Sistemi a confronto

di Cub Report

NFT (nutrient film technique)

Si tratta di un sistema semplice e molto produttivo: la soluzione nutritiva, contenuta in un serbatoio, scorre su piani inclinati dove sono alloggiate le piante.
Alla fine del percorso la soluzione viene nuovamente convogliata nel serbatoio .

La pompa viene tenuta sempre accesa e supporta un volume da 0.5 a 3 litri d’acqua per minuto per ogni canaletta, larga da 100 a 300 mm, così che il flusso sia ridotto ad una sottile pellicola di soluzione.
Questo fa sì che le piante sviluppino grossi volumi di radici dall’aspetto a “tappeto” tipici di questa tecnica.

I sistemi NFT per uso commerciale sono piuttosto ingombranti e le canalette sono collegate al serbatoio da un sistema di tubicini: per l’uso casalingo invece esistono versioni di dimensioni contenute con un ricircolo semplificato.
Qualunque sia il sistema utilizzato è essenziale per una buona riuscita che la capienza del serbatoio sia proporzionale ai fabbisogni della pianta (almeno 2 litri per ogni pianta di dimensione media; se l’acqua è dura il volume va raddoppiato)

Vantaggi della tecnica NFT:

-Il prezzo contenuto
-La semplicità con cui il coltivatore può osservare le radici e monitorarne lo sviluppo, in modo da cogliere immediatamente qualunque sintomo o ritardo.
-Pochi materiali di consumo: a parte i fertilizzanti è necessario solo l’apposito tappetino che serve a distribuire uniformemente i nutrienti in modo che siano disponibili per ogni pianta in ogni stadio dello sviluppo.
Va cambiato alla fine di ogni ciclo ed è un materiale molto economico.
-Non ci sono substrati solidi, come l’argilla o la lana di roccia: questa tecnica è perfettamente, prettamente idroponica.
-Se si trasferiscono in NFT piante provenienti da altri sistemi, non è necessario lavare via il medium precedente: è sufficiente trasferire le piantine col loro blocchetto di germinazione appena le radici saranno ben sviluppate.

Ebb and Flow

Si tratta di un sistema davvero diffuso di coltivazione, costituito da un serbatoio dalla capacità simile a quello per la NFT, un vassoio colmo di substrato di ancoraggio(palline di argilla solitamente) e una pompa temporizzata (accesa per 5-10 minuti, spenta per 1-4 ore).

L’argilla viene costantemente ‘inondata’: in questo modo vengono anche disciolti eventuali residui precedenti e le radici vengono preservate da eccessi di nutrienti e accumulo di sali.
A pompa spenta l’acqua rifluisce nel serbatoio e l’apparato radicale viene rinvigorito dall’ossigenazione causata da questo movimento, promuovendo una maggiore assimilazione dei nutrienti e una crescita più veloce.

La struttura dell’Ebb and Flow per uso commerciale è estesa, le piante crescono su tavole collegate da tubi al serbatoio: una nota molto positiva è che solitamente i ripiani sono ad un’altezza perfetta per l’operatore, che può lavorarvi senza sforzo.
I sistemi ad uso domestico sono entrocontenuti e si possono assemblare in pochi minuti.

Vantaggi dell’Ebb and Flow:

-Possibilità di controllare il settaggio della pompa per regolare l’affusso d’acqua e accelerare lo sviluppo delle piante.
-Utilizzando un substrato assorbente, si è meno esposti al pericolo di gravi danni in caso di improvvisa mancanza d’acqua (per black out, ad esempio).
-Le piante possono essere introdotte molto più giovani e con radici meno sviluppate, in rapporto al sistema NFT.
-Radici meno soggette ad infestazioni, soprattutto di Pythium, comuni nei sistemi NFT in caso di temperature elevate.
-Si può sostituire l’argilla con blocchetti germinanti (rockwool o altri materiali) rendendo semplicissime ed immediate le operazioni di pulizia, sostituzione o raccolta delle piante. Inoltre la quantità di substrato impiegato in questo caso è molto ridotta.

Sistemi a gocciolamento

In assoluto il metodo più utilizzato in orticultura: similmente all’NTF troviamo un serbatoio per la soluzione nutriente e tubicini che la portano alle piante, come nell’ Ebb and Flow c’è un temporizzatore che ne regola l’erogazione.
Si tratta generalmente di sistemi molto grandi.

Lo strumento esenziale in questo caso è il gocciolatoio, normalmente uno per pianta, disponibile in diverse fogge, e scaglionato a seconda del volume d’acqua erogato (litri/ora).

Vantaggi dei sistemi a gocciolamento:

-Anche le unità più grandi per uso commerciale sono solitamente semplici da montare e smontare.
Una grande attenzione è posta al livello delle piante, in modo che la pressione e la portata dei gocciolatoi sia la stessa per ognuna.
Le pompe utilizzate sono più potenti di quelle dei sistemi già visti a causa della misura assai ridotta dei tubicini.

-Non c’è ricircolo in questo sistema: la soluzione nutritiva viene somministrata in abbondanza sempre fresca e bilanciata e si disperde nel substrato.
Un bene per le piante, a cui però si somma uno spreco di fertilizzanti e un rischio di inquinamento ambientale.

-Si può utilizzare qualunque substrato, anche se il più usato resta il rockwool in lastre di 1m x 150mm e 75 cm di spessore.
Ultimamente si vanno diffondendo le lastre di cocco e di eco-fibra (prodotte con scarti di legno), altrettanto pratiche ma eco-compatibili.

Quale sistema scegliere?

I sistemi a goccia possono creare delle difficoltà per la frequenza con cui i tubicini si intasano di calcio o residui, e perchè non è sempre semplice assicurare un’identica portata per ogni gocciolatoio.
Per queste ragioni di solito non sono consigliati ai principianti, sebbene i sistemi di dimensioni più contenute e di più recente produzione siano in definitiva facili da usare.

I sistemi NFT sono davvero semplici da gestire, economici e altamente produttivi: se il clima è fresco e l’acqua non troppo dura, questa è davvero la scelta migliore.

Se le condizioni ambientali non sono ottimali, i migliori risultati si avranno con l’Ebb and Flood, che garantisce anche sicurezza in caso malaugurato di blackout

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