Come controllare il Pythium in idroponica

di Noucetta Kedhi

Le radici solitamente non ricevono le attenzioni che meritano.
Questo accade in quasi tutte le tecniche di coltivazione, ma è un problema particolarmente rilevante in idroponica dove sono molto esposte e vulnerabili; la salute delle piante e la buona riuscita del raccolto dipende in buona parte dell’attenzione dedicata alle radici.

Le piante generalmente sanno badare a se’ stesse e hanno un certo fattore di autosufficienza in condizioni ottimali. Se l’ambiente degrada come ogni creatura vivente le piante diventano soggette ad attacchi esterni.

Il buon grower farà quindi di tutto per mantenere i parametri circostanti ideali: questo avviene provvedendo ad una rigorosa pulizia della growroom, all’ossigenazione dell’acqua, ad un settaggio costante di temperatura ed umidità, ad un drenaggio ottimale del substrato, e ad una ventilazione efficiente.

Nello specifico dei problemi radicali l’errore più diffuso è sottovalutare le carenze di ossigeno, che possono diminuire la permeabilità delle radici e conseguentemente la capacità di assorbire sali minerali. Si tratta di un caso insidioso perché la conseguenza diretta è un raccolto scarso, anche se la pianta non dovesse dare segni evidenti di sofferenza.

Se lo stress è continuo e prolungato nel tempo la pianta produce etilene, detto appunto ormone dello stress, che si accumula nelle radici danneggiandole e che viene riconosciuto da alcuni agenti patogeni come segno di debolezza. A questo punto un soggetto indebolito rischia attacchi a catena e inizia un circolo di vizioso che può portare alla morte.

Cos’è una agente patogeno?

E’ un organismo che può attaccare le piante facendole ammalare.
C’è un’immensa varietà di patogeni nell’ambiente, alcuni dei quali sono funghi. Fra questi i conosciutissimi Fusarium, Pythium, Verticillium, Phytophtora.
Fusarium e Pythium sono tristemente noti come due tra i più comuni e distruttivi parassiti radicali, sia in terra che in idroponica, e tutti i grower sanno bene che un attacco da parte di questi sgraditi ospiti può portare ad una totale distruzione della coltivazione.

E’ importante rendersi conto che i microorganismi sono ovunque, vivono nell’acqua, sulle piante, nella terra, nell’aria che respiriamo, sulla nostra pelle, nel nostro cibo.
Alcuni sono benefici, altri patogeni, ma la maggior parte resta totalmente inattiva fino a che l’organismo ospite gode di buona salute.

Cos’è il Pythium?

Si tratta di un fungo parassita delle radici. Se le condizioni ambientali sono quelle idonee si moltiplica molto in fretta e libera microscopiche spore che infettano l’ospite e privano la pianta del nutrimento.
Attacca prevalentemente semi e germogli, che hanno minori difese, ma non disdegna piante adulte. Se individuato tempestivamente e adeguatamente trattato può essere eliminato, ma il rischio di perdere il raccolto è sempre alto.

Come la maggior parte dei funghi il Pythium vive praticamente ovunque nell’ambiente circostante e attacca tutti i tipi di piante.
L’ambiente di sviluppo che predilige ha un tasso di umidità elevato e una temperatura tra i 20 e i 30 gradi. Particolarmente a rischio i sistemi idroponici con soluzioni nutritive scarsamente ossigenate.

Purtroppo non c’è modo di sterilizzare l’area di coltivazione, le spore possono provenire dalle vostre scarpe o abiti, o anche dalle vostre mani. Una fonte di infezione è anche l’acqua, specialmente se proveniente da pozzi o fiumi.

Il Pythium è spesso descritto come un’infezione “secondaria” perché attacca solo piante già debilitate o comunque in condizioni di crescita non ottimali.
Il tessuto radicale danneggiato infatti è un terreno di coltura che favorisce le infezioni e che, una volta colonizzato, verrà trasformato in un’unica massa marcescente.

Come riconoscere l’infezione?

