La ventilazione nelle colture domestiche

growboxDi Christian Cantelli.

Una questione vitale per la salute delle piante

Ci sono un paio di considerazioni da fare quando si progetta la ventilazione di una grow-room, concetti piuttosto semplici ma spesso trascurati.

In primo luogo, bisogna ricordasi che l’aria più calda salirà naturalmente nella parte superiore dell’area di coltivazione e che l’aria più fredda scenderà naturalmente verso la parte inferiore.
Progettando la ventilazione per qualunque spazio bisogna inoltre ricordarsi che il volume (VOLUME, in metri cubi [ larghezza x profondità x altezza]) di aria che va DENTRO, anche deve uscire; non si può pensare di arieggiare uno spazio di coltura semplicemente forzando l’aria dentro non fornendo uno sfiato.

Il ricircolo d’aria è assolutamente necessario in una camera di coltivazione.
Poiché l’obbiettivo è rimuovere più aria calda possibile e sostituirla con aria fresca, sarà più efficiente disporre lo scarico vicino alla parte superiore dello spazio e disporre la presa d’aria più vicino possibile alla parte inferiore.

Il metodo più semplice consiste nell’installare una ventola in uscita e praticare un foro per l’entrata dell’aria. Questo tipo di sistema è conosciuto come scarico attivo / presa d’aria passiva.
Montando la ventola in uscita, aspirare l’aria dalla stanza avrà vari effetti:
Poiché lo scarico è nella parte superiore della zona di coltivazione, il ventilatore succhierà via l’aria calda in primo luogo, e se il tasso d’umidità esterno sarà inferiore a quello interno (molto probabile) il ricircolo d’aria garantirà una diminuzione dell’umidità all’interno con conseguente minore insorgenza di problemi come muffe e marciume.
La ventola abbasserà la pressione dell’aria all’interno della grow-room, così facendo tutti i fori ed ingressi d’aria o giunture lasceranno passare l’aria all’interno. Se la ventola spingesse dentro, quei fori e perdite permetterebbero all’aria potenzialmente carica di odori non desiderati di uscire FUORI.

La presa d’aria passiva dovrebbe essere un po’ più grande dello scarico. Tenendo a mente che tutta l’aria estratta sarà sostituita dalla stessa quantità di aria in entrata, avere un foro più grande in entrata permette che l’aria ricevuta sia ad una velocità più bassa, il che ottimizza la miscelazione dell’aria nella zona di coltivazione. Inoltre permetterà al ventilatore di funzionare più efficientemente.

Le ventole e gli estrattori sono valutati in metri cubi l’ora (m3/h) questo significa che un ventilatore di 240 m3/h sposterà 4 metri cubi di aria in un minuto.
Il vostro ventilatore dovrebbe essere abbastanza grande da spostare il volume delle vostra zona di coltivazione 2 – 3 volte ogni minuto. Un ventilatore di 240 m3/h sarebbe sufficiente per una zona di circa 3 metri cubi e sarebbe ottimale per una zona di 2 metri cubi (tipico set-up domestico con 1 x 1 x 2). Per calcolare il vostro volume cubico basta moltiplicare (in metri) la lunghezza per la larghezza per l’altezza.

In certi casi le prese d’aria non saranno sufficienti ad apportare la necessaria quantità di aria fresca: nel caso in cui i fori di ingresso non possano essere praticati della misura necessaria o nel caso in cui l’ambiente da cui è prelevata l’aria sia esso stesso sprovvisto del necessario volume d’aria, come ad esempio una piccola stanza. Sarà quindi necessario forzare aria all’interno con una piccola ventola, prendendola e portandola all’interno della grow-room attraverso condotte apposite. Sarà molto importante però che il volume d’aria in entrata non ecceda il volume d’aria in uscita, per evitare un aumento della pressione all’interno ed una conseguente fuoriuscita indesiderata di odori dagli “spifferi” della nostra zona di coltivazione.

Se la temperatura a luci spente è bassa e l’umidità non troppo elevata, potete semplicemente fare in modo che l’estrattore o ventola si accenda assieme alle luci attaccandolo allo stesso timer che controlla le luci con una presa multipla, quando si accenderà la lampada si accenderanno anche i ventilatori. Nel caso in cui si riscontri un elevato tasso di umidità durante le ore di buio, eventualità probabile e potenzialmente molto dannosa soprattutto nella fase di fioritura, sarà opportuno impostare un timer dedicato al ricircolo d’aria per permettere all’estrattore / ventola di asciugare l’ambiente. Un quarto d’ora ogni ora nelle ore notturne (nei timer tradizionali una tacchetta ogni quattro) dovrebbe essere sufficiente a tenere l’umidità sotto controllo se l’estrazione d’aria è adeguata. Durante il periodo di luce l’aria dovrebbe circolare costantemente.

Il ricircolo d’aria può anche essere utilizzato per regolare la temperatura oltre che l’umidità.
Nel caso in cui le temperature all’interno della zona di coltivazione salissero eccessivamente si potrebbe utilizzare l’estrazione dell’aria per raffreddare la lampada intubandola con uno speciale riflettore (cooltube). In questo modo il flusso d’aria passa attorno alla lampadina ed attraverso una condotta espulso fuori impedendo alla lampadina stessa di surriscaldare l’aria all’interno.

