Legambiente dossier: pesticidi nel piatto

Sono 10.493 i campioni di prodotti ortofrutticoli e derivati analizzati nel corso del 2006 dai laboratori pubblici provinciali o regionali, con un aumento delle analisi effettuate del 13% in più
rispetto all’anno precedente.

Anche quest’anno, risulta essere molto vario il comportamento delle diverse regioni rispetto al numero di analisi effettuate e ai principi attivi ricercati, con il Molise che dichiara proprio di non svolgere le analisi.

La percentuale dei campioni irregolari (cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati), rimane invariata (1,3%), mentre, in valori assoluti, si traduce in 17 campioni irregolari in più dell’anno scorso. Anche i campioni con più di un residuo sono leggermente inferiori rispetto alle percentuali dell’indagine 2006.
La frutta si conferma sempre come più “inquinata” rispetto alle verdure: solo la metà dei campioni è infatti esente da residui di fitofarmaci, mentre 1,7 % è la percentuale di campioni irregolari.
Eclatante è il caso delle mele, frutto associato tradizionalmente alla salute, di cui solo il 39% è esente da pesticidi; il 30% dei campioni analizzati presenta più di un principio attivo e addirittura il 3,6% risulta irregolare.

Se la frutta rimane la categoria più contaminata, anche nel 20% dei prodotti derivati (olio, vino, marmellate, ecc), si rileva la presenza di uno o più principi attivi. Questo dato è particolarmente significativo se si pensa che tra questi compaiono proprio quei prodotti tipici del made in Italy e alcuni tra gli alimenti preferiti dai bambini come succhi di frutta e omogeneizzati.

Tra i campioni regolari, segnaliamo la presenza di un campione di fragole analizzato in Sicilia, che detiene il record di sostanza ritrovate, con ben 8 principi attivi differenti presenti contemporaneamente. Ancora la Sicilia registra un campione di pere con 7 sostanze presenti, mentre l’Arpa Campania segnala 5 residui contemporaneamente in diversi campioni di limoni di Sorrento, mele, pesche, zucchine e vino. In Emilia Romagna spiccano 25 campioni di pere tutte con più di 5 residui contemporaneamente.

Il Dipartimento provinciale di Roma ha rilevato 5 residui in un campione di mele provenienti da Napoli, mentre l’uva è il genere che più preoccupa secondo le analisi condotte in Puglia, con 5 e 6 residui
contemporaneamente. Sempre in Puglia sono da segnalare i tre casi di olio d’oliva locale risultati irregolari.

In Toscana è stato trovato un campione di pesche con 6 residui, ma è anche qui da segnalare il caso dell’uva, con diversi campioni contaminati da 5 pesticidi.
Le analisi della provincia di Bolzano evidenziano 5 mele di provenienza locale con 5 residui e – ancora una volta – un campione di uva nera pugliese con 6 principi attivi.

Stesso trend per le analisi condotte in Lombardia con due campioni di pere e uno di uva – tutti di origine italiana – con residui di 5 pesticidi diversi.
I principi attivi più spesso riscontrati – sia nei campioni irregolari che in quelli regolari – sono Captano,Carbofuran, Chlorpirifos, Cyprodinil, Diclofluanide, Dimetoato, Ditiocarbammati, Endosulfan,
Fenitrotion, Guazatina, Imazalil, Malathion, Metalaxil, Procimidone, Propargite, Propargite,Tiabendazolo, Tolclofos-metile.

Le analisi condotte sui prodotti derivanti da agricoltura biologica sono ancora molto esigue. Il totale dei campioni bio analizzati in Italia è pari a 394, un dato molto scarso se paragonato agli oltre 10.500
campioni di agricoltura tradizionale. I dati relativi a queste analisi hanno perciò scarso valore statistico, soprattutto se si considera che 10 regioni su 15 fanno controlli su meno di 15 campioni in totale.
Anche quest’anno appare inequivocabile il fatto che nelle regioni dove i controlli sono più approfonditi, i campioni irregolari o con numerosi principi attivi aumentano, a far pensare che le
analisi meno positive sono dovute ad una maggiore attenzione nei controlli piuttosto che ad un “inquinamento” superiore.

Testo tratto dal dossier legambiente visibile in formato pdf al’indirizzo: http://www.legambiente.com/documenti/2007/0522_pesticidNelPiatto/Dossier_Pesticidi_2007.pdf

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