Se l’attacco è ai semi li vedrete diventare mollicci e annerire, mentre nei germogli si inzuppa lo stelo fino al collasso.
Le piante adulte appassiscono e ingialliscono, sintomo che può essere scambiato per un deficit nutrizionale causato da una mancanza di fertilizzazione.
A volte le foglie tendono ad incurvarsi verso il basso e lo sviluppo generale si arresta.
Quando si coltiva in terra può essere veramente difficile cogliere per tempo i segnali dell’infezione, perché quando la parte visibile inizia a dare vaghi segnali le radici potrebbero già essere compromesse.

Anche nell’acqua, dove il Pythium prospera felice, il problema è sentito.
Gli amanti dell’idroponica sono spesso quindi alle prese con il fungo, ma col vantaggio enorme dato dalla visibilità delle radici.
Nel fuori suolo le radici vengono monitorate continuamente, ricavando utili informazioni sulla salute della pianta, sull’efficienza dei fertilizzanti e sul buon funzionamento dell’ idrosistema.

Un occhio di riguardo va ai sistemi dove le radici più sviluppate si aggrovigliano, come gli aeroFlo o i dutchPot, ed è d’obbligo fare attenzione nel sollevare i vasetti dal loro alloggiamento.
Se operate in maniera troppo spregiudicata infatti basta una disattenzione per danneggiare le radici e procurare all’ invedente fungo un punto di accesso.

Non è difficile constatare l’attacco: i sintomi cominciano dalle punte delle radici e dai peli radicali che virano dal bianco al marrone e poi gradualmente al nero. Successivamente l’infezione sale verso lo stelo, rendendo le radici viscide e scure, chiaramente marce.

Come combattere il Pythium?

Ovviamente il primo passo è mantenere le piante in un ambiente ottimale, che scoraggia le infezioni e garantisce piante forti e resistenti.
In idroponica i fattori determinanti sono l’ aereazione, il monitoraggio dell’umidità e il drenaggio del substrato.

Ci sono particolari momenti in cui la pianta è vulnerabile e va controllata da vicino:
– Semi e piantine giovani: l’ambiente deve essere davvero molto pulito e sono da evitare a tutti i costi i ristagni di umidità.
– Talee: utilizzare sempre strumenti affilati e sterilizzati, e controllare quotidianamente l’aspetto dei tagli.
– Piante madri: il taglio può causare produzione di etilene, che attira i patogeni.
– Rinnovo delle piante madri: non esitate nel cambiare piante. Dopo un paio di volte rimpiazzate la vecchia madre, le piante vecchie hanno più possibilità di ospitare spore che potrebbero infettare le talee.
Le piante giovani sono madri migliori e più sane.
– Trapianto: pulite bene le superfici e trattate con attenzione le radici per non danneggiarle. E’ una buona idea servirsi di un propagatore aero-idroponico per essere certi di non fare danni nello spostare le piantine.
– Come norma generale, prestate attenzione alla selezione delle vostre materie prime. Piante e semi devono essere di provenienze certa e garantita.
Evitate di affollare troppe piante nell’area di coltivazione e non esagerate coi nutrienti, ventilate sempre il più possibile la growroom e tenete il pH più basso possibile. Il Pythium gradisce infatti un ambiente alcalino.

Alcuni coltivatori utilizzano metodi particolari per difendersi dalle infestazioni, come il cloro nella soluzione nutritiva, i raggi UV, acqua ossigenata o ozono.
Attenzione, questi strumenti non vanno utilizzati con leggerezza in quanto possono privare di alcuni sali minerali la soluzione nutritiva, sbilanciandola.

Esistono in commercio prodotti preventivi, come polveri di silicato e batteri benefici, o misture di entrambi da aggiungere alla soluzione nutritiva.
Oppure si può acquistare un filtro biologico, che oltre all’azione filtrante e ossigenante meccanica ospita all’interno una colonia di microorganismi che colonizzano e proteggono le radici.

Questo tipo di prodotto può tornare molto utile a chi ha problemi nel tenere bassa la temperatura della soluzione nutritiva o i valori del pH.

Il Pythium è uno tra tante varietà di funghi patogeni, che hanno comportamenti simili e che si possono prevenire utilizzando le stesse accortezze.

Dì la tua!