Un ventilatore mobile all’interno di una piccola grow-room potrebbe risultare superfluo se il ricircolo d’aria è stato impostato in modo ottimale, potrebbe però risultare molto utile in casi di “sovraffollamento” cioè nel caso in cui vi siano troppe piante o che siano cresciute troppo, per mantenere l’aria in movimento e favorire l’evaporazione dalle foglie / fiori. Un buon movimento d’aria irrobustisce le piante sin da giovani e ne favorisce lo sviluppo. ? bene ricordarsi però che solo un ventilatore all’interno della grow-room senza un adeguato ricircolo d’aria è totalmente inutile, NON diminuisce il tasso di umidità e NON abbassa la temperatura all’interno.

Rendere il sistema di ventilazione più silenzioso può essere una considerazione importante ed è importante ricordarsi che l’aria che si muove attraverso le prese e gli scarichi fa rumore, così come l’estrattore in sé. Parte del rumore dell’estrattore dato dalla vibrazione può essere eliminato montando il ventilatore in un modo non rigido. Si possono utilizzare gommini da mettere dove l’estrattore è fissato oppure usare gommapiuma autoadesiva da mettere nei punti dove eventualmente l’estrattore tocchi e provochi vibrazioni. In alcune installazioni è possibile appendere l’estrattore con un filo o ancora meglio un grosso elastico, questo annulla completamente il rumore dato dalla vibrazione.
Generalmente, l’aria che si muove attraverso la canalizzazione o le tubazioni può diventare rumorosa, specialmente se l’aria si muove ad una velocità elevata. Più le prese d’aria ed il foro di uscita saranno piccoli più ci sarà rumore, con una presa d’aria inadeguata inoltre l’estrattore non lavorerà in modo ottimale con conseguente minore efficacia e durata.
Anche se popolare e facile usare, il tubo flessibile “a fisarmonica”, utilizzato comunemente per collegare gli estrattori agli sfiati esterni non è sempre la scelta migliore, poiché causa la moltissima resistenza all’aria, (facendo anche lavorare gli estrattori più del dovuto) e l’aria che li attraversa è generalmente più rumorosa della canalizzazione più liscia. Esiste però una versione fono-assorbente che consta di un doppio tubo fornito di un’intercapedine imbottita il quale rappresenta un buon compromesso mantenendo la flessibilità ed adattabilità a qualunque spazio tipica del tubo a fisarmonica pur garantendo un’efficace assorbimento acustico.

L’utilizzo di un buon filtro ai carboni attivi è un buon metodo di controllo dell’odore che può essere il peggior difetto di un’installazione al contrario discreta. Il filtro a carboni attivi può essere montato all’interno della grow-room, facendo in modo che l’estrattore vi sia collegato tramite condotta e che prenda l’aria attraverso di esso, oppure all’esterno, sempre collegato all’estrattore. Ovviamente l’estrattore / ventola dovrà avere una potenza adeguata per risucchiare / spingere l’aria attraverso il filtro senza eccessivo sforzo. Riguardo a questo alcuni nuovi tipi di filtri sono stati sviluppati proprio per offrire una minore pressione aerea, il che significa maggior portata d’aria e minor usura dell’impianto di ricircolo.

Se consideriamo l’esperienza di coltivazione come un rapporto diretto e domestico con la natura dobbiamo considerare che ogni pianta in quanto essere vivente necessita assolutamente degli elementi per vivere e prosperare, quindi così come nessuno si sognerebbe di poter far crescere una pianta senza acqua o luce, allo stesso modo non dovrebbe mancare nemmeno l’aria, altrettanto importante.

3 Comments on this Post

  1. pier paolo

    salve,
    ho avuto parecchi problemi legati alla carenza di ventilazione, solo il sovradimensionamento dell’estrattore ha risolto un po il mio problema.
    la coltivazione in indoor mi ha dato molti soddisfazioni, ma dopo anni di orrendi, ma funzionali arrangiamenti da bricoleur, vorrei trovare una serra professionale, sapreste consigliarmi aziende, magari europee che si occupano di growbox SERIE?
    vi ringrazio e fioriti saluti

  2. ciao,
    per esigenze pratiche le growbox sono dotate di poco appeal sotto il profilo del design. Si tratta di scatole di coltura dopotutto.
    In Italia non ho mai visto prodotti particolarmente assimilabili ad un armadio o ad un mobile che metteresti in salotto, ma puoi ricercare (se hai molti soldi da spendere) all’estero con la chiave ‘grow cabinet’ (e non growbox) oppure ‘grow armoir’.

    Si tratta quasi sempre di soluzioni molto ridotte in termini di spazi e assolutamente dispendiose, ma se hai un po’ di pratica col bricolage puoi trovare interessanti progetti fatti in casa.

    Ecco comunque un paio di indirizzi dove dare un’occhiata:
    http://www.dealzer.com/servlet/StoreFront
    http://www.unbeatablesale.com/snlt006.html?mr:referralID=c30e2285-2ea2-11e0-b827-001b2166c62d
    http://hg-hydroponics-blog.co.uk/?p=191

  3. Buon giorno ecco quello che cercavi http://www.aeroflora.eu
    Ciao

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