Piante carnivore (terza parte)

di Fabio D’Alessi
A.I.P.C. Associazione Italiana Piante Carnivore

Introduzione alla coltivazione

Dopo aver imparato a riconoscere i principali generi di piante carnivore, vediamo ora di imparare la coltivazione almeno delle specie più semplici.

Per centinaia di anni, sin dai primi tentativi di coltivazione, le piante carnivore sono sempre state ritenute piante di difficilissima coltivazione. Difficili da tenere, difficilissime da riprodurre, quasi impossibili da far nascere da seme.

Ciò avveniva in quanto spesso gli esploratori che riportavano queste piante in Europa non accompagnavano le piante da informazioni sull’ambiente in cui le avevano trovate. Le piante carnivore, così, finivano coltivate come se fossero state delle normali rose, morendo in brevissimo tempo.

Fortunatamente, mano a mano che si sono accumulati più dati sugli ambienti nativi di queste piante e che si sono cercate di riprodurre artificialmente le condizioni naturali più favorevoli alla loro crescita, si è scoperto che le piante carnivore non sono, in generale, così difficili da coltivare come potrebbe sembrare. Sono particolari, non difficili.

Sono particolari in quanto le tecniche di coltivazione sono piuttosto stravaganti e differenti da quelle comunemente usate per le altre piante. Non sono difficili in quanto una volta apprese queste tecniche non è insolito riuscire a coltivare con grande successo anche le specie più rare e ostiche.

In altre parole, si tratta solo di imparare.

La stragrande maggioranza delle piante carnivore ha bisogno di pochi, ma fondamentali, requisiti: acqua, torba e sole. Non dimentichiamoci che spesso queste piante crescono in terreni torbosi, paludi, acquitrini. Tutti questi ambienti hanno in comune queste cose: sono fradici d’acqua, sono spesso esposti al sole diretto dalla mattina alla sera, e il terreno è composto prevalentemente da detriti vegetale oppure da sfagno e torba.

Una volta ricreate queste condizioni, la coltivazione sarà solo questione di tempo libero e passione, ma non sarà per niente impossibile o irrealizzabile.

Terreno
Moltissime piante carnivore, e di sicuro tutte quelle che vengono consigliate ai principianti, crescono benissimo su torba di sfagno pura. A questo proposito, è necessario riuscire a recuperare della torba acida di sfagno assolutamente pura e priva di fertilizzanti e addizionanti. Sono da escludere le “torbe fertili”, gli “humus addizionati” i “terravita” e tutti i prodotti di questo tipo, perché contengono azoto, che sebbene sia un toccasana per le piante normali, è un veleno per le carnivore. Quindi, dobbiamo usare solo torba acida di sfagno, che peraltro non costa quasi nulla e si trova presso tutti i grossi garden-center e vivai. Un metodo per scegliere una torba acida di sfagno a colpo sicuro è controllare, nella tabella dati della torba, il pH. Se il pH è compreso tra 3 e 4.5 la torba va bene. Se invece il pH è superiore a 4.5 la torba è da scartare.
A questa alcuni aggiungono delle sostanze per renderla meno impaccata. Si usa spesso la perlite, o il ghiaino di quarzo. Ciò in quanto è necessario usare sostanze neutre che non inquinino il terreno nè alterino il pH. Senza scendere in dettagli, cercate in negozi di acquariofilia del normalissimo ghiaino di quarzo, oppure procuratevi da un vivaista della perlite.
La preparazione del terreno è piuttosto semplice: basta strizzare e idratare la torba finché è fradicia. Mescolarla in proporzione 1:1 con perlite o quarzo, oppure usarla pura e sistemarla nei vasi (possibilmente di plastica).

