Peperoncini, piccante passione

peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà.
Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura.
Adatti per l’outdoor in posizioni assolate, danno però risultati davvero eccellenti in serra; richiedono tempi di maturazione abbastanza lunghi, è quindi necessario calcolare al meglio il momento della semina perchè i frutti abbiano modo di svilupparsi completamente prima che le giornate si accorcino e il clima si raffreddi. Una buona idea è piantare all’inizio della primavera in un propagatore riscaldato e trapiantare quando l’ultimo freddo è finito.

INIZIARE

La parola d’ordine è organizzazione: procuratevi etichette e pennarelli indelebili per evitare di mischiare le piantine una volta iniziata la germinazione.
Avrete poi bisogno di un sacco di terriccio e di alcuni vassoi da germinazione, dotati di cubi di rockwool o jiffy, che sono compresse di torba complete.
Il loro utilizzo è semplice: inzuppateli ben bene per circa cinque minuti e mettete il seme appena all’interno. Attenzione a non esagerare con l’acqua, o le radici soffocheranno.
Come si è detto è bene prestare attenzione ai tempi di maturazione, quindi per un buon raccolto indoor il periodo migliore per iniziare è a cavallo tra Febbraio e Marzo per la maggior parte delle genetiche.

La germinazione può richiedere fino a 6 settimane, a seconda della varietà, ad una temperatura di 23-29 C°, anche se nella maggior parte dei casi due settimane sono sufficienti.

Una temperatura più alta può portare una germinazione più veloce, ma anche una percentuale più alta di semi non schiusi.
La luce non non riveste un ruolo importante in questa fase, mentre può essere d’aiuto un riscaldatore elettrico ed eventualmente un termostato. Nel caso non siate dotati di questi accessori provvedete a coprire i vostri semi o a metterli in una serretta per conservare l’umidità e poneteli vicino ad una fonte di calore come un termosifone (non troppo caldo!) o un elettrodomestico. Arieggiateli regolarmente e fate molta attenzione perchè appena germinate le piantine hanno bisogno di un’illuminazione adeguata.
Appena cresciute abbastanza per essere maneggiate, con quattro vere foglie, trapiantatele in vasi individuali da 5 cm scartando le piante più deboli facendo attenzione a non danneggiare le radici, somministrando loro un buon fertilizzante liquido a base di azoto, o magari uno specifico come il “chilli focus” di Growth technology (http://www.growthtechnology.com/nute-chillifocus.asp).
L’azoto promuove lo sviluppo della pianta e delle foglie, è importante in questa fase della crescita mantenere una temperatura attorno ai 16° e una buona illuminazione.
Dopo circa 8-12 settimane le piante dovrebbero essere abbastanza grandi e forti per essere nuovamente trapiantate in una serra non riscaldata o all’esterno, se il clima lo permette.
Per le piccole genetiche ornamentali sarà sufficiente un vaso da 2-3 litri per ottenere piante di mezzo metro con un bel raccolto, mentre i cespugli più grandi richiedono un vaso da 5 litri e un supporto perchè non si rovescino; per avere i migliori risultati si potrà sistemare la pianta direttamente nel terreno, a patto che siate ben certi del posizionamento (sembra banale, ma ricordate che i vasi si possono spostare in caso di necessità).
Per rendere i peperoncini più cespugliosi potete cimarli quando raggiungono i 15-20 cm di altezza, anche se solitamente la pratica si rende necessaria solo col genere Annum.
Importantissima è l’irrigazione regolare, poichè un’annaffiatura saltuaria può causare marciume nei fiori o spaccatura dei frutti.
Iniziata la fioritura e la comparsa dei frutti si andrà ad aggiungere all’acqua irrigua un fertilizzante (adatto quello specifico per pomodori) che aiuterà ad ottenere un perfetto raccolto. Attenzione al peso però: le piante più produttive avranno bisogno di un supporto per reggere il peso di tanti frutti, sistemate quindi delle canne nel terreno a sostenere gli steli o delle carrucole con cavi appese al soffitto.

ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE (col supporto di  Tom Green di greenshorticulture.co.uk )

L’illuminazione artificiale è ormai popolarissima in diverse tipologie di coltura, sia per prolungare la stagione outdoor che per portare a termine cicli completi in interni.
Le tipologie di lampada più utilizzate sono le compatte fluorescenti (CFL) e quelle a scarica (HID).
Le compatte sono disponibili nello spettro blu (6400k) o rosso (2700k), in differenti wattaggi tra 125 e 250. Nel nostro caso la migliore è senz’altro la blu, ottima per la propagazione e la crescita  e particolarmente idonea alla coltura del peperoncino; va associata all’utilizzo di un riflettore ed è dotata di alimentatore interno.
La versione rossa, concepita per la fioritura, può essere associata alla prima in caso di mancanza assoluta di sole, ma sembra comunque insufficiente per una buona riuscita nella fase finale del ciclo.
Una CFL da 125w dunque è la scelta migliore per un piccolo propagatore, mentre se avete fretta o per estensioni maggiori l’ideale sarà una 200 o 250 watt. Non dimenticate di dotarvi di un timer per accendere e spegnere le luci, dando ai vostri peperoncini 14-16 ore di illuminazione al giorno.

Le lampade a scarica (High Intensity discharge, HID) sono anch’esse disponibili nello spettro rosso e in quello blu, sono più potenti delle compatte e quindi più adatte alle grandi aree.
I bulbi agli ioduri metallici (MH) sono perfette per i primi stadi di crescita: se le CFL, che producono una luce quasi fredda, vanno avvicinate molto alle piantine, le MH sviluppando molto calore vanno posizionate in alto. Una di queste lampadine da 400w può coprire un’area di un metro quadrato e può supportare le piante fino alla fioritura, quando si passerà ad una HPS (vapori di sodio).
Queste ultime hanno un’altissima resa, ma sono indicate soltanto nella fase terminale del ciclo, per evitare una crescita verticale incontrollata . Le HPS vengono di solito acquistate nel formato da 400 o 600 watt per sfruttarne appieno le potenzialità, meglio se nella variante GROLUX, ovvero in uno spettro rosso con radiazioni blu.

DOMANDE FREQUENTI
-Quanto costa l’illuminazione  con queste lampade?
L’elettricità viene acquistata 1000 watt all’ora (kilowatt), quindi 400w assorbono il 40% di un kilowatt.
Se ipoteticamente pagaste 10 euro per un kilowatt la vostra lampada consumerebbe 4 euro all’ora per tutto il tempo in cui la tenete accesa: controllate sulla bolletta il costo di un kilowatt presso il vostro fornitore e sarà facile fare i conti.

-E’ un sistema sicuro?
Assolutamente, purchè vi forniate sempre da professionisti del settore. Attenzione alla temperatura elevata raggiunta dai bulbi.

-Voglio solo anticipare il periodo dell’anno per la germinazione, di che luce ho bisogno?
Meglio una compatta blu da 200w, economica e semplice da usare.
-Voglio coltivare tutto l’anno indoor, di che luce ho bisogno?
Una compatta blu per la propagazione, poi una MH fino alla fioritura ed infine una HPS. Esistono convenienti kit che permettono l’acquisto di diversi bulbi per un prezzo conveniente.

-Che differenza c’è tra un set d’illuminazione economico ed una più costoso?
Strano a dirsi, ma di solito è il riflettore. I migliori sono ottimizzati per permettere al calore di disperdersi e per diffondere uniformemente la luce, che tende a concentrarsi in “spot” con l’utilizzo di quelli più economici.
I riflettori high tech vengono di solito utilizzati per raccolti di varietà vegetali di valore e per la ricerca scientifica, non è quindi necessario investire una fortuna per ottenere buoni risultati coi peperoncini.
-Ho letto che sarebbe bene utilizzare un sistema di ventilazione in associazione con l’illuminazione artificiale. Cosa significa?
I bulbi scaldano molto, quindi può essere necessario installare un piccolo estrattore per rimuovere l’aria calda dalla grow room e sostituirla con quella fresca e ricca di CO2 proveniente dall’esterno.

