatoio chiuso, che si mimetizza con l’ambiente domestico, non è questo comunque l’argomento di questo articolo, che è già abbastanza lungo e riguarda unicamente la scelta delle luci per le semine!

Che luce serve per le semine?

Bisogna distinguere subito tra luce fredda e luce calda, la fredda è più brillante ed ha uno spettro più accentuato sul blu, la calda è meno brillante ed ha uno spettro più sul rosso/arancio. Il caldo o freddo della luce è definito dalla tonalità o temperatura di colore, questa è misurata in °K (gradi kelvin).

Inoltre le luci possono essere considerate fredde o calde oltre che per la tonalità, per la vera e propria emissione di calore: storicamente le luci fredde sono i neon e i led, le luci calde sono le lampadine ad incandescenza o a filamento, ma ormai da diversi anni sono in commercio neon capaci di fornire luce con tonalità calda, che non liberano calore come le lampade ad incandescenza.

Per le semine devono essere utilizzate solo ed esclusivamente luci neon o led per i più esosi poi dato che i neon comuni emettono una luce che non viene sfruttata al massimo dalle piante serviranno anche neon specifici.

Premetto che le basi in acquariofilia mi hanno aiutato in questo, vedere il differente comportamento delle piante d’acquario in base al neon utilizzato è interessante, la questione “luci per semine” è poco trattata, negozianti e vivai vi riderebbero dietro: “perchè sprecare la corrente se posso seminare con la bella stagione senza sborsare un euro?”.

Per una produzione su larga scala fornire luce artificiale diventa dispendioso, anche se necessario in certi casi, ma per tenere qualche semina in casa la spesa è più che sostenibile, nel mio caso il carico sulla bolletta è quasi nullo dato che il lampadario della mia camera fornito di luci alogene consuma circa 100w e da quando ho le semine in camera non lo accendo quasi più.


Tornando al tipo di luce necessario per le semine, questa deve essere intensa, per evitarne la dispersione deve essere vicina ai contenitori per la semina cosa impossibile con le lampadine ad incandescenza, perchè producono molto calore, per questo abbiamo scelto di utilizzare dei neon.

I neon sono di diverso tipo sia per forma che per luce emessa. Le forme principali sono il tubo e le compatte (dette comunemente lampadine a risparmio energetico). I tubi al neon sino a pochi anni fa erano l’unica possibilità dato che le lampadine compatte sono entrate in commercio solo negli ultimi anni (queste sono le cose che ti fanno capire che stai invecchiando :)), e solo ultimamente si iniziano a trovare compatte specifiche per la crescita delle piante, ma ancora con un pò di difficoltà.

Le lampadine a risparmio energetico non sono altro che tubi neon ripiegati, la grande innovazione delle lampadine a risparmio energetico sta nel fatto che basta avvitarle in un portalampada, non necessitano di collegamenti e di altri strumenti per funzionare come invece accade per i tubi al neon.

Per accendere un neon a tubo è necessario un reattore ed uno starter, più una basetta per starter e fili per i collegamenti; oppure un reattore elettronico, che riduce i consumi, aumenta le prestazioni, ma costa molto molto di più. Attacchi stagni, portaneon o plafoniera generalmente rendono i collegamenti più semplici oltre che più sicuri. I reattori tradizionali necessitano di uno starter, che deve essere appropriato (stessi w) al neon e al reattore.

Per accendere una lampadina a risparmio energetico è sufficiente un portalampada perchè il reattore elettronico è inserito nella base bianca sempre presente tra la lampada e la filettatura.

