Terra!

Il terreno è lo strato detritico superficiale delle terre emerse la cui formazione è dovuta ai processi di disgregazione e alterazione delle rocce come il gelo, la pioggia, le radici, il sole, diventando così idoneo ad ospitare le piante, le quali lo utilizzano come fonte d’acqua, riserva di sali nutritivi e come sostegno.

E’ l’ecosistema più importante per la vita non solo dell’uomo, ma anche di tutti gli animali terrestri in quanto in esso iniziano e si concludono i fondamentali cicli biologici: la nascita della sostanza organica e la sua distruzione.

Quando il processo di alterazione delle rocce è puramente naturale si origina il terreno naturale, quando a tale azione si aggiunge quella dell’uomo si ottiene il terreno agrario.

Granulometria

La granulometria indica la costituzione di un terreno esprimendo il rapporto in peso tra le particelle di diversa grossezza (sabbia, limo, argilla,sassi) che lo compongono. I vari componenti danno al terreno caratteristiche particolari, ma questa caratterizzazione è regolata da percentuali molto diverse delle varie categorie dimensionali: per poter essere definito sabbioso un terreno deve contenere almeno il 70% di sabbia, per essere definito argilloso basta un 25%, con un 10% di sostanza organica il terreno diventa organico e con un 40% di roccia è un terreno ghiaioso.

Struttura

La struttura indica il modo in cui le particelle (argilla limo e sabbia) sono distribuite. Le diverse tipologie della struttura danno un indice approssimativo della fertilità perché esprimono la facilità di circolazione dell’aria e dell’acqua nel terreno.

In un terreno ben strutturato il 50% del volume è costituito da materiale solido (sostanze minerali e sostanze organiche) e l’altro 50% da spazi vuoti dove si propagano le radici, vivono microrganismi, avvengono i movimenti liquidi e gassosi indispensabili per per la vita delle piante.

Soluzione circolante

La soluzione circolante è una soluzione diluitissima di sali minerali: è il mezzo dal quale le piante traggono le sostanze nutritive e l’acqua necessarie alla loro crescita.

Le sostanze disciolte provengono dalle particelle solide del terreno, minerali ed organiche, dai concimi somministrati dall’uomo, dalle acque di irrigazione e piovane.

Potere assorbente

La capacità che ha il terreno di trattenere determinati ioni senza creare problemi di salinità e senza lasciare che questi vengano dilavati dalle acque si chiama potere assorbente. Esso è dovuto ai colloidi elettronegativi delle argille e dell’humus che fissano gli ioni carichi positivamente della soluzione circolante. L’importanza pratica è evidente: gli elementi nutritivi in questo modo vengono immagazzinati dal terreno per essere ceduti alla pianta tramite la soluzione circolante.

Il pH del terreno

Il pH esprime la concentrazione di ioni idrogeno (H+) in soluzione secondo la formula

pH = – log 10 (H+)

e tecnicamente si esprime con una scala valori che va da zero a quattordici.

Nelle soluzioni che imbevono il terreno, moltissimi fattori agiscono fra loro determinando il prevalere degli ioni idrogeno (H) oppure gli ioni ossidrile (OH) che in parole più semplici significa determinare una reazione acida o alcalina del terreno.

Se la reazione è neutra il valore viene espresso con pH = 7

Classificazione del terreno agrario sulla base dei valori pH

  • fortemente acidi: quando il pH è minore di 5.5
  • acidi: il pH è compreso tra 5.5 e 6.0
  • sub-acidi: pH compreso tra 6.0 e 6.8
  • neutri: il terreno è neutro se il pH è di 6.8-7.3
  • sub-basici: i valori del pH sono tra 7.3 e 8.0
  • basici: valori compresi tra 8.0 e 8.5
  • alcalini: il pH è maggiore di 8.5

E’ possibile verificare il pH del terreno con un semplice kit in vendita nei negozi specializzati, introducendo una cartina di tornasole in un bicchiere con un po’ terra disciolta in acqua.

