Emulsione di pesce, fertilizzante organico

L’emulsione di pesce deriva principalmente da scarti di lavorazione dei prodotti ittici per il consumo alimentare, ma anche da alcune varietà di pesce tropicale non adatto al consumo in quanto di carni oleose e spinose, pescati per il loro alto contenuto proteico.

Questi pesci vengono cotti in forno e pressati: liquidi e oli vengono raccolti mentre la carne e le parti solidi vengono riutilizzate nell’alimentazione animale.
Il “succo” ottenuto, detto “stickwater” è più prezioso del petrolio e viene venduto ad oltre il doppio del prezzo del greggio. Il secondo passo consiste nella  centrifuga del siero, che viene schiumato e bollito fino a diventare una soluzione densa e gommosa detta appunto emulsione di pesce.

Viane aggiunta una piccolissima parte (meno dello 0,1% del peso) di acido fosforico per fare scendere il pH a valori intorno al 4,5%, evitando così che il prodotto marcisca e che gli enzimi del pesce sviluppino gas dall’odore insopportabile. Questo dettaglio non compromette la completa naturalezza dell’emulsione.

Una volta confezionato, l’articolo viene venduto come appetizzante per il cibo degli animali o come fonte di proteine extra per lo colture da foraggio, o ancora come fertilizzante.
In quest’ultimo caso viene ancora aggiunto un agente deodorante prima dell’imbottigliamento e il pH viene controllato ed eventualmente corretto perchè i valori restino bassi.
Per ottenere il marchio di prodotto Organico è sufficiente che gli elementi aggiuntivi non superino l’1% del peso totale: è infatti indispensabile provvedere affinchè i gas della decomposizione non facciano esplodere le bottiglie o non diventino comunque immaneggiabili.

Oltre all’emulsione Organica fino ad ora descritta esistono altri due tipi di fertilizzante a base di pesce: l’emulsione ammendata e quella enzimatica.
Nel caso di parli di prodotto ammendato, si parla di un prodotto analogo a quello fino ad ora trattato, ma a cui vengono aggiunte alte percentuali di additivi sintetici, come l’urea.
L’emulsione enzimatica ha solitamente valori NPK di 2-5-3 (contro i 5-1-1 dell’emulsione Organica), e viene prodotta partendo da scarti di pesce lasciati in un contenitore di acciaio con enzimi che ne causano il deterioramento.

A questo punto l’acqua rimasta viene separata dall’olio e bollita affinchè rimanga un fondo denso a cui viene aggiunto acido fosforico per uccidere gli enzimi precedentemente addizionati. Per attuare questa operazione il pH deve avere un valore attorno al 4, per cui in seguito è necessario un tocco di potassio per rialzarlo a 4.5.

Questo tipo di fertilizzante è ottimo per le giovani piante, soprattutto quando il clima è ancora freddo, e può essere somministrato per via foliare.
Stimola la crescita e lo sviluppo della radici, ma è importante attenersi strettamente alle dosi riportate in etichetta per non rischiare di “bruciare” le piante.
Grazie alle sue caratteristiche “ricostituenti” è indicato per le talee e le piante appena trapiantate, per le fioriture prolungate, e in seguito a problematiche radicali. Migliora l’aspetto delle foglie che tendono a reinverdire.

Ad oggi non è stato ancora proposto un fertilizzante alternativo, magari con una produzione più semplice od un odore meno invadente, per cui anche nel secolo delle colture idroponiche nelle basi lunari il succo di pesce la fa da padrone come nella tradizione contadina.

I prodotti normalmente in commercio sono pratici, bilanciati, e riportano utili tabelle di dosaggio. Ma se voleste cimentarvi nella produzione domestica, ecco come fare.
Potete usare parti di pesce fresco o inscatolato, ma in questo caso lasciatelo qualche giorno a macerare con del terriccio in un contenitore chiuso, cosicchè i microbi abbiano la meglio sui conservanti.
Mettete il tutto in un secchio da una ventina di litri, riempiendone metà con segatura, paglia o foglie e aggiungendo al pesce anche della melassa per accelerare la decomposizione e controllare in minima parte gli odori molesti che si svilupperanno.
Lasciate maturare un paio di settimane, aprendo tutti i giorni il coperchio per dare una vigorosa mescolata e migliorare lo sviluppo dei microbi nel composto. La componente vegetale del nostro brodo aiuterà  l’ossigenazione, assorbirà l’azoto e mitigherà il fetore.

Volendo aggiungere acido solforico e magnesio, come è d’uso nel fertilizzante confezionato, è sufficiente un cucchiaio di sali Epsom. Se fosse necessario acidificare, utilizzate un cucchiaio di aceto di mele. Se ancora l’aroma fosse intollerabile è possibile aggiungere altro materiale vegetale e frutta, o direttamente dello zucchero di canna, che accelera lo sviluppo microbico e ha eccellenti proprietà deodoranti.

1 Comment on this Post

  1. anne barbetti

    L’USO PER LE PIANTE IN TERRA ,PER ES. GLI IRIS BARBATO ALTO

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