Test: alimentatori elettronici Lumatek

di Christian Cantelli

I nuovi alimentatori elettronici Lumatek promettono grandi risultati ed innumerevoli vantaggi, la prova sul campo effettuata da Giardinaggio Indoor ha confermato le eccellenti caratteristiche e le straordinarie performances di questi apparecchi.

L’alimentatore è plug&play: ha già i cavi collegati, da una parte l’entrata della corrente con spina shuko e dall’altra il filo di alimentazione da collegare alla lampada. I fili sono sufficientemente lunghi per un normale collegamento in sede domestica, la grandezza del filo stesso risulta più che adeguata al carico di elettricità che dovrà sopportare. Nella confezione sono incluse istruzioni in inglese e quattro piedini di gomma da inserire alla base dell’alimentatore. Il montaggio, senza collegamenti da fare, risulta facilissimo e intuitivo.

Per il test abbiamo un set up hydro con una lampada da 250w agli ioduri metallici (HM).
Effettuiamo prima i rilevamenti misurando la resa in lumen con un alimentatore tradizionale.
Le misurazioni, alla media delle tre, sono state fatte a 20, 30 e 40 centimetri di distanza dalla lampada.
A 20 centimetri il rilevamento medio è di 42800 lux, a 30 centimetri è 25400 lux mentre a 40 centimetri cala a 16700 lux. Appare subito evidente come la resa luminosa cali allontanandosi dalla fonte di luce.
Montato l’alimentatore elettonico Lumatek procediamo nuovamente ai rilevamenti, facendo tre prove per ogni distanza e prendendo la media delle tre.
A 20 centimetri il Lumatek fa registrare 54100 lux, a 30 centimetri 38500 lux e a 40 centimetri 26100 lux.

Il confronto diretto della resa luminosa non lascia spazio a dubbi, l’alimentatore elettronico sorpassa di gran lunga l’alimentatore tradizionale:

20 cm 42800 lux vs 54100 lux
30 cm 25400 lux vs 38500 lux
40 cm 16700 lux vs 26100 lux

Non contenti abbiamo testato la resa del Lumatek ad una maggiore distanza, 50 cm.
E la rilevazione media è stata 14600 lux di poco inferiore alla resa dell’alimentatore tradizionale ad una minore distanza, c’è da ricordarsi in questo caso che una maggiore distanza corrisponde ad una maggiore superficie illuminabile.

Dopo oltre un ora in funzione proviamo ad appoggiare una mano sull’alimentatore (voi comunque a casa non fatelo!), e la temperature di esercizio dell’apparecchio non appare nemmeno lontanamente alta quanto sarebbe con un alimentatore tradizionale.
Inoltre, a differenza dell’alimentatore magnetico il quale vibra e produce rumore, il Lumatek non fa il seppur minimo ronzio udibile.

Grazie ad un timer elettronico dotato di wattmetro, in grado di misurare l’effettivo assorbimento di elettricità, si nota come l’alimentatore elettonico Lumatek non impieghi una grande quantità di corrente. La media del consumo per una lampada 250w ed alimentatore è di 275w effettivi, quindi l’assorbimento in più in percentuale si aggira intorno ad un normale 10%
Monitorando l’assorbimento all’accensione possiamo anche farci un’idea piuttosto precisa del tempo necessario all’alimentatore pe raggiungere la massima potenza e la velocità media di accensione risulta sbalorditiva rispetto a quella di un alimentatore magnetico: circa 30 contro parecchi minuti!

Ecco infine i pregi e difetti del prodotto:

PREGI:
Performances
Silenzioso
Non scalda
Estetica
Pratico

DIFETTI
Prezzo

I MISURATORI FASTECH

Un altro test per i lettori di Giardinaggio Indoor: i misuratori di ph e di conducibilità elettrica della Fastech.
Ogni confezione è corredata di astuccio di pelle per il misuratore dotato di fermo alla cintura, un piccolo cacciavite necessario alla calibrazione dello strumento e un libretto di istruzioni in inglese. I misuratori sono inoltre già forniti di batterie per un immediato funzionamento.
I misuratori Fastech sono utili strumenti per il coltivatore indoor, sono pratici e funzionali ed offrono un ottimo rapporto qualità prezzo. Strumenti non professionali ma comunque in grado di garantire un elevato grado di affidabilità.

