Tetti verdi

E’ difficile coniugare la necessità di spazi verdi con le esigenze pratiche e le dinamiche di una città: una valida soluzione è lo sviluppo di giardini pensili, che oltre a contribuire a migliorare la qualità della vita affascino con la loro versatile bellezza gli architetti in cerca di innovazione.

Per capire al meglio come sia possibile la realizzazione di questi utili complementi dell’urbanistica, diamo un’occhiata da vicino ad un sistema brevettato da Perlite Italiana, azienda presente sul mercato dal 1915, e conosciuto col nome di Perligarden.

Si tratta di un sistema tutto italiano concepito per affrontare l’aspetto agronomico, edilizio, decorativo e paesaggistico.

Il metodo è brevettato, e in grado di sviluppare soddisfacentemente aree verdi anche in presenza di poco substrato colturale, ricreando comunque le condizioni ottimali per la vita delle piante, soprattutto nelle zone a clima mediterraneo.

L’impiego del sistema Perligarden  permette di realizzare :

-giardini pensili con arredo a verde intensivo
-tetti verdi a vegetazione estensiva con substrati di limitato spessore
-coperture di costruzioni interrate con tappeti erbosi e tappezzanti
-recupero e inverdimento di spazi inutilizzati
-parcheggi ecologici

IL PROGETTO

Non esistono soluzioni standardizzate di giardini pensili e tetti verdi, per cui un’attenta analisi della situazione ambientale e delle esigenze dell’utente è fondamentale per una corretta progettazione.
Nella tabella si può vedere quanti elementi bisogna considerare per giungere alla realizzazione del sistema.

Coperture a verde estensivo: tetti verdi

Il sistema si avvale di specie in grado di sopravvivere e svilupparsi con interventi minimi di manutenzione.

Le coperture piane delle costruzioni industriali e commerciali sono particolarmente adatte ad essere allestite con sistemazioni verdi di tipo estensivo, ma anche le coperture residenziali possono essere recuperate per inverdimenti di questo tipo.

Tali coperture sono caratterizzate da vegetazione coprente con rapido sviluppo orizzontale,  tradizionalmente di tipo erbaceo perenne, ma anche di tipo arbustivo prostrato e da una stratigrafia di spessore complessivo inferiore ai 15-20 cm.

Coperture a verde intensivo: giardini pensili

Sistema che richiede una media o alta manutenzione.
Quello che comunemente è definito giardino pensile è caratterizzato da un’ampia scelta di specie e da una stratigrafia che, in particolari situazioni, può raggiungere uno spessore tale da consentire di impiantare, oltre alle erbacee, anche arbusti e piccoli alberi.
La progettazione di una copertura a verde è particolarmente complessa in quanto tale sistema è composto da una serie di strati intercomunicanti che devono assolvere la propria specifica funzione senza interagire negativamente con gli strati contigui, e da impianti tecnologici (di ferti-irrigazione, elettrici) che devono essere perfettamente integrati nel sistema.

Una particolare attenzione deve essere, inoltre, riservata alla progettazione della vegetazione che deve tener conto della situazione climatica, architettonica e funzionale dell’ambiente, finalizzando il tutto ad attivare le condizioni per un ottimale sviluppo vegetativo.

I MATERIALI

Vediamo una breve panoramica dei materiali impiegati:

Elemento di protezione e di drenaggio orizzontale e verticale

L’elemento di protezione e drenaggio orizzontale e verticale, posto in opera per semplice appoggio tra la
membrana impermeabile antiradice e l’elemento di accumulo idrico, sarà realizzato con ECODREN PD8,
membrana protettiva e drenante estrusa in polietilene ad alta densità (HDPE) – con una faccia piana ed una faccia cuspidata – e da un geotessile da fiocco non tessuto in polipropilene (PP) accoppiato alla membrana sulla sommità delle cuspidi.

La soluzione dovrà garantire una portata idraulica atta ad evitare la formazione di battenti idrici nelle normali condizioni d’uso.

Elemento filtrante per coperture a verde

Evita il passaggio di particelle fini dal substrato colturale verso l’elemento di drenaggio.

E’ realizzato mediante feltro in non tessuto geotessile 100% poliestere con massa areica di 200 g/m2 (oppure 150 g/m2) e con permeabilità > 3,5 * 10-3 m/sec e posto in opera tra l’elemento di accumulo idrico e lo strato colturale.

