Piante carnivore (seconda parte)

di Fabio D’Alessi
A.I.P.C. Associazione Italiana Piante Carnivore

Continuiamo dal numero scorso l’articolo sulle piante carnivore. Dopo l’introduzione e la presentazione delle varietà, riprendiamo con la categorizzazione.

PIANTE CON TRAPPOLA AD ASCIDIO

E qui passiamo dal regno del “piccolo e carino” al regno del “grande e meraviglioso”.

Innanzitutto, cos’è’ una trappola ad ascidio? Tecnicamente l’ascidio e’ una foglia modificata in modo da formare una specie di contenitore con la forma più’ o meno di un bicchiere. Qui le prede vengono intrappolate e digerite lentamente. L’ascidio e’ prodotto dalle foglie che si ripiegano su se stesse, richiudendosi.
Il funzionamento e’ piuttosto semplice: le piante producono questi ascidi con una apertura libera. Successivamente attirano gli insetti con vari sistemi (colori, nettare). Gli insetti che cadono negli ascidi vi muoiono e vengono digeriti lentamente. Vista la relativa semplicità’ di questa trappola, ci sono più’ generi di piante carnivore che l’hanno adottata, in maniere diverse. Vediamoli.

Nepenthes alata

Nel genere Nepenthes gli ascidi sono formati all’estremità’ delle foglie. L’aspetto di queste piante e’ quindi di piante con foglie “normali” con delle specie di “bicchieri” pendenti attaccati alla punta delle foglie. Gli ascidi sono ripieni di liquido digestivo che uccide e assimila le prede.

Qui a destra una tipica Nepenthes, con le sue foglie ad ascidio pendente. Come si puo’ vedere, sono piante estremamente belle e affascinanti, con colori che vanno dal rosso al viola, al nero, in combinazioni di colori che hanno spesso dell’incredibile. Esiste un unico genere : il genere Nepenthes, con decine di specie. Sono tutte piante tropicali (provengono dalle zone del Borneo e lontano oriente), ed hanno bisogno di condizioni di crescita molto particolari, con temperature e umidità’ controllate, fotoperiodo costante, ecc.

In natura spesso hanno comportamento spesso epifita o semi rampicante e crescono abbarbicate su altre piante, nelle foreste tropicali, o comunque su detrito di origine vegetale.
Alcune delle specie sono quasi estinte o esistono solo in coltivazione.
Le dimensioni sono notevoli, e ci sono Nepenthes che possono arrivare a metri di lunghezza con ascidi della capacita’ di 1-2 litri. Sono piante impegnative, alcune rarissime, e spesso molto costose.
Sono, d’altronde, piante che danno un enorme soddisfazione se coltivate con successo, e alcuni dei migliori coltivatori mondiali di piante carnivore sono appunto coltivatori di Nepenthes.

Cephalotus follicularis

Pianta molto rara e particolare, esistente in un unico genere con una unica specie, australiana, il Cephalotus follicularis.
In questa pianta, al contrario della Nepenthes (dove le foglie hanno un aspetto normale, al cui apice e’ attaccato l’ascidio) esistono due tipi distinti e separati di foglie. C’è’ un tipo di foglia a lamina, che e’ in tutto e per tutto una foglia normale, come potrebbe essere quella di una qualsiasi pianta non carnivora. Alternate a queste foglie ci sono poi delle foglie esclusivamente ad ascidio, con una forma tipica di bicchiere con coperchietto.

Questa pianta, se cresciuta bene, presenta gruppi di decine di foglie normali e decine di trappole. Le trappole ad ascidio possono arrivare a 10 centimetri d’altezza e sono delle vere e proprie tombe per formiche. Tipico dell’Australia, il Cephalotus e’ abbastanza raro ed impegnativo da coltivare. Cresce su terreni torbosi e umidi, in condizioni di pieno sole.

Ripetiamo quindi: due tipi di foglia distinti: un tipo non carnivoro, normale e un tipo esclusivamente carnivoro, ad ascidio.

Un unico genere con un’unica specie: Cephalotus follicularis, australiana. Abbastanza raro, abbastanza costoso, abbastanza difficile, assolutamente meraviglioso.

