Acquaponica australiana

Paesi diversi, approcci diversi.
Dopo l’esperienza francese di Noucetta Kedhi diamo uno sguardo agli antipodi, dove da un hobby è nato unacquaponica australiana piccolo impero.

Joel Malcolm è un giovane australiano, appassionato di orticoltura e permacoltura, ovvero il  processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico.
Meno di dieci anni fa si è avvicinato ad una tecnica che coniuga semplicità e grandi produzioni, provvedendo dapprima ai bisogni della sua famiglia, e costruendo poi un fiorente business.
I grandi spazi e le  caratteristiche del suo Paese favoriscono il diffondersi di impianti per la coltivazione domestica a risparmio idrico, e le famiglie investono volentieri denaro ed ampie metrature per ottenere alimenti freschi e biologici.

Di seguito la sua testimonianza in merito alla tecnica che ha rivoluzionato la sua vita.

L’acquaponica è la combinazione tra l’acquacoltura e l’idroponica, con il pregio di eliminare i lati negativi delle singole tecniche.
L’acqua saturata di nutrienti dai pesci viene pompata nel substrato di crescita delle piante e da qui scola, ripulita, filtrata e ossigenata, nell’acquario.
Immaginate di avere nel giardino sul retro un sistema che vi permette di portare in tavola prodotti freschi , biologici, organici, e utilizzando solo una piccola parte dell’acqua necessaria per annaffiare in modo tradizionale.
Vi chiederete dov’è l’inghippo: beh, non c’è!

Il sistema è altamente personalizzabile ed adattabile a qualunque tipo di necessità, si può sviluppare in ogni forma e dimensione.
E’ essenziale ricordarsi di introdurre batteri che decompongano le marcescenze vegetali all’interno del substrato e che trasformino i rifiuti prodotti dai pesci in sostanze utilizzabili dalle piante.
Questa tecnica si basa su un approccio naturale e non si devono mai aggiungere fertilizzanti chimici, che danneggerebbero i batteri benefici e i pesci.

Si può decidere a seconda dell’impegno, dell’investimento e del fine che ci si è proposti, di optare per una semplicissima vasca davanti ad una finestra, animata da pesci rossi. Oppure, magari dopo un po’ di pratica, di scegliere un allevamento intensivo di pesci mangerecci e molteplici vassoi di coltivazione di grandi dimensioni.

Il sogno

Immaginate di avere, proprio fuori dalla porta di casa, un laghetto in miniatura che scintilla alla luce del sole, la cui superficie è interrotta soltanto dal verde smeraldo delle foglie e dai colori sgargianti dei fiori.
Un insetto ronzante si avvicina alla superficie che d’improvviso s’increspa, lasciando scorgere per una frazione di secondo un guizzo di squame argentate che subito scompaiono, insieme al molesto ospite.

Sotto lo specchio cristallino i pesci continuano la loro instancabile ricerca di cibo, zigzagando tra le ninfee,  mentre i gamberoni d’acqua dolce esplorano gli anfratti con le loro chele scure.
Le trote australiane lasciano intravedere i loro riflessi, i persici si rincorrono per difendere il loro angolo di vasca, le carpe nuotano graziosamente ignorando quanto accade intorno.

Le piante nei vassoi di coltura sono in fiore, e crescono rigogliosamente mentre filtrano quell’acqua così cristallina. Erbe aromatiche tutt’intorno spandono una fragranza celestiale nella brezza estiva.
I pomodori e i peperoni maturano senza fretta diventando più appetitosi di giorno in giorno.

Animali e piante che crescono insieme in simbiosi, in maniera naturale, ad un passo dalla soglia di casa, e tutto questo è stato realizzato con le mie mani: questo è quanto mi saluta ogni giorno dal mio cortile.

La mia storia dagli esordi

Anche io ho iniziato, nel 2000, con un modestissimo sistema che si è presto trasformato in una passione che sfiorava l’ossessione: soprattutto la possibilità di allevare pesci in casa mia mi aveva stregato.
Ho iniziato a confrontarmi con gli altri, a cercare informazioni, a giocare con materiali e progetti, e mano a mano che imparavo mettevo la mia conoscenza a disposizione degli altri scrivendo manuali, guide, documentando con immagini e filmati i progressi che stavo facendo.



Il volume dei miei scritti aumentava vistosamente di pari passo con l’ampliarsi del mio progetto acquaponico, ma si trattava ancora di un genere di nicchia che interessava poche persone e quindi era difficile trovare in giro per il mondo persone con cui confrontarsi.
Nel 2003 ho quindi aperto il mio sito (http://www.backyardaquaponics.com) e nel 2005 ho aderito ad un forum di discussione (http://forums.permaculture.org.au/index.php) con alcune immagini e link relativi ai miei lavori.