A questo punto analizziamo le differenze tra le compatte e i tubi al neon:

Per una resa di 30w circa

Tubo neon
-Costo iniziale: Per un neon bianco 10-15 euro, per un neon Gro 20-30 euro
-Costo gestione:Costo di sostituzione della lampada, e solo occasionalmente sostituzione del reattore e/o starter
-Facilità di montaggio: Facile per chi lo ha già fatto, in 10 minuti è tutto pronto; il primo montaggio deve essere eseguito con attenzione e solo se si è in grado di farlo.
-Emissione di calore: Elevata, ma limitata al reattore (se di tipo convenzionale); anche gli estremi del tubo si scaldano, ma non eccessivamente. Il pro è che facendo i collegamenti sono io a decidere dove posizionare il reattore, e posso sfruttarlo ad es per produrre calore sotto le semine
-Caratteristiche luce: Il grande pro dei tubi al neon è che essendo utilizzati da decenni in acquariologia sono disponibili in decine di varianti di spettri di luce emessa, e sarà quindi possibile combinare tubi diversi per ottenere il tipo di luce desiderata.
-Reperibilità: In tutti i negozi di elettricità si trovano quelle bianche o super bianche, in quelli più forniti si trovano anche le lampade specifiche per piante, nei negozi di acquari c’è l’imbarazzo della scelta.

Lampadina compatta
-Costo iniziale: luce bianca 5-30 euro, modello Gro 10-35 euro
-Costo gestione: La lampada compatta va sostituita interamente quindi il costo è pari al primo acquisto
-Facilità di montaggio: Facilissima basta avvitare come una qualsiasi lampadina
-Emissione di calore: Modesta, limitata al corpo bianco dato che il reattore elettronico si trova al suo interno, il contro è che non è scindibile dalla lampadina, quindi dove sarà indirizzata la luce andrà anche il calore.
-Caratteristiche luce: Purtroppo queste lampade sono in commercio relativamente da poco, e solo poche case hanno iniziato a produrle con specifici spettri; la maggior parte delle volte non è possibile conoscere lo spettro di una compatta.
-Reperibilità: Quelle bianche a spettro sconosciuto si trovano in qualsiasi supermercato, negozio di elettronica o mercato rionale.
i problemi iniziano quando si cercano quelle specifiche per le piante, che al momento sono reperibili solo in qualche negozio di acquariofilia, sono facilmente reperibili online, ma spesso a prezzi proibitivi inoltre gravati dalla spedizione.

Quindi che scelgo?

Neon a tubo se ho intenzione di costruire un germinatoio stabile e di dimensioni medio-grandi, compatte se voglio provare, o se la zona da illuminare è piccola-media.

Ho parlato di spettri, di luci bianche e di luci dedicate alle piante… che confusione!

Lo spettro è un analisi della luce emessa da una lampada, che permette di apprezzare visivamente tramite un grafico, di quali lunghezze d’onda è la luce emessa da una lampada. Per spettro di luce visibile si intende lo spettro di luce che l’occhio umano riesce a vedere; l’arcobaleno può essere visto come lo spettro della luce solare all’interno dell’atmosfera, che per una serie di riflessioni e rifrazioni viene divisa nei colori che la compongono. Lo spettro visibile va circa da 400 a 700 nanometri, lo spettro elettromagnetico è molto più vasto, agli estremi di quello visibile ci sono gli ultravioletti e gli infrarossi, che generalmente non sono visibili all’occhio umano.

Le luci bianche sebbene apparentemente tutte uguali all’occhio umano sono diverse a livello dello spettro e quindi alcune vanno meglio di altre se utilizzate per la crescita di piante. La maggior parte dei neon bianchi comuni emettono un ampio spettro di luci, con priorità nella lunghezza d’onda del blu.

Le luci dedicate alle piante sono luci meno luminose per l’occhio umano, emettono una luce rosata, con lunghezza d’onda che “piace” alle piante, ossia lo spettro è meno ricco ed è concentrato nella lunghezza d’onda del rosso.

Quindi più che la quantità di luce, è importante la qualità, la lunghezza d’onda, della luce che forniamo, probabilmente le semine crescerebbero bene sotto 4 neon da 30 w a luce bianca con spettro omogeneo, ma crescerebbero ugualmente bene sotto un neon per piante + uno bianco, quindi perchè spendere di più?.

Quindi che spettro deve avere la luce per una crescita ottimale delle piante?