Influenza della composizione del terreno e dei fattori climatici

I diversi costituenti del terreno conferiscono allo stesso specifici valori di pH . Il gruppo dei costituenti silicati provocano una reazione leggermente basica, mentre i carbonati, come la calcite e la dolomite, conferiscono al terreno una reazione nettamente alcalina che è vicina a pH 8.3 e può arrivare anche a pH 9 in presenza di carbonati basici idromagnasiaci.

La liscivazione, dovuta alle precipitazioni piovose, abbassa il valore del pH perché asporta quantità discrete di Calcio sotto forma di nitrato e bicarbonato.

Vi sono inoltre, sempre con le precipitazioni, dei piccoli apporti di ioni idrogeno sotto forma di acido carbonico e acido nitrico.

Influenza della vegetazione e della coltivazione

La vegetazione esercita sul terreno una lenta azione acidificante; l’uomo, con le irrigazioni, le correzioni, le concimazioni, svolge una funzione riparatrice.

Le acque impiegate per le irrigazioni normalmente sono acque dure, quindi alcaline, ed apportando calcio fanno innalzare il valore pH in maniera persistente.

I fertilizzanti, a seconda del genere, possono influenzare il valore del pH sia innalzandolo che abbassandolo.

Influenza nella proprietà fisiche del terreno

Quando la reazione alcalina viene congiunta con la finezza degli elementi costitutivi del terreno e con la ricchezza in colloidi (argille), il terreno assume una compattezza quasi rocciosa, unita ad una grande impermeabilità all’acqua e all’aria.

In queste condizioni il terreno lavorato non mantiene la sua struttura in presenza d’acqua, tendendo piuttosto a disciogliersi assumendo la forma di sedimento o crosta compatta.

Anche in condizioni di elevata acidità, se vi sono presenti elementi costitutivi fini come le argille, si manifestano condizioni di impermeabilità, ma in entrambe le situazioni si nota un rapidissimo miglioramento delle caratteristiche meccaniche e fisiche semplicemente correggendo il pH.

Influenza sulle attività microbiochimiche del terreno

Le più importanti attività microbiochimiche del terreno sono ostacolate o bloccate dalla reazione fortemente acida o fortemente alcalina. Il normale processo di umificazione delle sostanze organiche decorre assai lento con acidità pari a 6-6.5 e si arresta completamente con valori vicini al 4.5-5 come pure con valori vicini al 9-9.5.

Anche l’induzione dell’azoto atmosferico e la nitrificazione subiscono un notevole

rallentamento in queste condizioni.

I tipi di terreno da coltivazione più diffusi

Terriccio di bosco: di colore molto scuro, contiene il 50% di sostanza organica (foglie, ramoscelli). E’ molto leggero e permeabile.

Terra di bosco: è lo strato sottostante al terriccio, non contiene materiale vegetale in decomposizione. L’aspetto è polveroso, il colore molto scuro, ed è ricco di minerali.

Terra di brughiera: soffice e polverosa, è povera di sostanze organiche e del tutto priva di calcare.

Terriccio di foglie: adatto a coltivazioni particolari, si ottiene dalla parziale decomposizione di foglie di varie piante.

Terriccio di castagno: costituito dalla decomposizione del legno, si trova in natura nelle cavità dei vecchi tronchi.

Leggerissimo e molto permeabile, contiene il 99% di materiale organico e l’1% di calcare, caratteristica che lo rende ottimo come aggiunta ad altri terricci.

Terricciato: è una mescolanza di vecchia terra da giardino con altri terricci, ammendanti e letame.

Si trova in sacchi già pronti in commercio, con indicazioni sulla composizione e l’acidità.

Torba: residuo di piante palustri utilizzato come ammendante, molto permeabile.

Sabbia: di mare o di fiume, molto fine, viene utilizzata per alleggerire il terreno.

Sfagno: si tratta di un muschio che viene utilizzato fresco o secco in aggiunta a vari terricci per renderli adatti alla coltivazione di piante tropicali.

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