Gli ormoni nelle piante (prima parte)

Gli ormoni nelle piante (prima parte)

Gli ormoni hanno molte funzioni, ed è praticamente impossibile parlare di uno senza parlare dell’altro a causa della grande interazione e interdipendenza. Questi agenti si combinano, influenzano la produzione degli altri ormoni, regolano specifiche e complesse attività e sono in gran parte responsabili della velocità di sviluppo della pianta.

di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico

Gli ormoni degli esseri umani e degli animali sono sostanze particolari, che causano grandi reazioni anche inormoni nelle piante 2013 giardinaggio indoor piccole quantità e che vengono prodotte da speciali ghiandole ma hanno effetto altrove nell’organismo.
Un esempio lampante sono gli ormoni sessuali maschili e femminili, detti estrogeni e androgeni, o gli ormoni della tiroide: queste sostanze non solo influenzano le nostre reazioni fisiche, ma anche il nostro comportamento sociale e i nostri pensieri.

Anche le piante hanno ormoni, come tutti abbiamo scoperto leggendo le etichette dei prodotti radicanti per talee.

In realtà quelli delle piante sono differenti da quelli animali, ma il ruolo che svolgono è fondamentalmente lo stesso. La produzione invece avviene in maniera differente e, se negli uomini è prodotta da ghiandole preposte, è possibile indicare solo in maniera generica la zona della pianta che li produce, situata nell’apparato radicale e in quello fogliare.

Si tratta di agenti molto mobili, che possono essere trasportati pressoché da qualunque via all’interno della pianta.
Ci sono cinque differenti gruppi di ormoni:
-le auxine
-le gibberelline
-le citochinine
-l’acido abscisico
-l’etilene

Gli ormoni hanno molte funzioni, ed è praticamente impossibile parlare di uno senza parlare dell’altro a causa della grande interazione e interdipendenza. Questi agenti si combinano, influenzano la produzione degli altri ormoni, regolano specifiche e complesse attività e sono in gran parte responsabili della velocità di sviluppo della pianta.

AUXINA

E’ l’ormone della crescita che utilizziamo solitamente come stimolatore della radicazione, noto anche come acido indolacetico, ed è prodotto dai meristemi del fusto, del fiore, del seme, del frutto allo stadio iniziale dello sviluppo, delle foglioline giovani.
Viene trasportato fino all’apparato radicale direttamente attraverso le cellule senza percorrere un canale principale, analogamente a quanto accade anche in altre funzioni primarie della pianta, ad esempio con l’acqua carica di nutrienti assorbita dai peli radicali e trasportata al fusto attraversando le pareti cellulari.

IL SENSO DELL’ORIENTAMENTO

Un esperimento permette di capire in che modo l’auxina si muove. Prendiamo un pezzo di stelo o di radice, immergiamo l’estremità superiore in una gelatina trattata con auxina e poniamo l’altra in un contenitore con la stessa gelatina, questa volta non trattata.
Ricordiamo che l’auxina va posizionata nella parte opposta alle radici, a simulare la naturale produzione a carico delle foglie/frutti.

Trascorso un po’ di tempo (variabile in proporzione alla grandezza della porzione di stelo) possiamo fare alcune osservazioni:

A- L’auxina è presente nell’estremità non trattata: il trasporto ha avuto luogo.
B- Se capovolgiamo il tutto la migrazione dalle foglie alle radici continua correttamente, anche se ora l’ormone deve risalire lo stelo anziché discendere.
C- Se poniamo la gelatina trattata all’estremità dove si trovano le radici il passaggio non avviene e il procedimento si blocca.
D- Se teniamo la gelatina con l’ormone nella posizione delle radici e capovolgiamo il tutto, il processo non ha comunque luogo.

Ogni cellula della pianta riconosce la posizione esatta delle foglie e delle radici, ha un suo ‘ senso dell’orientamento’ ed è dotata di due poli con una precisa collocazione all’interno del sistema.
Non è dunque l’ormone a percorrere una via piuttosto dell’altra, ma sono le cellule a guidarlo nella giusta direzione.

Come abbiamo visto il flusso dell’auxina può scorrere solamente dalle foglie alle radici, e non viceversa, indipendentemente dal verso in cui si pone lo stelo. Ogni cellula lavora come una pompa che spinge l’ormone nella cellula attigua, trasportandolo verso il basso.

COMUNICAZIONI ALL’INTERNO DELLA PIANTA

Se vengono percepiti i fattori ambientali adeguati alla proliferazione nella parte alta della pianta la produzione di auxina aumenta, promuovendo lo sviluppo di nuove radici.
Nel caso i fattori ambientali non siano positivi, ad esempio se la luce non è sufficiente o c’è un’infestazione in corso, l’apparato preposto produrrà ed invierà meno auxina alle radici.
Questa sorta di messaggio può salvare la vita della pianta che, percepito un rischio o un minore apporto energetico, produce meno radici e concentra le risorse per fronteggiare il pericolo.

ormoni nelle piante 2013 giardinaggio indoo22r

L’AUXINA NELL’INDUSTRIA

La comune polvere radicante in realtà non contiene auxina naturale, ma un composto chimico con caratteristiche simili, che di fatto ‘inganna’ la pianta. La parte dell’ormone deputata allo sviluppo delle radici infatti viene riconosciuta come tale e innesca la reazione voluta, ma la materia eccipiente che contiene questa chiave non viene riconosciuta dalle radici.
Non riuscendo a riconoscere questo materiale estraneo la decomposizione avviene molto lentamente e la polvere resta più a lungo, lavorando intensivamente.

Proprio per questa longevità si raccomanda di non utilizzare stimolanti artificiali su piante adulte, che non riuscendo a smaltire l’eccesso in tempo per il raccolto finirebbero per immettere sostanze chimiche nella catena alimentare.

Sostanze simili all’auxina vengono utilizzate anche come erbicidi, specialmente nella coltivazione del grano: l’erba a sviluppo rapido infatti assorbe più erbicida e muore, mentre il grano, che ha una crescita più lenta, sopravvive.
Questi erbicidi hanno lunga vita prima di decomporsi e il rischio di ritrovarseli nel piatto è molto elevato.

I defoglianti tristemente noti utilizzati ad esempio durante la guerra in Vietnam, come il famigerato ‘Agente Arancio’, erano a base di auxina ed erano in grado di rendere sterile il terreno e di intossicare la popolazione al punto di provocare nascite di bambini deformi anche a distanza di anni.

Evidentemente una dose troppo elevata di ormone radicante ha un effetto decisamente opposto a quello ottenibile utilizzando la corretta quantità, lo si può verificare quando malauguratamente immergiamo una talea troppo in profondità nella polvere radicante.
E’ importante cercare di evitare che il prodotto attivo si attacchi attorno allo stelo, intingendo solo la parte inferiore affinché l’auxina possa penetrare senza eccessi di sorta.

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