La gente ha risposto dimostrando un vivo interesse e sono nate discussioni in quantità; questo mi ha dato l’idea di raccogliere per la prima volta i miei documenti in forma di libro, poi incluso in un vero e proprio pacchetto informativo con cd e dvd ( http://www.backyardaquaponics.com/further%20information.htm ).

Nel 2006 i tempi erano maturi per aprire un mio forum, che ha riscosso da subito un certo successo, e grazie ad un’amica molto perseverante sono stato invitato a partecipare ad una trasmissione televisiva. Ho scritto articoli per alcune riviste e siti internet, ricevendo un ottimo riscontro.
Nell’agosto 2006 una parte di un filmato dei miei impianti è stato trasmesso dalla tv nazionale australiana , suscitando un improvviso clamore attorno all’acquaponica.
Il passo successivo è stato proporre alle persone sistemi preconfezionati che li affrancassero dalla ricerca spesso difficoltosa dei materiali e da un non sempre elementare assemblaggio degli stessi.
Ho iniziato ad installarli nel 2007 e l’interesse è andato esponenzialmente aumentando grazie anche al passaparola. Il primo impianto in assoluto che avessi mai installato è stato ripreso per uno show televisivo andato in onda nel Settembre 2007.
In Ottobre ho aperto un negozio di articoli per acquaponica con mostra degli impianti, probabilmente il primo nel suo genere nel mondo: sembra che tutto vada per il meglio e fioccano richieste, l’interesse è alle stelle!

Progetti

Il design base prevede il ricircolo continuo o la tecnica del flood and drain.
Queste tipologie base sono concepite per ospitare pochi pesci, tenendo presente per ottenere 6 kg di pesce per 100 litri d’acqua bisogna attenersi alla proporzione di volume del vassoio di coltura/ acquario di 2:1.
Per un impianto decorativo da mettere in giardino, con una dozzina o due varietà di pesci e qualche gambero, ho creato dei progetti standard. Nel mio sistema a ciclo continuo con singolo vassoio di coltivazione ho circa 50 pesci, molti dei quali attorno al kilo di peso; sono in effetti un po’ troppi e devo al più presto rimuoverne qualcuno, mi prendo giusto il tempo per decidere se sia meglio un barbecue, il forno, la padella o la pentola…E’ così difficile scegliere!

Questi impianti sono particolarmente economici da costruire, con un po’ di immaginazione e materiali di recupero. Non è difficile nemmeno apportare variazioni al modello base per adeguare il tutto a quello che avete in mente. Gli schemi da seguire per realizzare il vostro ecosistema in miniatura sono a questo indirizzo: http://www.backyardaquaponics.com/designs.htm.

I sistemi

La Backyard Aquaponics fornisce kit per l’assemblaggio ma anche montaggio a domicilio di un’ampia gamma di sistemi “chiavi in mano”, testati e garantiti, che richiedono una manutenzione quasi nulla. Assicura l’utilizzo di materiali di prima qualità (con pompe in acciaio inossidabile prodotte…in Italia).
Vediamo nel dettaglio l’offerta per una famiglia media, con 4 vassoi di coltura, tenendo presente che si tratta di dimensioni pensate per l’Australia, dove si parla di aie di qualche centinaio di metri quadrati.

La gestione degli spazi è elastica, il sistema si può montare in uno spazio lungo e stretto, ad esempio lungo una siepe o uno steccato laterale (12m x 2,2 oppure 10m x 2,5), oppure si può gestire in un cortile o una veranda quadrati (7m x 4).

Quattro aree colturali permettono un allevamento piuttosto intensivo di 100 Barramundi (grossi pesci australiani) in estate e 100 trote in inverno, oppure si può optare per pesci meno impegnativi come Persici, pesci rossi o carpe koi per il serbatoio principale e gamberi nel contenitore più piccolo di raccolta acqua reflua.

Con questo impianto si garantisce ad una famiglia di 4 persone almeno un pasto di pesce alla settimana e tutta la verdura fresca che può consumare.

Il costo di questa piccola meraviglia, recapitata domicilio, montata e pronta all’uso, con tanto di lezione di due ore sull’utilizzo e due ore di supporto all’avvio, è di 8850 dollari (circa 5700 euro).

Che dire, non ci resta che sperare che l’esempio venga presto seguito nel resto del mondo permettendo anche a noi di godere di simili servizi. nel frattempo nessuno ci impedisce di costruire da noi stessi quanto ci serve o di modificare idrosistemi professionali.
Consultate il ricchissimo sito http://www.backyardaquaponics.com (tutto in lingua inglese) per godere della versione integrale del materiale da cui è stato tratto questo articolo, per consultare il forum e la collezione di link e soprattutto per osservare le splendide foto, che fanno venire voglia di iniziare domani stesso a rimboccarci le maniche per un passettino avanti verso una piacevolissima autonomia.

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