Luci neon per seminare piante grasse

di Stranepiante
http://stranepiante.blogspot.com/

Queste prime giornate fredde mi fanno pensare all’inverno, mi rattrista un pò pensare al periodi di stasi di crescita, ma buttando uno sguardo al mio pseudogerminatoio ritrovo subito l’allegria! è vero la luce dei neon non può minimamente essere comparata alla luce solare, ma riguardo alle semine indoor fa un ottimo lavoro.

[ Preparatevi ad un poema, la prima parte è teoria, se avete fretta leggete gli ultimi paragrafi...]

Ebbene si alle semine effettuate tra ottobre e aprile serve la luce per iniziare e continuare a crescere correttamente, dopo aver sudato tanto per reperire i semi, preparare la composta e i contenitori se non vogliamo o possiamo seminare all’esterno dobbiamo provvedere ad alimentare i nostri semenzali con il loro cibo preferito, la Luce… Read more…

La serra, ovvero come realizzare un sogno

di Mario Cecarini
www.cactusedintorni.com

Per essere certi di riuscire occorre una certa predisposizione al fai da te o almeno un amico esperto, disposto a dare una mano.

L’ATTREZZATURA
- trapano elettrico e set di punte;
- rivettatrice e relativi rivetti in alluminio (meglio se in rame);
- pistola sparapunti per fissare il telo e la  rete in plastica; in mancanza si possono usare chiodi da tappezziere e martello;
- seghetto a ferro;
- set di cacciaviti;
- viti autofilettanti;
- filo a piombo, livella da muratore, squadra in legno di circa 50 cm. di lato (autocostruita). Read more…

M.Pollan, dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

Intervista di Agnese Codignola

Cos’è questa cosa che sto mangiando? E da dove diavolo arriva? Tutto ha avuto inizio da queste due (all’apparenza) semplici domande. Risultato: un caso editoriale forse senza precedenti, dato l’argomento, centinaia di migliaia di copie vendute in tutto il mondo e la richiesta pressante di una seconda puntata da parte di migliaia lettori. Si tratta de ‘Il dilemma dell’onnivoro’, il libro culto dedicato all’alimentazione, in uscita in Italia con Adelphi il 4 giugno, scritto da Michael Pollan, pluripremiato giornalista collaboratore del ‘New York Times’, docente di Giornalismo scientifico e ambientale all’Università di Berkeley, che ha evidentemente toccato un nervo più che scoperto, e cioè la schizofrenia che vede milioni di persone al tempo stesso sempre più pigre, malate, obese, ma anche alla ricerca nevrotica della dieta ideale, o dell’alimento che le può salvare. E lo ha fatto con l’occhio del naturalista, intraprendendo un viaggio anche fisico, non solo culturale, in quattro pasti-tipo, arrivando così a scoprire realtà sconcertanti, spesso tragicomiche; che lo hanno condotto, infine, a mettere sotto accusa tutto ciò che mangiamo. Il successo del libro manifesta lo sconcerto di noi tutti davanti a quello che lui chiama ‘il dilemma dell’onnivoro’: più ci arricchiamo, più mangiamo male, più ci ammaliamo. Già, ma i lettori non si sono accontentati di un’accusa, ancorché argomentata e globale. E hanno chiesto a gran voce la soluzione del dilemma che, nelle settimane scorse, Pollan ha pubblicato col titolo ‘In Defense of Food – an Eater Manifesto’, e che è già tra i dieci libri più venduti negli Stati Uniti. Qual è la soluzione? Glielo abbiamo chiesto.

Michael Pollan, cominciamo dal dilemma: che cosa c’è di così strano nelle merci in vendita al supermercato?

“Nulla, all’apparenza, anzi. Se osserviamo l’immensa biodiversità presente in quell’ambiente così perfetto, dove gli odori sono banditi, le merci hanno un aspetto invitante e fresco, non possiamo che pensare, soddisfatti, ai passi in avanti fatti negli ultimi decenni. Tuttavia, se cerchiamo di conoscere meglio ciò che viene offerto, la situazione cambia radicalmente. Per capire quanto, basta leggere le etichette, con il loro gergo per iniziati e le interminabili liste di sostanze chimiche anche nei cibi più semplici, e con l’indicazione della provenienza, che spesso rimanda a produzioni situate a migliaia di chilometri. Read more…

Agricoltura sinergica: ecco cos’è

Lo studio dell’agricoltura sinergica, come dell’agricoltura naturale, nasce dall’osservazione dei processi naturali, dalla presa di coscienza che è necessario mantenere l’organismo suolo autonomo in grado di rigenerarsi, mettendo tn relazione i diversi elementi in modo che possano essere equilibrati e protetti. É un lavoro che dobbiamo fare tutti, in modo da essere in grado di consigliare altri agricoltori in merito alle tecniche di concimazione verde da adottare , alle sementi, alle strategie di progettazione, ad una produzione vegetale sotenibile perché realmente ecologica, attraverso i processi dell’autofertilità del suolo.

