Idroponica contro la fame nel mondo

Si tratta di un progetto, partito nel 2002, supportato da diverse associazioni e produttori indipendenti, che si propone di portare ai i popoli dei Paesi in via di sviluppo le conoscenze e gli strumenti per rendersi autonomi attraverso l’uso sistemi idroponici semplici e pratici, in modo da produrre cibo sano e abbondante.
Gli strumenti concepiti per questo programma non prevedono l’uso di elettricità, o di strumenti sofisticati, e nemmeno di fertilizzanti chimici: vengono invece adattati alle risorse locali come bat-guano, worm casting, bamboo, fibra di cocco, sabbia.

Viene sfruttata la gravità per i sistemi a gocciolamento o la manutenzione manuale quotidiana: fra i Paesi già coinvolti la Colombia, il Brasile, il Messico, lo Zimbawe, e la Tanzania.

Negli ultimi tre anni HFH ha raccolto oltre 37.000 dollari per contrastare la fame nel mondo, attraverso sponsorizzazioni, donazioni private, e attraverso la vendita di una linea di fertilizzanti e prodotti per la coltivazione creata appositamente; il denaro raccolto viene donato all’associazione Institute of Simplified Hydroponics, che sta attualmente lavorando in 17 Paesi, con priorità in Afghanistan e Sri Lanka.

L’Institute of Simpliefied Hydroponics nasce nel 1995, si tratta di un’associazione no profit non governativa,che s’impegna nella produzione di materiale e strumenti per l’insegnamento e l’applicazione delle tecniche idroponiche semplificate, che si stima potrebbero aiutare 200 milioni di famiglie in difficoltà.

Quest’associazione agisce in collaborazione con la FAO e con i Ministeri dell’Agricoltura e dello Sviluppo dei Paesi coinvolti.

Attualmente è allo studio un progetto di microfattoria, pensato per un acro di terreno povero o degradato, semi arido o montagnoso, in grado di aumentare sensibilmente il raccolto di quelle famiglie che vivono d’agricoltura utilizzando le risorse locali.
La sperimentazione viene condotta in Messico, e tutto è calcolato per essere assolutamente funzionale e performante, ed entrare a far parte di un ciclo continuo di produttività senza nessuno spreco di risorse.

Ogni punto del progetto è seguito da un team, ma l’aiuto esterno è gradito: sono dunque ben accetti suggerimenti e collaborazioni.

A seguire, i punti principali del programma, che potrete trovare riportati in maniera molto dettagliata e con tutte le specifiche del caso (in inglese) sulla pagina:
http://www.microfarms.com/technical/microfarms/microfarmpage1.htm

-Progettazione di una casa funzionale di 400 metri quadrati, comprensivi di patio e aia, con materiali reperibili in loco e facilmente trasportabili a dorso di mulo, come il bamboo.

E’ previsto anche un approfondimento sui mezzi per convogliare i raggi solari e utilizzarli per cucinare.

-Progettazione di un orto dove potere coltivare 20 diverse varietà vegetali ad uso familiare.

Si prevede l’uso di 20 casse appoggiate su bancali da spedizione, riempite con substrati locali.
Ogni adulto deve avere almeno 1 kg di prodotto per sè, e ogni bambino mezzo kg, per cui si calcola che circa 6 kg al giorno vengano consumati dalla famiglia.
Gli scarti nutriranno le capre e i vermi.

-Progettazione di un campo di 40 metri quadrati per produrre vegetali adatti alla vendita, da cui trarre guadagno.

Utilizzando l’idroponica semplificata, su uno spazio di 300 metri quadrati si possono ottenere 300 lattughe al giorno, che rivendute a 3 pesos ognuna frutteranno 900 pesos ( 90 dollari).

-Progettazione di uno spazio per l’allevamento delle capre

100 metri quadrati vengono dedicate alle capre, tre femmine, che produrranno latte molto nutriente ed importantissimo per la sopravvivenza dei bambini.
I rifiuti solidi prodotti dalle capre alimenteranno i vermi.
A conti fatti, una capra rende fra i 54 e 104 pesos per metro di terra occupato.

-Progettazione di uno spazio per l’allevamento dei vermi.

I vermi trasformano i rifiuti in fertilizzante e costituiscono un ottimo cibo per i pesci.

-Progettazione di un laghetto per i pesci

Forse la parte più difficile da realizzare.
Si stima una produzione mensile di 200 pesci “tilapia”, ricchi di proteine, del peso di circa 1 kg l’uno, per il consumo della famiglia e per la vendita.
I pesci vengono alimentati con i vermi e con le alghe del laghetto, che misura circa 500 metri quadrati per uno di profondità.
Vi si preleverà l’acqua per irrigare, così da provvedere contemporaneamente alla fertilizzazione delle piante e ad un ricambio d’acqua per i pesci.

-Progettazione di un campo di mais

Il campo misurerà 1200 metri quadrati e produrrà 1200 kg di mais all’anno e 3600 kg di foraggio per gli animali, e verrà fertirrigato dal laghetto dei pesci.
Il mais costituisce la base della dieta ed è molto versatile.

-Progettazione di un campo di legumi

Sviluppato su 2700 metri quadri, viene fertirrigato con l’acqua del laghetto nella misura di 2700 litri al giorno.
I legumi sono ricchi di proteine , di lisina e di ferro, e completano perfettamente la dieta a base di mais.

-Progettazione di una siepe perimetrale di more

Lungo il perimetro esterno sono previsti 390 metri di siepe di more, una pianta per metro.
La siepe viene fertirrigata dal laghetto, e produce tra i 7 e i 9 kg di frutti per pianta, a partire dal terzo anno.

-Progettazione sistema di approvvigionamento idrico

Da questo dipende l’esistenza stessa della fattoria.
Dove cercare: fiumi o ruscelli, falde sotterranee, acqua piovana, o una fonte che filtra attraverso al terreno.

LINK:
http://www.hydroforhunger.org/
http://www.carbon.org/

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