Sarracenia e Darlingtonia

Abbandoniamo le trappole ad ascidio a “bicchiere” per arrivare alle piante con trappole ad ascidio a “cono”. In questo caso le foglie sono sempre richiuse su se stesse a formare un contenitore, ma questo contenitore non e’ pendulo e portato all’estremità’ delle foglie, bensì’ e’ eretto, allungato, una specie di cono gelato piantato per terra. Gli insetti, anche qui, sono attirati verso il cono, dove cadono e muoiono, e lentamente vengono assimilati.

Sarracenia flava

Come si puo’ vedere le sarracenie hanno spesso un aspetto assolutamente incredibile e che non richiama in alcun modo le altre piante. Non hanno foglie a lamina, di aspetto normale, bensì’ solamente foglie a cono (salvo rari casi), hanno colori che vanno dal giallo-verde al rosso porpora. Tutte le sarracenie provengono dagli Stati Uniti, e sono adattate a climi da temperato freddo a temperato caldo. Richiedono molte ore di sole pieno, terreni sempre fradici e torbosi (tipici di paludi torbose) e inverni freddi durante i quali entrano in dormienza.
Esistono sarracenie che arrivano anche a più’ di un metro di altezza e che possono formare delle vere e proprie colonie di centinaia di ascidi a cono. Le forme vanno dal cono eretto ed allungato a coni schiacciati a terra, a coni piccoli a forma di becco-di-pappagallo.

Due generi: Sarracenia, con 8 specie, tutte assolutamente meravigliose e non impossibili da coltivare. Hanno la caratteristica di potersi incrociare bene tra loro, con la possibilità’ quindi di formare un numero infinito di ibridi diversi dalle 8 specie esistenti.

Darlingtonia californica, unico genere con unica specie. Molto affine alle Sarracenie, e’ detta anche pianta-cobra per la forma particolare delle trappole, che somigliano alla testa di un cobra. E’ anche questa una pianta tipica di zone torbose e umide degli Stati Uniti. Più’ rara delle Sarracenie e più’ impegnativa da coltivare.
Sarracenie e Darlingtonia sono tutte piante delicate, impegnative ma non impossibili da coltivare. Crescono lentamente ma sono, come le Nepenthes, dei veri e propri sogni da coltivare. Alcuni tra i più’ grandi coltivatori ed esperti di piante carnivore sono coltivatori di Sarracenia.

Heliamphora nutans

Altro genere di piante carnivore con trappole ad ascidio di forma conica ed allungata. Come le sarracenie e la Darlingtonia, non presenta foglie normali, ma esclusivamente foglie a cono allungato verticalmente. Le trappole sono ritenute molto primitive, in quanto sono meno sofisticate e perfezionate di quelle di sarracenie e Darlingtonia.

L’aspetto richiama in qualche modo quello delle sarracenie, con la differenza che gli ascidi non hanno il “coperchio” come succede per quelli delle sarracenie.
Le heliamphore sono piante particolarissime che vivono in ambienti estremi sulle cime degli altopiani (detti tepui) in Venezuela e Brasile, dove ci sono condizioni ambientali proibitive, costanti precipitazioni, forte vento, notti gelide.

Le piante sono talmente belle e impegnative che tutti gli appassionati di piante carnivore ritengono sia uno “status symbol” riuscire ad avere una Heliamphora in buona condizione nella propria collezione.

Un unico genere: Heliamphora, comprendente 5 specie. Sono tutte piante di montagna tropicale (tepui). Richiedono particolarissime condizioni di coltivazione. Rare, alcune rarissime, impegnative, costose, lente a crescere e delicatissime. Insomma, hanno tutti i difetti ma anche un piccolissimo pregio: sono bellissime.

Altre trappole, altre specie

Queste qui sopra esposte sono i tre tipi di trappola più’ noti e comuni nel mondo delle piante carnivore. Ma non sono gli unici.
Esistono infatti specie a volte meno note e meno coltivate, ma non per questo meno interessanti. Diamo una veloce occhiata:

Utricularia

Le utricolarie sono piante molto strane. Alcune specie sembrano muschi con foglie piccolissime e fiori coloratissimi ma molto minuti; altre specie risultano invece più’ vistose con foglie a “penna” o di altre forme e fiori meravigliosi. Alcune terrestri, altre completamente acquatiche.

