E’ possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po’ di fai da te.

foto: www.gardenpool.org
Avendo un po’ di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.
Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una serra urbana economica ed ecosostenibile, combinando tecniche e concetti base dell’ aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.
L’indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l’impianto procedeva in autonomia.
La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più pesci Tilapia di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all’anno, e tutto completamente organico e biologico.
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di Tool Using Animal
Realizzare una sorta di giardino idroponico alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con materiali di riciclo?
Possibile.
Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l’occhio.
Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere Ebb & Flood.
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.
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Sabato 9 e domenica 10 ottobre al Castello di San Salvatore a Susegana – Treviso si terrà la prima edizione di FLOR-ART,
Mostra mercato del verde e dell’artigianato di qualità.
In una location unica, il Castello di San Salvatore, immersi in uno dei più bei panorami del Veneto, i colli coneglianesi, tanto amati e dipinti da Cima da Conegliano, FlorArt propone una rassegna di oltre cento espositori, tra vivaisti ed artigiani, legati dal filo conduttore della qualità e unicità delle proposte.
FlorArt presenta infatti il meglio della produzione di artigiani autentici e florovivaisti di qualità per la prima volta in un territorio ricco, importante e dal gusto e dalle esigenze sempre più raffinate – quale il Nord Est, un evento di grande qualità e richiamo. Una proposta attesa, suffragata dai molti sostegni che sta raccogliendo. Hanno già aderito, infatti, agli “amici di FlorArt” Ferruccio Carassale, Carlo Marchesi, Caterina Gromis di Trana, Maria Lucrezia Bonaldi, Gallarati Scotti, Giorgiana Bianchini d’Alberigo, Ninni di Collalto Facchinetti, Giuliana di Collalto Ferné, Mirella Collavini, Niccolò Valmarana, Diana Lorena Camerini.
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Ecco come realizzare un orto capovolto con i sacchetti VASTLIG di IKEA, reperibilissimi ed estremamente economici. L’idea del giardinaggio o dell’orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.
In questo caso anche l’estetica è soddisfatta.
Descrizione: per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.
Strumenti: forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.
Come procedere?
-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.
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Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano la 6ª edizione della DUE GIORNI PER L’AUTUNNO -

- Due giorni per l’autunno © Foto Lorenzo Monti
Tutto per il giardino.
Mostra e mercato di piante insolite e speciali, bulbi, libri, attrezzature e mobili, nel Parco del Castello di Masino – Caravino (TO)
Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010 il parco del Castello di Masino, a Caravino (Torino), ospiterà la sesta edizione della “Due giorni per l’autunno”, mostra e mercato di piante insolite e speciali in uno straordinario spettacolo di colori e di sapori autunnali, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano sotto l’accurata regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino.
Anche quest’anno la manifestazione offrirà a tutti gli esperti o semplici appassionati di giardinaggio l’opportunità unica di ritrovarsi con oltre 125 tra i migliori vivaisti italiani ed europei, presenti a Masino con le loro collezioni di punta e interessanti novità. In questa stagione di rinnovi e preparazione per l’anno successivo, i visitatori potranno, quindi, documentarsi sulle piante e i fiori per il “giardino che verrà”, e acquistare rari e antichi prodotti dell’orto e del frutteto, abitualmente difficili da reperire.
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Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano “ORTI D’AUTUNNO”, a Villa Necchi Campiglio – Via Mozart 14, Milano.
Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2010, dalle ore 10 alle 18, Villa Necchi Campiglio a Milano ospiterà “Orti d’autunno: profumi e legumi”, mostra-mercato interamente dedicata ai prodotti di stagione dell’orto e del frutteto organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo sempre a Villa Necchi.
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Il punto vendita GrowerPlanet di Genova, in collaborazione con Giardinaggio Indoor, offre un buono sconto del 5% su un articolo da acquistarsi
in negozio (non valido per gli acquisti online).
Ogni coupon è da stampare e compilare e può essere speso dal solo intestatario. Ogni cliente può utilizzare un solo coupon.
GrowerPlanet è fornitore all’ingrosso e al dettaglio di articoli per il giardinaggio, l’idroponica, la coltivazione indoor.
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Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it
Morti urbani
Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i cambiamenti del mio orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su questa rubrica e a gran voce con i risultati sotto mano.
Eccoci alla terza settimana di lavori, con oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i risultati iniziano, almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno trainando infatti tutte le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro probabilmente a causa della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l’acqua ma le aspettative sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.


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Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it
Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.
Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell’esempio di idroponica semplificata:
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