Lo spettro deve avere la maggior parte della luce nella lunghezza d’onda dell’arancio/rosso e una parte nel blu, le altre lunghezze d’onda sono meno utili, in particolare il verde, ma devono comunque essere presenti in minima parte; bisogna dare priorità al rosso/arancio e al blu perchè la clorofilla assorbe la luce di queste lunghezze d’onda. Se ricordate un minimo le nozioni di base di fisica, vi ricorderete che l’occhio vede i colori riflessi dall’oggetto osservato, se si guarda un oggetto bianco, questo appare bianco perchè tutta la luce viene riflessa, se osserviamo un oggetto nero, questo appare tale perchè tutta la luce viene assorbita, una semplice prova di questo potete farla lasciando al sole un vaso bianco e un vaso nero, al tatto dopo qualche tempo, il vaso nero sarà molto più caldo di quello bianco, appunto perchè ha assorbito la radiazione luminosa. Un oggetto verde assorbe tutta la luce tranne quella nella lunghezza d’onda del verde, lo stesso accade per le piante.

Per ottenere uno spettro ottimale in una coltivazione indoor dovremo sommare gli spettri offerti da differenti tipi di luci, quindi metteremo una luce bianca ed una luce specifica per piante, la luce prodotta dalle due lampade avrà uno spettro ampio con picchi sul blu e sull’arancio/ rosso è importante che lo spettro sia ampio e non solo blu e rosso, perché oltre alla clorofilla esistono altri pigmenti che assorbono altre lunghezze d’onda.

Ciò non significa che sotto neon rosati o sotto neon bianchi le piante non crescerebbero, entrambe le lampade hanno uno spettro più o meno completo, ma è bene sfruttarle al massimo, abbinandole, in questo modo si risparmia in elettricità e si è sicuri di fornire una qualità di luce ottimale per le piante. Per capirci due neon bianchi o due neon rosati danno risultati peggiori di un abbinamento neon rosato+neon bianco, ma il consumo di elettricità è lo stesso.

Riguardo ad i neon bianchi ho detto che non tutti hanno lo stesso spettro, bisogna scegliere quelli molto luminosi con una temperatura di colore il più possibile tendente a 10000°K nei negozi di acquari si trovano facilmente anche se volte sono più cari rispetto a quelli venduti da elettricisti ben forniti. Non è tanto importante la scelta del neon bianco, dovendo scegliere tra un neon bianco da 3 euro (elettricista) e un o da 10 (acquariologia) sceglierei (normalmente scelgo!) il più economico, l’importante che abbia uno spettro ampio.

Volendo esiste un solo neon, chiamato True Light, sarebbe quello più appropriato perchè con spettro più simile alla luce solare, si tratta di un neon professionale, normalmente non utilizzato per scopo amatoriale a causa del costo molto elevato, è utilizzato per avere una visione dei colori ottimale anche in ambienti chiusi. Ha una temperatura di colore di 5500°K sarebbe uno schiaffo alla povertà utilizzarlo per la crescita di piante, ma il risultato sarebbe buono. Probabilmente ridurrebbe i consumi perchè basterebbe una sola lampada… ma secondo me non ne vale la pena, anche perchè con due neon raddoppiamo la superficie illuminata.

Il problema dei neon è che devono essere il più vicino possibile alle semine, ma questo in realtà non è un problema per i tubi, perchè accesi scaldano, ma non così tanto, normalmente vengono posizionati a circa 20 cm dalle piante, anche 5-10 cm vanno bene, l’importante è che non tocchino le piante. In un germinatoio chiuso è preferibile proteggere i collegamenti dei neon con appositi attacchi venduti nei negozi di acquariologia a 10-15 euro. Questo può diventare un problema se il neon è una compatta utilizzata in un germinatoio chiuso. Se avete avuto la pazienza di leggere tutto, prima ho scritto che le compatte avendo il reattore elettronico vicino al bulbo irradiano calore oltre che luce, in un germinatoio chiuso questo incrementerebbe notevolmente la temperatura (e dovremmo prendere maggiori accorgimenti per controllarla) e l’umidità, che a sua volta andrebbe ad interagire pericolosamente con il reattore elettronico.

La distanza delle lampade dalle semine è importante anche in orizzontale oltre che verticale, ho notato che semenzali situati oltre 5 cm dal tubo tendono a piegarsi verso la luce, anche se non filano.