Unico genere Utricularia con decine di specie sparse su tutto il globo.
La caratteristica di queste piante e’ che sono dotate di piccolissime trappole sotterranee o subacquee, simili a piccolissimi sacchettini. Questi sacchettini sono sottovuoto e quando un microscopico animaletto ci passa vicino si aprono per una frazione di secondo, lo risucchiano all’interno e si richiudono. Col tempo poi l’animaletto muore e viene assimilato. Le trappole non sono molto grandi (nell’ordine di 1-2 millimetri) e spesso la parte visibile della pianta e’ scarna e misera, e questo e’ il motivo per cui sono molto rare da trovare in coltivazione. Nonostante questo la bellezza dei fiori e la semplicità’ di coltivazione rendono le utricolarie una interessante alternativa alle solite carnivore.

Aldrovanda vesiculosa

Unica specie di un genere ormai quasi scomparso. In pratica e’ una piccola dionea acquatica. Senza radici, vive in acqua e ha piccolissime trappole (microscopiche) che funzionano in maniera simile a quelle della dionea, cioè’ a scatto.
E’ una pianta che una volta era molto comune in tutta Europa. A tutt’oggi, ormai, si ritiene sia praticamente scomparsa da quasi tutti gli ambienti dove era prima presente, a causa dell’inquinamento.
Rarissima da trovare in coltivazione, perché’ spesso vista come specie di poco interesse, piccola e insignificante. E’ invece una pianta molto interessante per la sua parentela con una pianta apparentemente cosi’ diversa come appunto la Dionaea muscipula.

Ci sono altri generi di piante carnivore (Genlisea, Ibicella e altri) ma sono talmente rare e insolite da trovare in coltivazione da essere note solamente ad alcuni coltivatori particolarmente esperti.

Chiave Riconoscimento

Riassumiamo tutto ciò’ esposto sin d’ora, cercando di fissare in memoria almeno uno schemino di minima. Abbiamo diviso le piante carnivore in vari gruppi a seconda del meccanismo di cattura. Costruiamoci quindi uno schema a “domanda/risposta” (tipo chiave dicotomica) per riconoscere i principali generi di piante carnivore.

– Foglia che si chiude a scatto? Trappola a tagliola : Dionaea muscipula

Unico genere, una sola specie. Comune, di facile coltivazione. USA.

– Foglia con superficie viscida? Trappola a colla :

*Ghiandole invisibili, foglia dall’apparenza liscia? Pinguicula

Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile coltivazione.

Distribuite su tutto il globo, in tutti i tipi di terreni. Particolare il gruppo delle pinguicole messicane. Pinguicula moranensis molto indicata per i principianti.

*Ghiandole ben visibili, foglia dall’apparenza pelosa? Drosera

Un genere, parecchie decine di specie, alcune comuni e di facile coltivazione.

Distribuite su tutto il globo, su terreni spesso umidi e torbosi. Particolari il gruppo delle drosere nane australiane, delle giganti africane, delle drosere tuberose e altre ancora. Drosera capensis indicata per i principianti.

– Foglia a tubo o a bicchiere? Trappola ad ascidio :

*Foglie normali, con bicchiere pendente all’estremità’? Nepenthes

Un genere, parecchie decine di specie, tutte tropicali e di coltivazione impegnativa.

Distribuite in zone tropicali autraliane e orientali. Due gruppi: gruppo di pianura e gruppo di montagna (più’ esigenti). Rare e costose, molto ricercate per la particolare bellezza. Crescono su altre piante o su detriti di origine vegetale in
ambiente umido.

*Due tipi di foglie distinte: foglie normali a lamina, non carnivore, e foglie completamente a bicchiere, carnivore? Cephalotus follicularis

Un genere, una specie, di origine australiana. Di coltivazione impegnativa, e difficile da trovare. Molto bella, cresce in colonie molto vaste, su terreni torbosi e umidi, in piane assolate.

*Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel terreno, con un prolungamento a “cappello” o “coperchio” che copre l’apertura dell’ascidio? Sarracenia

Un genere, 8 specie, tutte di zone paludose e umide degli USA. Impegnative (ma non troppo), e di particolare bellezza. Indicata per i principianti la Sarracenia purpurea venosa ed alcuni ibridi in commercio.

*Ascidi tutti a cono, allungati e verticalmente inseriti nel terreno, ma privi di “cappello”? Heliamphora

Un genere, 5 specie, tutte di zone di montagna tropicale del Sud America. Estremamente rare, impegnative, ma particolare bellezza.

Sito di riferimento: aipcnet.it

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