In agricoltura le piante vengono accusate di assorbire elementi fertilizzanti dal suolo, ma com’ è possibile che, se in natura le piante creano il suolo, in agricoltura lo distruggono? Read more…

Come controllare il Pythium in idroponica

di Noucetta Kedhi

Le radici solitamente non ricevono le attenzioni che meritano.
Questo accade in quasi tutte le tecniche di coltivazione, ma è un problema particolarmente rilevante in idroponica dove sono molto esposte e vulnerabili; la salute delle piante e la buona riuscita del raccolto dipende in buona parte dell’attenzione dedicata alle radici.

Le piante generalmente sanno badare a se’ stesse e hanno un certo fattore di autosufficienza in condizioni ottimali. Se l’ambiente degrada come ogni creatura vivente le piante diventano soggette ad attacchi esterni.

Il buon grower farà quindi di tutto per mantenere i parametri circostanti ideali: questo avviene provvedendo ad una rigorosa pulizia della growroom, all’ossigenazione dell’acqua, ad un settaggio costante di temperatura ed umidità, ad un drenaggio ottimale del substrato, e ad una ventilazione efficiente. Read more…

Ortobotanica idroponica in pillole

di J.Lewis

Le rose
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.
Innanzitutto l’acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.
In caso di coltivazione indoor la formula d’illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l’alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l’ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene spesso cresciuta in impianti su larga scala all’interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia). Read more…

Peperoncini, piccante passione

peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà.
Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura.
Adatti per l’outdoor in posizioni assolate, danno però risultati davvero eccellenti in serra; richiedono tempi di maturazione abbastanza lunghi, è quindi necessario calcolare al meglio il momento della semina perchè i frutti abbiano modo di svilupparsi completamente prima che le giornate si accorcino e il clima si raffreddi. Una buona idea è piantare all’inizio della primavera in un propagatore riscaldato e trapiantare quando l’ultimo freddo è finito. Read more…

Foglie verdi

di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico

Le foglie sono verdi e assorbono la luce solare grazie alla fotosintesi: questo lo sappiamo tutti. Ma come usano la luce e perchè sono proprio verdi? E cosa fanno quando è buio?

La linfa vitale delle piante è l’acqua, responsabile della stabilità dell’organismo vegetale (le piante assetate si afflosciano), provvede al trasporto dei nutrienti e diluisce i sali.
Attraverso l’evaporazione dalla superficie delle foglie l’acqua presente nel terreno viene risucchiata dalle radici, in un continuo benefico flusso.

Vero carburante della fotosintesi, l’acqua viene frammentata nei sui elementi base dalla luce: Idrogeno e Ossigeno. Read more…

Come nasce la permacoltura

Bill Mollison, l’ideatore della permacultura (o permacoltura) , è nato a Stanley, un piccolo villaggio di pescatori in Tasmania, nel 1928. Come tutti gli altri abitanti del suo paese, ha imparato a fare ogni sorta di lavoro necessario per la sopravvivenza: pescare, coltivare, cacciare, lavorare il metallo, fare il pane, realizzare abiti, scarpe, mobili, abitazioni…
All’età di circa 28 anni passava tutto il suo tempo in montagna o nel mare. Pescava e cacciava per vivere. Fu soltanto negli anni ’50 che iniziò a osservare che alcune parti del mondo in cui viveva stavano sparendo. I pesci e le alghe vicino alla costa a scarseggiare. Grandi aree del bosco iniziarono a morire. Fino ad allora non si era mai accorto di quanto fosse affezionato a tutto quello che lo circondava, innamorato del suo paese. Read more…

Emulsione di pesce, fertilizzante organico

L’emulsione di pesce deriva principalmente da scarti di lavorazione dei prodotti ittici per il consumo alimentare, ma anche da alcune varietà di pesce tropicale non adatto al consumo in quanto di carni oleose e spinose, pescati per il loro alto contenuto proteico.

Questi pesci vengono cotti in forno e pressati: liquidi e oli vengono raccolti mentre la carne e le parti solidi vengono riutilizzate nell’alimentazione animale.
Il “succo” ottenuto, detto “stickwater” è più prezioso del petrolio e viene venduto ad oltre il doppio del prezzo del greggio. Il secondo passo consiste nella  centrifuga del siero, che viene schiumato e bollito fino a diventare una soluzione densa e gommosa detta appunto emulsione di pesce. Read more…

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