Sfida alla coltivazione in terra

di Noucetta Kehdi

Se fino a non molti anni fa l’idea di coltivare senza la terra suscitava perplessità, oggi anche in paesi come l’assolata e fertile Spagna l’idroponica è diffusa: la gente se ne interessa e vuole saperne di più si pone domande.

Quali sono i vantaggi rispetto alle coltivazioni tradizionali?
Si tratta di un metodo organico?
Come si spiegano i risultati sorprendenti ottenuti?

Iniziamo con una panoramica dei vantaggi:

-Niente terra significa che potrete coltivare dove volete, non importa dove vi troviate: in una grande città, in un paesino, in periferia, non importa che abbiate un giardino, o un balcone, o che il terreno sia povero e arido.
-Nessun problema di vermi, minor rischio di infestazioni, e nessun seme indesiderato nelle coltivazioni fuori suolo: quindi niente erbicidi e pochissimi pesticidi, di tipo biologico.
-Il ricircolo permette di risparmiare ingenti quantità d’acqua e di fertilizzanti: meno sprechi dunque.
-In terra le piante devono fare uno sforzo supplementare per assimilare il nutrimento , che trovano invece pronto all’uso in idroponica.
Dovranno solo assorbire e crescere, ecco perché lo sviluppo è più rapido.
-Nel terreno la pianta deve sviluppare un grande apparato radicale per andare alla ricerca dei nutrienti , mentre in acqua concentrerà le risorse nelle foglie, nei fiori e nei frutti, con risparmio di spazio e raccolti di qualità migliore.
-Nelle coltivazioni tradizionali è molto difficile provvedere adeguatamente all’areazione delle radici.
-L’idroponica rende possibile un controllo diretto sulle necessità della pianta e la stimolazione della crescita, sfruttando appieno le potenzialità dei vegetali.
-Il vigore e la forza delle piantine nate in acqua è noto : spesso si ricorre a talee idroponiche che verranno poi trapiantate in terra, per assicurarsi risultati migliori.
-Una volta assemblato e messo in opera, il sistema idroponico può andare avanti per molto tempo senza ulteriori investimenti: è pulito e senza sprechi, e garantisce risparmio di tempo, lavoro e denaro.

In breve, ricorrendo a questa tecnica si può mettere in conto un aumento delle prestazioni del 30% :
30% in più nel numero delle piante, del 30% più veloce la loro crescita, del 30% maggiore il raccolto, e principi attivi presenti nelle piante del 30% superiori.

Ma c’è ancora una questione importante da affrontare: tutti sappiamo che nel terreno ci sono circa 100 differenti elementi che giovano alla salute delle piante e alla nostra, e che non tutti sono presenti nei nutrienti per idroponica.
Come per il vino, le qualità intrinseche del terriccio determinano la qualità del raccolto.
Anni di ricerca hanno portato alla creazione di integratori di minerali e di microelementi che rendono l’alimentazione delle piante vicinissima a quella delle coltivazioni tradizionali, introducendo di fatto elementi tipici della terra nella coltivazione idroponica.
I fertilizzanti specifici sono composti da sali minerali purificati: un mix di macro elementi primari e secondari, più microelementi e tracce di elementi.
Non sono tutti uguali tra loro, alcune compagnie producono fertilizzanti essenziali , mentre altri propongono formule ricche e complesse, disponibili anche nella versione per acque dure o leggere, per venire totalmente incontro alle esigenze del coltivatore.
Purtroppo non è facile operare distinzioni tra le varie marche, spesso la lettura dell’etichetta non basta a dissipare i dubbi: l’unica strada da seguire è chiedere al negoziante di fiducia e compiere i proprio test.
Anche i produttori stessi si rendono disponibili a chiarimenti sulla lista dei componenti e sulla “ricetta” alla base dei loro prodotti.

Quando la formula è ben realizzata, i fertilizzanti sono immediatamente solubili e assimilabili dalle radici: si trovano sul mercato in forma liquida o in polvere, in confezioni singole o bi-tricomponenti, a volte anche in quattro separati elementi da usare contemporaneamente.
Può sembrare difficile, ma non è così: dosi e modalità di utilizzo sono sempre riportati in etichetta con l’ausilio di pratiche tabelle.
La divisione nella somministrazione dei nutrienti è basata su studi che hanno dimostrato le diverse esigenze della pianta nei vari stadi della crescita, principalmente radicazione, vegetativa e fioritura/fruttazione.
Come regola generale, una pianta consuma più azoto durante la fase formativa o vegetativa e più fosforo, potassio e magnesio quando fiorisce.
Durante il ciclo di sviluppo, la pianta inoltre consumerà calcio, zolfo e micronutrienti quali ferro, manganese, boro, molibdeno e rame.
La somministrazione dei nutrienti si adatterà ad ogni ciclo, fornendo alla pianta esattamente quello di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno, sfruttandone così al meglio il potenziale genetico.

Molti si chiedono tutt’oggi se i fertilizzanti idroponici siano organici : la risposta è no.
Ma vediamo la differenza tra “organico” e “idroponico”.
Un nutrimento si dice “organico” quando nessun prodotto chimico creato dall’uomo o artificiale è stato usato per la sua realizzazione: in idroponica i fertilizzanti sono costituiti da sali minerali purificati.
Nella terra, miliardi (parecchi milioni per grammo di terra) di microorganismi decompongono la materia organica (concime) e ne trasformano le molecole (non assimilabili dalle piante) in ioni che le piante possono assorbire.
Anche in acqua la pianta si sostenta attraverso gli ioni, che sono però di origine minerale e non organica.
Ai fini del consumo dei vegetali prodotti, non c’è alcuna differenza: in entrambi i casi si tratta di fertilizzare al meglio le piante ed evitare qualunque sostanza dannosa; gli elementi che forniamo come nutrimento sono gli stessi, solo provenienti da fonti diverse (organiche in un caso, minerali nell’altro).

C’è da considerare anche un fattore rischio presente nel fertilizzante tradizionale organico: trattandosi di procedimento naturale, è possibile incappare in pesticidi o metalli pesanti tossici come nichel, mercurio, piombo o zinco, presenti nei fanghi o dagli scarti di pesce usati come concime, o provenienti da precedenti raccolti usati nel compost.
In idroponica, gli elementi minerali sono forniti tramite sali minerali sotto forma di ioni, che possono essere ottenuti naturalmente o in maniera artificiale, ma che sono stati purificati e raffinati.

Visti i vantaggi, molti usano fertilizzanti idroponici nella coltivazione in terra, con ottimi risultati: basta fare attenzione ai sovradosaggi e attenersi scrupolosamente a quanto riportato in etichetta.

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