Il mio orchidario

di Luca Giordani

Eccolo qui, finalmente! Dopo circa 25 giorni di lavoro….
Dopo aver letto mille articoli, mille libri e milioni di discussioni sui vari forum presenti in internet, sono riuscito a progettare e realizzare la casa delle mie orchidee.
Da dove comincio…. dunque, a parte le misure, che -se servissero a qualcuno- sono tutte trascritte, ho iniziato il progetto dal più grosso sottovaso che ho trovato, cioè 105 cm x 55  alto 6 cm.
Ho cominciato a costruirgli un vestito addosso, in legno per la base e il cappello, e il vetro sui 4 lati. 

Ho ordinato da Italgrow  la Envirolite, quella da 125 watt, a 6400°K , dal falegname i pezzi di legno, tutti di misura precisa al millimetro… ( il vetro purtroppo non si piega…) dal vetraio tutto il vetro ( ma quanto costa il vetro! ) da Vivaria  il sistema di nebulizzazione Basic Misting System per il controllo dell’umidità e in un qualsiasi negozio di informatica le due ventoline per il raffreddamento del case dei computer, che ho poi posizionato nell’angolo posteriore, alimentate da un bel trasformatore universale a tensione variabile per poterne variare le velocità (cioè diminuendo la tensione, le ventoline girano più lentamente, perché non occorre un grosso flusso d aria, ma piuttosto un rimescolamento). Una variazione che ho dovuto realizzare però appena terminato il tutto, è stata quella di fare con due frese da legno di diametro 2,5 cm due piccoli fori vicino alle ventole, per poter abbassare un po’ l’umidità che aveva valori troppo alti.

Dopo di che ho iniziato il montaggio: ho intagliato le sagome delle ventoline sul legno e ho iniziato, con dell’impregnante all’acqua, a dipingere il legno per proteggerlo contro l’umidità.

Date le 3 mani di impregnante  ho iniziato ad assemblare tutti i piccoli particolari che mi servivano, nel mio caso le ruotine, in quanto l’ orchidario verrà posizionato vicino a un camino, e non volevo che le piccole cuocessero quando è acceso. Per cui, alla Brico, ho comprato 4 rotelline da carrello, ognuna delle quali sopporta un carico di 25 kg, e le ho avvitate a 4 spicchi di legno che avevo precedentemente preparato.

Adesso, inizia la fase che per me è risultata la più problematica, ma solo perché ero da solo, e cioè assemblare i 4 lati della base e del cappello. Con l’uso di piccole spine in legno, colla da legno e fasce da camionista (!!! ) ho unito tutti i pezzi, e aspettato poi 3 giorni perché il tutto fosse il più possibile stabile prima di procedere alle altre fasi.

Ho iniziato poi ad assemblare, nel cappello, quella che sarebbe stata la base degli impianti, e il supporto dell’Envirolite.
Allora, per la base degli impianti ho realizzato con del legno di spessore 1,4 cm una sorta di pista larga quanto mi permetteva l’ingombro del riflettente della lampada, e in più vi ho attaccato i due supporti per le ventole, lasciando in ogni pezzo di legno qualche millimetro per permettergli di espandersi, quando sarà sottoposto a un grado di umidità decisamente alto.

Ho poi ( dopo averci pensato molto ) escogitato una cosa strana per il sostegno di tutto il kit riflettente dell’Enivirolite. Ho messo sui bordi del cappello due supporti, tipo quelli che si sono dentro agli armadi per sostenere gli abiti, entro cui poi ho poi appoggiato un tubo in alluminio, e al  quale ho successivamente attaccato con dei golfari ( bulloni a testa tonda ) il kit d illuminazione.

Poi sono passato alla base, che ha richiesto diverse soluzioni, per ovviare a diversi problemi: l’acqua di condensa che sarebbe scivolata dai vetri, il supporto per il sottovaso pieno di Leca e acqua, il peso dei vasi delle orchidee che però doveva far passare l’umidità che sarebbe risalita dalle palline di Leca.
Allora, per prima cosa, ho fatto 4 pezzi di legno di spessore 1,4 cm per il sostegno del sottovaso, uniti alla base con delle staffe ad elle in acciaio.
OK il sottovaso è a posto,  adesso occorre evitare che l’acqua di condensa finisca sul legno e che nel tempo lo faccia marcire, per cui, dopo essermi drogato con dell’ottimo Prosciutto di Parma, ho avuto la visione!

Usando quelle strisce di plastica che ci sono nelle celle frigorifere, che sono spesse, trasparenti, ma molto flessibili, ho brevettato le minigonne dell’orchidario. Ossia, per tutto il perimetro della base, ho fissato con viti e rondelle queste minigonne di altezza 10 cm. Essendo curvate guidano l’acqua di condensa all’ interno del sottovaso, impedendole di colare nel legno o sul pavimento.

Da precisare che dal falegname avevo comprato legno di spessore 3 cm: il vetro è di spessore 6 mm, per avevo fatto praticare un intaglio di altezza 2,5 cm , entro il quale avrei poi fissato il vetro.

So che descriverlo è difficile, si tratta in pratica di una scanalatura nel legno entro cui ho poi ho infilato il vetro, dopo aver opportunamente siliconato il fondo.

Posizionati i vetri con l’ausilio di scotch da carrozziere per tener gli angoli perfettamente a 90 ° , ho infilato il cappello, e l’ orchidario ha cominciato ad assumere la sua forma definitiva.

Ho poi assemblato tutti i contatti elettrici, posizionato una ciabatta multipresa sulla quale ho collegato tramite un timer l’illuminazione, e con un altro timer il sistema di nebulizzazione della Vivaria. Le ventoline da computer le lascio sempre accese, ma vorrei specificare che girano davvero piano.

Pronto per il funzionamento, ho riempito con le palline di Leca e acqua il sottovaso, poi una sorta di doppia rete portante, e una retina da pollaio per livellare la rete sottostante che impediva un corretto appoggio dei vasi.

Ho poi messo le mie tre piccole orchidee, una phalenopsis e due oncidium, in attesa di vedere cosa succede senza forzare le condizioni, ma scegliere anzi le piante in base ai valori che riuscirò ad avere nel mio orchidario.

So per certo che agli occhi dei più avrò commesso mille inesattezze o ancor peggio delle enormi cavolate, ma per me questo orchidario rappresenta un punto di partenza, e non di arrivo.
Guardandolo, continuando a leggere e ad ascoltare i veri esperti, spero nel tempo di apportare tutte quelle migliorie che permetteranno alle mie amate orchidee di vivere e prosperare nel miglior modo possibile.
Per cui per qualsiasi dubbio, o cavolata che secondo voi ho fatto, sono qui, aperto a qualsiasi critica o suggerimento.

Dì la tua!