Normalmente ho calcolato che ogni neon a tubo illumina efficacemente circa i 12 cm perpendicolari al tubo, quindi sotto due neon le semine sono posizionate in fila per due, max 3 o 4 se si usa un riflettore, quindi l’area disponibile sotto 2 neon da 100 cm è circa 100×24 cm. Ipoteticamente, possedendo contenitori da 10 cm di lato, due neon bastano per 20 semine.


Ho l’abitudine di ruotare e/o invertire la posizione dei contenitori ogni volta che bagno le semine.

Sulle lampade compatte utilizzabili per la semina di piante grasse purtroppo ho poco da dire, perchè generalmente non sono accompagnate dallo spettro generato, in pochi casi è possibile trovare sul sito della casa produttrice maggiori informazioni. Inoltre quelle specifiche per piante a luce rosa sono ancora poco diffuse, ne ho trovate solo di tre tipi, non escludo che ne esistano altre: Envirolite, che sono le più famose, SonLight simili alle precedenti (di queste due il formato minimo è 125w, ed hanno un costo che va da 40 a 70 euro, probabilmente non sono sfruttabili al massimo per le semine), e un altro tipo più economico Hasse, forse più indicato, il prezzo è di circa 10-30 euro ed esistono da 15 e 30w. Accenno solo al fatto che ho visto nei mercati lampadine compatte a luce rosa a 2-3 euro, ma non avendo idea del loro spettro, ne di come misurarlo, non mi azzardo a consigliarle.

Personalmente ho utilizzato le compatte solo per brevi periodi, per emergenze, o per incrementare la luce su alcune semine. Da poco le ho montate su un acquario: 2 rosa da 30 w e 5 bianche (2 da 30w e 3 da 11w) le piante acquatiche hanno ovviamente gradito, ma il motivo principale è che adesso ricevono 150w di luce contro i 60w offerti da due tubi neon, ho dovuto aumentare i w perché a causa della conformazione del tubo ripiegato delle compatte, due compatte da 30 w coprono una superficie minore rispetto a due tubi neon, ma illuminano più intensamente. Poi per sfruttare al massimo le compatte è indispensabile un riflettore, ma è bene usarlo anche per i tubi. Uno schema di montaggio delle compatte utilizzando lampade da 15w può essere configurato in larghezza o in lunghezza (negli schemi in Rosso le aree che ricevono illuminazione ottimale, in Grigio la struttura di un ipotetico telaio).

Le rosate dovranno essere posizionate più centralmente, meglio non agli estremi.

Quindi a mio avviso le compatte hanno il pregio di essere facili da gestire, inoltre dovendo scegliere più lampade rispetto ai 2-3 neon a tubo, si potranno scegliere lampade con caratteristiche diverse (sia di spettro che di w) posizionandole dove preferiamo, ma allo stesso tempo il costo di gestione e il costo iniziale saranno maggiori.

Mini germinatoio: un altro pregio delle luci a risparmio energetico è che essendo appunto compatte, utilizzandone solo due (una rosata e una bianca) si può ottenere un mini-germinatoio, per chi è alle prime armi e vuole provare a seminare, ma non è convinto di continuare a farlo…

Quali luci uso sulle semine indoor?

Questo articolo sarebbe potuto essere limitato al prossimo concetto: Per ottimizzare le luci su una semina è necessario intervallare una luce rosata ad una bianca, per illuminare un’area di circa 100×25 cm sono sufficienti 2 neon a tubo da 30 watt l’uno, ma si è legati per le dimensioni alla lunghezza del tubo (esistono anche più corti, da 15w x 50cm, bastano per un area di 50x 25 cm), con le compatte potremo gestire gli spazi come vogliamo creando ad es un germinatoio quadrato, ma i watt totali dovranno essere leggermente maggiori a parità di superficie illuminata.

Sulle mie semine ho:

– [1 Gro-lux + 1 Cool Daylight]: per germinazione e primi mesi.

– [1 Gro lux + 1 Polilux 40 + 1 Daylight]: per il successivo periodo di crescita.