-Ho letto che i ballast elettronici permettono un maggiore risparmio, è vero?
Generalmente no, per ottenere maggiori prestazioni i costi salgono per forza.

IDROPONICA
Questa nota tecnica permette di crescere le piante in una soluzione ricca di nutrienti, assorbita direttamente attraverso le radici. Le piante cresciute in questo modo hanno un apparato radicale particolarmente forte grazie all’apporto di ossigeno, acqua e nutrimento direttamente disponibili ed assimilabili, senza rischi di eccessi o deficienze nella fertilizzazione.
Le piante crescono più in fretta, più sane e resistenti, e necessitano di meno spazio tra le une e le altre.
E’ possibile lavorare sostituendo la terra con substrati quali la vermiculite, la perlite, le biglie d’argilla, la fibra o le scaglie di cocco; questi medium serviranno soltanto da supporto.
La fertilizzazione avviene grazie alla somministrazione di appositi prodotti composti soprattutto da Potassio, Azoto e Fosfati, con tracce di elementi come Calcio e Magnesio .
Il sistema idroponico può essere attivo o passivo: nel primo caso l’acqua viene pompata all’esterno del serbatoio verso le radici. Nella NFT (Nutrient Film Technique) ad esempio le piantine alloggiano in un vassoio di plastica leggermente inclinato su cui scorre una pellicola di acqua fertilizzata, e vengono supportate da un tappetino di fibra. L’acqua reflua scorre nel serbatoio grazie alla pendenza e rientra in circolo. L’intera riserva periodicamente viene sostituita con acqua fresca e una nuova dose di nutrienti (per sapere quando operare il ricambio è necessario tenere sotto controllo il valore di EC).
I sistemi passivi sono più semplici: la pianta è in un contenitore (vaso o sacco) contenente un substrato, in quale a sua volta è contenuto sospeso all’interno della soluzione nutritiva.
RACCOLTO
Informati su quale deve essere la grandezza dei frutti maturi per la varietà che hai scelto, e quando ti sembrano pronti controllate che l’aspetto sia lucido e che siano ben sodi al tocco. I peperoncini devono essere ben maturi per sviluppare appieno tutte le caratteristiche; il migliore momento per la raccolta dei frutti da seccare è quando iniziano a cambiare colore. Questo stimola la produzione di altri fiori e frutti sulla pianta, mentre i peperoncini già colti continueranno a maturare anche durante l’essicazione fino a raggiungere il bel colore rosso caratteristico.
I frutti freschi si conservano per circa due settimane se tenuti in un contenitore sigillato nel frigorifero.
Nel maneggiare le varietà più piccanti è bene indossare guanti durante la rimozione dei semi e dei piccioli , per evitare sgradevoli irritazioni se per distrazione doveste toccarvi la faccia o peggio gli occhi o altre parti sensibili. Questo tipo di incidenti sono davvero frequenti e ,crediatelo o meno, possono essere molto molto dolorosi e difficili da rimediare (sciacquare è la parola d’ordine, ma continuerà a bruciare per un bel po’!)
L’essicazione è il più antico e diffuso metodo di conservazione. Rimuovete i soggetti danneggiati o macchiati che potrebbero ammuffire e contaminare gli altri e poi scegliete una calda, secca giornata per disporre i peperoncini in un contenitore metallico che concentri il calore del sole.
Un metodo altrettanto valido consiste nell’appenderli in un luogo ventilato e secco.
Attenzione al clima: se  il tempo è umido può essere necessario posizionarli su una fonte di calore, come un termosifone, all’interno di un vassoio metallico.
Se siete veri appassionati e abitate in una zona che rende difficile il processo, procuratevi un disidratatore, che accelera l’essiccazione ed elimina il rischio di muffe e marcescenze. Quando avrete frutti perfettamente asciutti potrete conservarli in sacchetti ermetici tenuti al buio, o privati dei semi e tritati in polvere o scaglie.
I SEMI
In previsione del ciclo successivo essiccate un paio di peperoncini maturi e prelevatene i semi, che si potranno conservare in una busta sigillata, avendo cura di etichettarla e conservarla in un luogo buio e asciutto.