Elemento di drenaggio orizzontale e verticale

L’elemento di drenaggio orizzontale e verticale, posto in opera per semplice appoggio tra la membrana
impermeabile antiradice e l’elemento di accumulo idrico, sarà realizzato con ECODREN SD5, georete accoppiata a caldo con un geotessile non tessuto ad azione filtrante.

La soluzione dovrà garantire una portata idraulica atta ad evitare la formazione di battenti idrici nelle normali condizioni d’uso.

Elemento di protezione, di isolamento termico e di drenaggio orizzontale

Lastre rigide termoisolanti di polistirene espanso sinterizzato a celle chiuse con bordi a incastro, supporti
circolari e foratura passante per facilitare il deflusso delle acque, da porre in opera tra la membrana
impermeabile e lo strato di accumulo idrico.

Chimicamente e biologicamente inerti non sviluppano batteri e funghi, non sono aggredibili da
microrganismi, non rilasciano sostanze nocive e non marciscono.

Elemento drenante con accumulo idrico integrato

Si tratta di materassini Igroperlite, costituiti da perliti espanse Agrilit di diverse granulometrie, scelte in funzione dei requisiti di accumulo idrico e di capacità drenante.

Lo speciale non tessuto geotessile 100% poliestere calandrato con cui sono confezionati i materassini svolge la funzione filtrante di tutti i materiali provenienti dal substrato colturale.

Lo spessore dei materassini Igroperlite deve essere determinato in funzione dei requisiti di capacità di accumulo idrico, dello spessore del substrato colturale sovrastante e della vegetazione adottata.
Mediamente tale valore è compreso tra 4 e 15 cm.

La Perlite espansa AGRILIT è un materiale naturale di sicura vocazione bioarchitettonica, completamente imputrescibile, inerte, fortemente termoisolante e chimicamente neutro.

La perlite è una varietà specifica di roccia vulcanica effusiva, compresa nella gamma delle rioliti e delle daciti, che possiede l’eccezionale proprietà di espandersi sino a 20 volte rispetto al suo volume originario.
La perlite cruda contiene acqua fissata chimicamente (tra il 2 e il 6%) imprigionata nella roccia a causa del rapido raffreddamento del magma giunto in superficie.

Sotto l’effetto delle elevate temperature (tra gli 850 e i 1.000°C) raggiunte a contatto di una fiamma nel forno di espansione, l’acqua contenuta nel granulo si dissocia e si trasforma in vapore acqueo gonfiando le pareti vetrose circostanti e provocando il caratteristico aumento di volume del granulo stesso.

Tale processo, irreversibile, determina la formazione di microcavità che conferiscono alla perlite la capacità di ritenzione idrica, di drenaggio e di scambi gassosi continui e la formazione di microcelle chiuse e stagne che non vengono interessate da scambi idrici e conferiscono alla perlite la sua funzione termoisolante.

La struttura fisico-chimica, l’inalterabilità nel tempo, l’elevato accumulo idrico, la disidratazione reversibile, l’isolamento da repentini sbalzi e da eccessi termici, l’ottimo drenaggio ed ossigenazione rendono la perlite espansa particolarmente idonea per le coperture a verde.

Speciali substrati colturali

Tre diversi substrati garantiti privi di semi infestanti, per venire incontro a tutte le esigenze:

per vegetazione di tipo intensivo (erbacee, perennanti, arbusti, suffrutici, cespugli, alberi), è costituito da una miscela di torbe, inerti rocciosi leggeri, fibre vegetali, cortecce, perlite espansa Agrilit,
argille speciali, sostanze ammendanti, concimi organici.

Per vegetazione di tipo estensivo (tappezzanti, erbacee, perennanti, crassulacee, sedum, graminacee), è costituito da una miscela di lapillo, pomice, perlite espansa Agrilit, torbe, cortecce, fibre di cocco, argille
speciali, sostanze ammendanti, concimi organici.

Per coperture a verde estensivo con sedum e crassulacee, è costituito da una miscela di lapillo, pomice, torbe e concimi a lenta cessione.

Il materiale di questo articolo è tratto dal sito www.perlite.it , un ringraziamento particolare alla dottoressa Alessandra Costa per la gentile collaborazione.

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