Acqua
è importante che l’acqua sia SEMPRE presente in abbondanza. Per questo si usa il sistema della sottocassetta o del sottovaso: si sistemano i vasi su sottovasi o sottocassette e si tengono le sottocassette sempre colme d’acqua, versando l’acqua direttamente nella sottocassetta e mai sul vaso o sulla pianta. La sottocassetta piena d’acqua simula la situazione della palude, dove lo strato superficiale può essere anche secco e arso dal sole, ma dove pochi centimetri sotto c’è sempre fango e acqua in enorme quantità. Questo è un requisito fondamentale, e se la torba dovesse seccare per assenza d’acqua le piante morirebbero in brevissimo tempo.
Che acqua usare? I principianti possono usare qualsiasi acqua ottenendo risultati accettabili sia per le drosere che per dionee e altre piante. I più smaliziati pero’ sanno che più “tenera” e “dolce” è l’acqua, meglio crescono le piante. A questo scopo si usa spesso acqua piovana, o acqua demineralizzata (in vendita nei supermercati) o, i più esperti, addirittura un impianto a osmosi inversa per ottenere grandi quantità d’acqua poverissima di sali, ottima per le carnivore.

Posizione
Contrariamente a quanto si pensa, a parte alcuni casi, le piante carnivore non sono piante tropicali e non sono piante da sottobosco o delicate. Vanno, anzi, tenute in pienissimo sole e all’esterno, durante tutto l’anno. Durante l’inverno vanno tenute in un posto freddo, con temperature attorno a 2-5°C, in modo che entrino nella fase di dormienza. La primavera successiva saranno più vigorose e vispe che mai. Al contrario, tenere una dionea o una sarracenia in casa, al calduccio, rappresenta solo apparentemente un vantaggio, in quanto poi la pianta, in primavera, crescerà lenta e stentata.
Caso a parte quello di Nepenthes e poche altre piante che sono effettivamente tropicali e che necessitano quindi di temperature sempre nell’ordine dei 15-20°C. In inverno queste piante hanno bisogno di un terrario o di un posto comunque umido, caldo e con fotoperiodo di almeno 12 ore di luce. Proprio queste condizioni, difficili da simulare a meno che non si spenda molto, rendono queste piante più impegnative da tenere.

Quindi, visti i requisiti fondamentali, riassumiamo i punti assolutamente fondamentali per la coltivazione generica delle piante carnivore:

* Usare sempre terreni acidi: torba acida di sfagno priva di addizionanti e eventualmente alleggerita con quarzo o perlite.
* Sistemare sempre i vasi in modo che ci siano sempre almeno un paio di centimetri d’acqua sul fondo, per mantenere il terreno molto umido, specialmente durante l’estate. Usare il sistema della sottocassetta.
* Sistemare le piante in posizione molto assolata, all’esterno, e lasciarle svernare in condizioni fredda durante l’inverno.
* Non fertilizzare mai con alcun tipo di fertilizzante.
* Non giocare con le trappole, divertirsi a chiudere le trappole delle dionee o dar da mangiare qualsiasi alimento che contenga grassi o oli. Ciò quindi esclude carne animale. Le piante si arrangeranno da sole a catturare gli insetti.
* Una volta sistemata una pianta in una posizione, non spostatela frequentemente, ma lasciatele qualche mese di tempo che si adatti alle nuovi condizioni di luce e umidità. Muovere le piante frequentemente significa indebolirle.
* Nel caso otteniate semi, seminateli sempre in condizioni di elevata umidità, su torba purissima.
* Rinvasate in febbraio, con particolare attenzione a non lacerare nè rovinare le radici di queste piante, spesso delicate e piuttosto sensibili.

Ricordatevi sempre l’acqua nei sottovasi.

Se avete intenzione di uscire di casa entro pochi secondi e correre a prendere torba, perlite, acqua e vasetti per iniziare la vostra avventura nel mondo delle carnivore, un consiglio è quello di leggere sul sito la sezione sui materiali, che contiene dettagli, nomi di prodotti e prezzi di tutto ciò che vi serve, insieme ad alcuni parametri a cui stare attenti per non prendere prodotti non adatti alle carnivore.