Benchè abbiate coltivato una sola tipologia è probabile un caso di impollinazione incrociata, che quindi non darà una vera e propria specie al ciclo di coltivazione successivo. Inoltre la percentuale di germinazione dei semi così ottenuti sarà più bassa di quella dei semi acquistati.
Se coltivate per diletto o per avere spezie fresche per i vostri piatti questo non dovrebbe causarvi problemi.
Le impollinazioni incrociate sono dovute a diversi fattori come la vicinanza delle piante, il numero degli insetti, e le condizioni del vento; per evitare che accada è necessario coltivare in un ambiente perfettamente isolato o utilizzare una sorta di copertura / baldacchino realizzata con materiale traspirante.
PROBLEMI E INFESTAZIONI
Le malattie non sono comuni nei peperoncini, ma è necessario monitorare la coltivazione soprattutto quando si trasferiscono le piante in un clima più caldo. Ecco in cosa potreste imbattervi:
-indebolimento del fusto, dovuto ad un attacco di funghi allo stelo delle giovani piantine. Il fusto si assottiglia vicino alla base fino al collasso della pianta stessa. Non c’è molto da fare in questi casi, si può cercare di prevenire utilizzando sempre vassoi, contenitori e substrati ben puliti, annaffiando con acqua non infetta e utilizzando un fungicida a scopo preventivo.
-lumache: possono causare piccoli danni assaggiando le foglie o, se la popolazione è consistente e le piante giovani, radere al suolo l’intera coltivazione.
Si può limitare il danno annaffiando al mattino, visto che le lumache sono più attive di notte e sono più a loro agio in un ambiente umido. Se si tratta di pochi vasi o una piccola estensione si può mettere sul terreno uno strato di materiale irregolare, ruvido o affilato (pezzi di corteccia, ghiaia, grani di caffè).
Il rimedio più classico resta la trappola, ovvero una contenitore interrato a filo del terreno e riempito di birra: le lumache sono attirate dalla bevanda e annegano.
Queste sono tutte soluzioni per i piccoli coltivatori: parlando di vaste aree è bene rivolgersi ad un gardencenter per acquistare un prodotto specifico.
-Afidi: sono piccoli insetti infestanti che possono presentarsi durante tutto il ciclo, ma che preferiscono soprattutto le giovani piante. Si nutrono di linfa e attaccano con maggiore insistenza le gemme, i boccioli, e il lato inferiore delle foglioline più piccole. Quando l’infestazione è avanzata il fogliame può diventare appiccicoso e presentare una muffa scura fuligginosa, e si possono rilevare sulla pianta e sul terreno scaglie bianche.
La crescita delle piante colpite è stentata, le foglie curvate e deformi
Sono presenti in commercio spray, poveri e saponi per prevenire e porre rimedio a questo problema soprattutto se individuato per tempo. Si può optare altrimenti per degli antagonisti biologici, come le coccinelle, acquistabili presso i centri specializzati.
-Ragno rosso: comune soprattutto in climi secchi, causa la decolorazione delle foglie e problemi nello sviluppo delle piante, e si riproduce molto in fretta. Anche in questo caso si può optare per uno dei tanti prodotti disponibili o per un predatore.
-Muffa grigia: le innaffiature irregolari possono portare ad aree incavate e marroni sui peperoncini, che presto diventano molli e si coprono di muffa. Per prevenire questa patologia vanno ben distanziate tra loro le piante, provvedendo ad una adeguata ventilazione e ad una innaffiatura regolare. E’ importante anche rimuovere foglie morte o parti danneggiate.
-Ingiallimento delle foglie: quasi sicuramente si tratta di una deficienza nutrizionale, utilizzate un fertilizzante completo, magari a base di alghe, attenendovi ai dosaggi riportati in etichetta e non dovreste avere ulteriori problemi.
-Marciume di fine fioritura: causa dell’annaffiatura irregolare, o di un eccesso di azoto, la punta dei frutti può scurirsi e diventare molle. In questo caso somministrare calcio e regolarizzare l’irrigazione.
fonte: http://www.chillisgalore.co.uk

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