Le Grolux offrono la maggior parte della luce rosata, la Cool Daylight aggiunge blu e completa lo spettro, anche se l’arancio è poco, ma il rosso è molto.

La Polylux e la Daylight sono da 4000 e 5000 °K hanno spettro abbastanza omogeneo per tutte le lunghezze d’onda, ma il blu è più accentuato, e il rosso meno (tanto è fornito dalla Gro-lux).

Tempo di accensione e spegnimento sono gestite da un timer che dà 14 ore di luce al giorno, il minimo è 12 ore se ad es al mattino la zona delle semine riceve luce da una finestra. Si può forzare la crescita tenendo le luci accese 18 ore, ma il costo in bolletta non giustifica i benefici.

Sostituzione: le lampade neon perdono potenza con il passare dei mesi, in acquariologia i più fanatici le sostituiscono ogni 5-6 mesi, ma ritengo che 8 mesi un anno per le semine vadano bene. Per limitare le variazioni di luminosità è consigliabile sostituire una lampada per volta, e non tutte le lampade in blocco; le lampade eliminate sono ancora buone e possono durare anche più di due anni prima spegnersi definitivamente, quindi sono utilizzabili per altri scopi, o potrete lasciarle sulle semine aggiungendone però una nuova.

Cercando la temperatura di colore della Grolux Sylvania (che non ho trovato) ho trovato l’Aquastar Sylvania che è una 10000°K che simula lo spettro della luce tropicale, in pratica una Gro-lux, ma con più blu, potrebbe essere interessante per una prova anche se le differenze potrebbero essere poco apprezzabili.

Volendo si potrebbero perdere ore ed ore ad analizzare i vari spettri dei tubi in commercio, e probabilmente si troverebbero associazioni migliori di quelle che utilizzo, ma dato che mi sono trovato bene, è da qualche anno che vado avanti così, le piante crescono sane e colorite senza segni di eziolatura; ho visto che esistono due tipi di lampade Osram che potrebbero rivelarsi interessanti, la Fluora e la Biolux, magari abbinate perchè in entrambe il rosso non è molto accentuato (sicuramente è più accentuato rispetto ad altre), ma non ho ancora provato, inoltre da poco è uscita la Skywhite, potrebbe essere un valido sostituto della Cool Daylight nella prima coppia, in quanto la quantità di rosso è simile, ma la Skywhite ha più blu.

Sotto queste luci ho ottenuto con successo moltiplicazione per talea oltre che le semine; per brevi periodi (qualche mese) hanno illuminato piante di qualche anno, che dimostravano crescita attiva anche in inverno senza segni di eziolatura, ma non ho mai provato a lasciarle per un anno intero, quindi non so se sarebbe verificata in seguito.

Ho utilizzato la stessa postazione per la germinazione e primi mesi di crescita di peperoncini comuni e tropicali, sempre con successo, credo che sia adatta a qualsiasi tipo di pianta.

Attenzione!!! Qualsiasi genere di collegamento facciate per un germinatoio chiuso o aperto, ricordate sempre che state giocando con l’elettricità, collegamenti sbagliati possono provocare le migliore dei casi la bruciatura del tubo che non sarà più utilizzabile, o anche la sua esplosione. Dove ci sono le piante, c’è l’acqua e questa si sa non va d’accordo con l’elettricità, quindi fate sempre in modo di non lasciare assolutamente fili scoperti, di proteggere con guaine o attacchi appositi tutti i collegamenti, e con guaine e/o attacchi stagni tutti i collegamenti che si troveranno all’interno di un germinatoio dove inevitabilmente si crea una certa quantità di umidità! se avete anche il minimo dubbio di aver sbagliato qualcosa, non attaccate la spina, ricontrollate i collegamenti e in caso chiedete consulenza ad un elettricista! non mi ritengo responsabile di danni a cose o persone in seguito all’applicazione delle osservazioni che ho esposto. Con l’elettricità non si scherza ed è facile sbagliare!

Buon lavoro!

fonte: http://stranepiante.blogspot.com/

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