Il design compatto risulta molto comodo per il trasporto e l’utilizzo, il misuratore di Ph va da 0,0 a 14 preciso al decimo di grado, il misuratore di EC riporta una scala in mS (millisiemens per cm). I misuratori hanno un unico tasto accendi/spegni ed un comodo display per la visualizzazione dei dati rilevati, all’interno del tappo superiore c’è una vite di regolazione che serve per la calibrazione dello strumento.
Il sensore del misuratore di Ph è in vetro, mentre quello del misuratore di conducibilità elettrica (EC) in metallo. E’ importante mantenere i sensori puliti per garantirsi un adeguato funzionamento in quanto sedimenti ed incrostazioni ne potrebbero pregiudicare l’attendibilità. Sarà opportuno quindi asciugarli con un panno pulito dopo ogni utilizzo. Sono inoltre in commercio bustine di liquido di mantenimento e di pulizia per i sensori.

La velocità di risposta si attesta tra i 2 ed i 5 secondi per il Ph tester e fra gli 8 e i 12 secondi per il misuratore di EC, confermando che questi strumenti sono davvero tra i più veloci sul mercato; inoltre dieci misurazioni su dieci danno risultati identici, un’ottima performance che sottolinea l’attendibilità dei misuratori Fastech.

Un ulteriore test di utilizzo riguarda la calibrazione, operazione che si rivela essere estremamente semplice.
Per effettuare la calibrazione serve un liquido campione (ad un dato livello di PH o di EC), facilmente reperibile presso ogni negozio specializzato. Prima di tutto occorre inserire il sensore nel liquido, dopodichè sarà necessario svitare il coperchio superiore per accedere alla vite di regolazione. Con l’ausilio del cacciavite fornito con lo strumento si girerà in senso orario o antiorario nel caso si debba alzare o abbassare il valore indicato dal display fino a che corrisponderà esattamente al valore del liquido campione. Attenzione però, perchè la rilevazione dipende anche dalla temperatura del liquido: accertarsi quindi che i valori corrispondano a quelli delle tabelle (solitamente riportate sulle confezioni dei liquidi campione).
La calibrazione dello strumento dovrà esser ripetuta con regolarità a seconda della frequenza di utilizzo e dello stato di pulizia del sensore.

Siamo ora pronti a verificare le caratteristiche di impermeabilità e galleggiamento. Può capitare infatti di far accidentalmente cadere uno strumento nella cisterna  o nell’annaffiatore  durante i controlli, ma se si usa uno misuratore waterproof questo non dovrebbe rappresentare un problema.
Preso un recipiente da un litro e lasciato cadere lo strumento all’interno di esso il display continua a funzionare ed il misuratore effettivamente galleggia. Anche immerso completamente non da cenni di malfunzionamento. Dopo cinque minuti a mollo si passa allo smontaggio dello strumento alla ricerca di eventuali tracce di infiltrazioni.
Il liquido, nonostante le guarnizioni in gomma poste alla chiusura superiore ed inferiore, è penetrato all’interno, via via che il misuratore viene smontato ne sono sempre più evidenti le tracce.
Sarà opportuno quindi, in caso di caduta accidentale dentro ad un liquido, smontare lo strumento completamente, rimuovere le batterie e lasciare che tutti i componenti si asciughino prima di riutilizzarlo. Questo sarà necessario per evitare soprattutto che si formi condensa all’interno e che l’umidità intrappolata possa in qualche modo ledere ai circuiti elettrici. Il misuratore con cui è stato effettuato il test ha continuato a funzionare perfettamente dopo essere stato asciugato e rimontato.

Per tirare le somme vediamo in breve i pregi e difetti di questi prodotti:

PREGI:
Prezzo
Maneggevolezza/peso
Praticità e semplicità d’uso

DIFETTI:
Possibili infiltrazioni
Richiede manutenzione/pulizia

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