Piante carnivore per principianti

Dionaea muscipula
Comunissima e facile da trovare nei negozi per 3-7 euro a vasetto. Da tenere all’esterno, sempre, e in posizione molto assolata. Se riceve abbastanza sole si arrossa e diventa particolarmente vigorosa e bella da vedere. D’inverno va tenuta in posizione riparata, ma comunque con temperature mai superiori a 5°C, altrimenti non entrerà in riposo invernale e deperirà. Di semplice coltivazione, con le solite precauzioni: usare solo torba pura, acqua in abbondanza e molto sole diretto. Fa fiori bianchi che si raccomanda sempre di tagliare per non indebolire la pianta.

Drosera capensis
Un’altra pianta molto facile da tenere, comunissima tra i principianti, insieme ad altre drosere facili quali ad esempio Drosera spatulata, Drosera binata, Drosera intermedia, Drosera rotundifolia e altre. Le condizioni di coltivazione sono semplici e sempre quelle: torba purissima, abbondante acqua nel sottovaso e posizione in pieno sole. D’inverno possono essere tenute in casa ma è meglio, comunque, fornir loro un inverno freddo e riparato, con temperature intorno ai 5-15°C. Producono gruppi di fiori viola o bianchi, piccoli, che formano abbondanti semi.

Pinguicula moranensis
Pianta comune e semplice da coltivare, così come i molti tipi di ibridi presenti sul mercato (Pinguicula ‘Hans’ e Pinguicula ‘Weser’ ad esempio). Da tenere non in pienissimo sole tutto il giorno, ma in posizione un po’ riparata, tipo su un davanzale esposto ad Est o Ovest. Terreno di torba pura o mista a perlite. Non abbondare con l’acqua nel sottovaso, ma assicurarsi che comunque la torba sia sempre ben umida. Produce bellissimi fiori a violetta, rosa.

Sarracenie
Piante non comunissime, ma comunque non insolite da trovare nei vivai specializzati e presso gli appassionati. Non è difficile per un principiante riuscire a tenere con successo una sarracenia. Necessita di terreno di torba pura mista a perlite 1:1 e grande abbondanza d’acqua nel sottovaso. Sole pieno, come al solito. D’inverno si raccomanda di tenere le Sarracenie all’esterno anche se la temperatura dovesse scendere sotto zero.

Ultime raccomandazioni

Se siete davvero interessati alle piante carnivore, iniziate con calma, concentratevi su poche specie, anche se è apparentemente brutto partire con piante facili etichettate come “piante da principiante”.
Avanzate per gradi. Dionea, Drosera capensis e binata, poi passate alle pinguicole o a qualche drosera a rosetta (D.spatulata o D.aliciae). Se vi crescono tutte bene per mesi, una stagione o due, allora lanciatevi su specie più impegnative e spettacolari come qualche specie di Sarracenia e Nepenthes.

Se non sapete dove trovare qualche pianta con cui iniziare, non c’è problema: sempre su aipcnet.it esiste una risorsa particolarmente utile, l’indice piante carnivore specie per specie , ove sono presenti anche gli indirizzi e-mail di coltivatori disposti a spedire gratuitamente semi e materiale a chi è alle prime armi.

Se preferite l’approccio su internet, allora potete partire dalla lista dei siti consigliati da AIPCnet è una lista ridotta, ma è comunque un punto di partenza. Sempre parlando di internet, una mossa azzeccata è senz’altro iscrivervi alla lista discussione italiana sulle carnivore, dove troverete decine di appassionati che saranno più che felici di regalarvi semi e piante con cui iniziare.

Ma specialmente, iscrivetevi all’AIPC , l’Associazione Italiana Piante Carnivore.

In ogni caso, buona coltivazione.

AIPC – Associazione Italiana Piante Carnivore

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